Berna

Ecco l'intesa sul cabotaggio, Ginevra ora è un po' più vicina

I vettori esteri, a determinate condizioni, potranno offrire collegamenti aerei tra due località in Svizzera – Lo ha stabilito il Consiglio degli Stati – Regazzi: «Un lavoro di squadra» – Chiesa: «Sarà realtà non prima di fine 2027»
© Gabriele Putzu
Luca Faranda
16.09.2026 23:01

Si è forse schiarito un po’ il cielo sopra l’aeroporto di Lugano-Agno. In futuro, le compagnie aeree estere potranno forse offrire nuovamente la tratta tra Lugano e Ginevra. Ieri, infatti, il Consiglio degli Stati ha fatto un primo, decisivo passo per consentire i collegamenti aerei con vettori esteri fra due località in Svizzera.

Nessuno interessato

Ma di cosa parliamo? Oggi, le compagnie aeree estere non possono effettuare voli commerciali tra due o più aeroporti interni in Svizzera. È il cosiddetto divieto di cabotaggio. Un esempio: Easyjet non può effettuare voli da Basilea a Zurigo. Così come non può farlo nemmeno tra Lugano-Agno e Ginevra. Il problema, per lo scalo luganese, è che attualmente nessuna compagnia elvetica è interessata a coprire la rotta fra la seconda e la terza piazza finanziaria della Svizzera.

In futuro, con vettori esteri, le cose potrebbero cambiare. A muovere i fili è infatti stato il «senatore» ticinese Fabio Regazzi (Centro): dapprima con un’iniziativa parlamentare e ora con una modifica della legge sulla navigazione aerea approvata ieri dal Consiglio degli Stati. Nello specifico, si vuole permettere a vettori stranieri - ovvero le imprese con sede nell’Unione europea oppure nell’AELS - di operare collegamenti nazionali in concessione in Svizzera.

Vale solo per questa tratta

Per Regazzi, occorre fare una precisazione: «È stato detto chiaramente in aula: si parla solo del collegamento tra Lugano e Ginevra e non di altre rotte». Lo ha ribadito anche il «ministro» dei Trasporti Albert Rösti, aggiunge il ticinese, sottolineando che si tratta di una disposizione di legge elaborata con la collaborazione dell’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC). «Poi questo aspetto verrà ulteriormente precisato in un’ordinanza».

La tratta potrà essere coperta solo a tre condizioni. Quali? Non deve esserci alcun interesse da parte di imprese svizzere di trasporto aereo a effettuare tale collegamento (Swiss, ad esempio, non lo prende in considerazione); l’impresa di trasporto aereo deve disporre delle autorizzazioni rilasciate da uno Stato membro dell’UE o dell’AELS per il trasporto professionale di persone e merci. E poi c’è l’ultimo aspetto: «Il fabbisogno in materia di trasporto non può essere soddisfatto in modo equivalente con altri mezzi». Per Regazzi, è stata utilizzata questa formulazione proprio per escludere tutte le altre possibili destinazioni, come Zurigo o Basilea. In pratica, si tratta di un’eccezione che riguarda solo Agno-Ginevra.

«Sono decisamente soddisfatto anche per la misura del risultato (28 voti a 12 e due astenuti, ndr), ma si è trattato di un lavoro di squadra che ha coinvolto non solo il collega Marco Chiesa, ma anche le associazioni economiche ticinesi e quelle di Ginevra, nonché il Municipio di Lugano».

Nessuna alternativa valida

Il «senatore» e municipale di Lugano, Marco Chiesa, dal canto suo è sollevato. «È una bella notizia, è stato fatto un ottimo lavoro di preparazione. La realtà è che oggi non ci sono alternative valide per coprire la tratta nello stesso tempo: in treno o in auto, per l’andata e il ritorno, ci vogliono almeno dieci ore».

La domanda che però ci si pone è una. Ci sono davvero compagnie estere interessate a offrire questo collegamento? «Ci sono stati degli abboccamenti, ma nulla di concreto. Tuttavia, finora non erano date le condizioni per discuterne, non avendo le basi legali necessarie», risponde Chiesa, ricordando anche che bisognerà attendere. La palla infatti ora passa al Nazionale, ma ci vorranno ancora mesi (ammesso che la Camera del popolo sia favorevole) prima che la revisione della legge sulla navigazione aerea attualmente in discussione entri in vigore. «Non prima della fine del 2027», ricorda il «senatore» UDC, secondo cui si potrebbe ora iniziare a sondare l’interesse e intavolare discussioni con eventuali vettori esteri.

Il via libera dal Nazionale è ora auspicato anche dall’Associazione Passeggeri e Aeroporti Svizzera italiana (ASPASI), che in una nota congiunta con altre organizzazioni economiche e turistiche definisce Agno-Ginevra un «collegamento strategico per l’economia e l’accessibilità della Svizzera italiana».