Autorizzato lo scambio di informazioni sul gruppo Julius Bär

Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha respinto un ricorso del gruppo Julius Bär contro la trasmissione di documenti dell'autorità di vigilanza del mercato (FINMA) al Servizio di diritto penale del Dipartimento federale delle finanze (DFF). Quest'ultimo sta indagando su presunte violazioni dell'obbligo di segnalazione su iniziativa della stessa FINMA.
I documenti contestati provengono da due procedimenti di enforcement condotti dalla FINMA nei confronti del gruppo e della banca Julius Bär. Nel 2020 e nel 2021 l'autorità di vigilanza ha riscontrato gravi carenze in materia di riciclaggio di denaro da parte dell'istituto.
Secondo la sentenza pubblicata oggi dal TAF, i procedimenti riguardavano presunti casi di corruzione risalenti al periodo 2009-2018 nei rapporti con il gruppo petrolifero nazionale Petróleos de Venezuela S.A. (PDVSA) e la Federazione internazionale di calcio (FIFA).
La FINMA ha esaminato anche transazioni effettuate con un gruppo di clienti legati a una società argentina e la banca è stata costretta ad adottare misure per adempiere i suoi obblighi antiriciclaggio.
Nel novembre 2021, l'autorità di vigilanza del mercato ha sporto denuncia penale al DFF contro alcuni dipendenti del gruppo e della banca Julius Bär, sospettati di aver violato l'obbligo di segnalazione di sospetti di riciclaggio di denaro e di aver diffuso informazioni false.
Contrariamente a quanto sostenuto dai ricorrenti, la FINMA è tenuta a trasmettere i documenti al DFF e, secondo i giudici di San Gallo, lo scambio di informazioni è espressamente previsto dalla legge.