Territorio

Ecco i punti di raccolta d’urgenza, Gobbi: «Almeno uno in ogni Comune»

Sono in funzione da gennaio e possono aiutare la popolazione in caso di catastrofe
Matteo Generali
17.03.2026 06:00

Dal primo gennaio 2026 il Ticino dispone di una rete capillare di 160 punti di raccolta d’urgenza (PRU): è quanto è stato sottolineato dal Dipartimento delle istituzioni durante una conferenza stampa al Centro diurno di Rivera. I siti, distribuiti su tutto il territorio cantonale e attivabili in caso di catastrofi naturali, black-out prolungati come altre emergenze diffuse, permetteranno ai cittadini di ricevere informazioni, assistenza oppure indicazioni operative direttamente da personale formato.

Notizie aggiornate e supporto

«Il cento per cento dei comuni ticinesi dispone di centri PRU», ha sottolineato il direttore DI, Norman Gobbi. «Questi luoghi sono un tassello fondamentale per la sicurezza del nostro Cantone». Infatti, in situazioni straordinarie, dalle frane alle interruzioni delle comunicazioni, la popolazione potrà recarsi nei centri per avere notizie aggiornate e supporto. La rete ticinese aderisce a un progetto nazionale promosso dall’Ufficio federale della protezione della popolazione. In questo modo, il Cantone si allinea agli standard già adottati nel resto della Svizzera. In totale, nella Confederazione sono oltre 2.900 i punti previsti. «Non inventiamo nulla di completamente nuovo - ha osservato Gobbi - ma riprendiamo e adattiamo alle esigenze attuali un sistema di sicurezza già esistente». I siti rappresentano un ulteriore tassello a favore della sicurezza. «Per ora il sistema di allerta prevede sirene d’allarme, AlertSwiss, Radio FM e il dispositivo d’emergenza ICARO. In futuro vorremmo l’introduzione del Cell Broadcast, un sistema con il quale si viene avvisati via telefono con una notifica push», conclude Gobbi. Lo scopo dei centri PRU è quello di diramare informazioni ufficiali, dare e ricevere aiuto. Oltre a questo, l’eventuale apertura dei siti è indicata tramite l’applicazione per smartphone AlertSwiss, canali ufficiali e attraverso i media. Ogni centro di raccolta è dotato dell’apposito cartello di segnalazione e di una radio Polycom: «Quest’ultima garantisce il collegamento con le autorità anche quando i mezzi convenzionali non funzionano», ha ricordato da parte sua Ryan Pedevilla, Capo della sezione del militare e della protezione della popolazione. Per l’aspetto operativo, la responsabilità diretta spetterà ai Comuni, che attiveranno i centri solo quando necessario. «L’apertura avviene in caso di crisi – ha precisato Pedevilla – quando la situazione richiede un contatto diretto con la popolazione». E la Protezione Civile? «Ha compiti differenti, ad esempio in una situazione in cui le antenne per la telefonia mobile hanno bisogno di essere riparate con urgenza, gli sforzi dei militi sarebbero interamente dedicati ad esse», spiega Pedevilla.

Monteceneri fiore all’occhiello

Presente all’incontro con la stampa anche il segretario comunale di Monteceneri, Curzio Sasselli. Il Comune, nato da diverse aggregazioni, è un esempio di come i centri PRU possano essere diffusi sul territorio. Monteceneri, infatti, dispone di ben 4 siti e di 8 responsabili comunali formati. «Abbiamo scelto luoghi facilmente raggiungibili, anche a piedi», ha spiegato Sasselli. E non sempre sarà necessario aprirli tutti: «Se il problema riguarda solo una zona, si attiverà il punto più vicino». Come detto, il Comune dispone di 4 centri, «ma non vi è un minimo o massimo di centri, la decisione spetta ai vari Municipi», aggiunge ancora Pedevilla.

Oltre all’infrastruttura, è stata curata la preparazione del personale e l’informazione alla cittadinanza. «Lo scopo finale è offrire un posto dove trovare informazioni affidabili e un contatto diretto con l’autorità», ha concluso Sasselli.