L'intervista

«Bitcoin è in grado di difendersi dalla minaccia quantistica»

In occasione del Plan B Forum di Lugano, abbiamo parlato con Adam Back, fondatore di Blockstream
© Keystone/Ti-Press/Pablo Gianinazzi
24.10.2026 06:00

A Lugano il settore bitcoin continua a corteggiare il sistema bancario tradizionale. Ora a sbarcare sulle rive del Ceresio con un nuovo ufficio c’è Blockstream, azienda di infrastrutture blockchain e soluzioni tecnologiche finanziarie, il cui cofondatore e CEO, Adam Back, è addirittura stato additato dal New York Times di essere Satoshi Nakamoto, l’indecifrabile inventore di bitcoin. A Lugano, tra una conferenza del Plan B Forum e l’altra, siamo riusciti a intercettarlo.

Mr. Adam Back, lei è Satoshi?
«No, non sono Satoshi».

Perché c’è gente che pensa che lei sia Satoshi?
«Perché ero coinvolto in questa tecnologia prima della nascita di bitcoin, a metà degli anni ’90. L’intento era di sviluppare denaro elettronico per esplorare l’idea di un denaro digitale decentralizzato».

Lei è stato citato nel white paper di bitcoin, il documento fondativo che spiega la tecnologia, per il suo contributo nello sviluppo di Hashcash. Ci può spiegare cos’è?
«Hashcash è la base del sistema di Proof of Work, la struttura decentralizzata di verifica delle transazioni, utilizzato nella blockchain di bitcoin: è l’algoritmo utilizzato nel mining (il processo di calcolo computazionale che consuma energia reale per validare le transazioni e mantenere sicura la rete, ndr). È paragonabile a un timbro digitale: facile da verificare ma difficile da creare».

Adam Back, CEO di Blockstream e tra i «fondatori» di Bitcoin.
Adam Back, CEO di Blockstream e tra i «fondatori» di Bitcoin.

Ora passiamo all’attualità. Di recente una vostra infrastruttura è stata hackerata: stiamo parlando di Liquid, una rete parallela a bitcoin che senza ricorrere al calcolo computazionale del mining permette di fare transazioni più rapide e con maggiore riservatezza rispetto al protocollo originale, oltre a consentire l’emissione di asset digitali e la tokenizzazione di strumenti finanziari. Va detto che voi non siete l’unica azienda ad aver subito un attacco informatico: i casi di quest’estate sono infatti diversi. Cosa sta succedendo nel settore?
«La tecnologia dell’intelligenza artificiale è molto potente nell’accelerare e nel rafforzare lo sviluppo della sicurezza dei software, ma d’altro canto anche per attaccarla e per trovare e sfruttarne i difetti. Questo ha colpito molti software online in generale, ed evidentemente anche nel settore bitcoin. Ovviamente abbiamo aggiustato il problema e fatto alcuni cambiamenti per renderlo più sicuro. In generale, questo è il modo in cui migliora la sicurezza. Se ci sono problemi, la gente li analizza e fa cambiamenti per evitare che questi capitino ancora. Solitamente, le procedure per rendere sicuri i protocolli vengono sviluppate in base a decenni di problemi emersi prima. Ma l’IA lo sta velocizzando. Penso che si tratti di un periodo transitorio in cui gli sviluppatori e gli esperti di sicurezza si stanno adattando al nuovo ambiente dell’IA».

Ma la rete di base di Bitcoin è sicura?
«Il layer 1 di Bitcoin non ha mai presentato vulnerabilità critiche. Mentre alcune applicazioni e sistemi software costruiti sopra di esso hanno invece riscontrato alcuni problemi, molti dei quali di lieve entità o che sono stati risolti».

Si è parlato parecchio della minaccia quantistica che potrebbe attaccare il protocollo di base di bitcoin. Cosa ne pensa?
«Il nostro team Blockstream Research ha pubblicato una proposta per fornire sicurezza nell’era quantistica. Quindi Bitcoin si può adattare e difendersi dalla minaccia quantistica».

Ora torniamo alla notizia del giorno. L’apertura di un ufficio Blockstream a Lugano per offrire a «banche, asset manager e istituzioni finanziarie un accesso diretto alle competenze ingegneristiche dell’azienda». Cosa può dire al riguardo?
«La prossima fase dell’adozione di bitcoin sarà la sua integrazione nei sistemi finanziari esistenti. La nostra vasta esperienza nella crittografia applicata a bitcoin, nello sviluppo del protocollo e nell’ingegneria ci fornisce le competenze tecniche necessarie per affrontare le complessità legate all’integrazione di bitcoin nelle infrastrutture finanziarie tradizionali».