Finanza

BancaStato apre alle criptovalute, ma con prudenza

L’istituto cantonale, tramite una collaborazione con Sygnum Bank, offre la negoziazione regolamentata di attivi digitali come Bitcoin ed Ethereum
© Carlo Reguzzi
Red. Economia
23.07.2026 08:00

Comprare Bitcoin come si compra un’azione Nestlé, dallo stesso portale web e con lo stesso clic (o quasi). È quanto propone da oggi BancaStato, che apre alla negoziazione di criptovalute direttamente dal proprio e-banking (e app). Lo annuncia Sygnum, gruppo bancario svizzero specializzato in asset digitali, insieme all’istituto cantonale e ad Avaloq, il fornitore del sistema informatico bancario di BancaStato. Al lancio sono disponibili quattro criptovalute: Bitcoin, Ethereum, Litecoin e Solana. Gli ordini possono essere immessi indicando la quantità oppure il controvalore in dollari. Non serve rivolgersi a piattaforme esterne, spesso poco o per nulla regolamentate: i clienti operano nei canali digitali di BancaStato, mentre l’esecuzione degli ordini e la custodia delle criptovalute sono affidate a Sygnum, che dispone di una licenza bancaria svizzera ed è quindi sottoposta alla vigilanza della Finma. Gli averi, custoditi con standard di sicurezza istituzionali, sono inoltre detenuti fuori dal bilancio di BancaStato e della banca depositaria (Sygnum) e restano quindi protetti in caso di fallimento.

Sul piano tecnico, BancaStato ha collegato la propria infrastruttura alla piattaforma di Sygnum tramite un’interfaccia diretta (API), senza sistemi intermedi. È la prima banca a farlo nell’ambiente «cloud» di Avaloq. Con questo passo l’istituto ticinese si affianca a Zuger Kantonalbank, PostFinance e oltre 25 altre realtà, tra cui la luganese PKB Private Bank, già presenti sulla rete di Sygnum, attraverso la quale, secondo il gruppo zurighese, più di un terzo della popolazione svizzera ha oggi accesso regolamentato agli averi digitali.

«Una realtà ormai consolidata»

A Curzio De Gottardi, responsabile Area Prodotti e Servizi e vicedirettore della direzione generale di BancaStato, abbiamo chiesto il perché di questa apertura verso il mondo degli attivi crittografici. «Vi è innanzitutto la consapevolezza che almeno le più affermate criptovalute rappresentano ormai una realtà consolidata e già significativamente integrata dal settore bancario e questo a testimonianza dell’interesse crescente anche da parte della clientela. Nel nostro caso parliamo di una domanda di nicchia che tuttavia ben si sposa con il nostro approccio evolutivo per quanto riguarda i prodotti e i servizi offerti. Tutto ciò, sia ben chiaro, avviene però in maniera controllata: tramite BancaStato è possibile acquistare in autonomia quattro specifiche criptovalute, detenerle in portafoglio così come si detengono altri valori come azioni od obbligazioni nonché, volendo, rivenderle. Il tutto avviene tramite e-banking, senza che la clientela sia chiamata a gestire “wallet” e gli aspetti tecnici che ne conseguono. È importante sottolineare che il servizio è offerto in collaborazione con Sygnum Bank SA, realtà leader nel settore e che ha stretto sinergie con diverse altre realtà bancarie della piazza elvetica».

Viene da chiedere però se non vi sia il rischio di incentivare la speculazione, o il «day trading». Ancora De Gottardi: «Il nuovo servizio proposto da BancaStato è basato sul concetto di custodia di valori. Certo, ciò non impedisce che un cliente possa comprare e vendere una criptovaluta nello stesso giorno, ma questo vale anche ad esempio con singoli titoli azionari o con determinate materie preziose. E occorre anche considerare che offriamo solo quattro criptovalute quando al mondo ne esistono più di ottomila», conclude.