BAK Economics: «Regole più strette sul capitale di UBS avrebbero impatto negativo sul PIL»

L'inasprimento delle regole sul capitale proprio per le banche sistemiche, proposto dal Consiglio federale sulla scia del tracollo di Credit Suisse, potrebbe avere conseguenze economiche negative rilevanti per l'intera Svizzera. È quanto emerge da uno studio realizzato per conto di UBS dall'istituto di ricerca BAK Economics.
Stando al rapporto pubblicato oggi, che per la prima volta analizza l'impatto macroeconomico delle misure cosiddette Too Big To Fail, in dieci anni il prodotto interno lordo (PIL) elvetico potrebbe subire perdite comprese tra 11 e 34 miliardi di franchi. Nello scenario più pessimistico il calo raggiungerebbe il 3,9% della produzione economica totale. Le ricadute negative toccherebbero anche l'occupazione (tra 2200 e 6300 posti di lavoro in meno) e le entrate fiscali (minor gettito tra 2,1 e 6,4 miliardi di franchi).
Lo studio individua tre canali attraverso i quali i requisiti patrimoniali più elevati si ripercuoterebbero sull'economia reale. In primo luogo, vi sarebbe un aumento dei tassi di interesse sui crediti, per traslazione dei costi a carico della banca; secondo, potrebbe verificarsi una riduzione dell'offerta di prestiti, a causa della stretta regolamentare; terzo, i tassi elvetici si avvicinerebbero a quelli dell'Unione Europea, con conseguente perdita di attrattiva per il paese.
Come si ricorderà UBS si oppone da tempo alle misure del Consiglio federale, giudicandole sproporzionate e penalizzanti per la competitività internazionale dell'istituto rispetto ai concorrenti esteri. Il tema è all'esame del parlamento.