Borse europee deboli in attesa dell'Eurotower

Grande attesa sui mercati finanziari internazionali per la riunione della Banca centrale europea che si terrà oggi. A questo si aggiungono anche le incertezze sulla riapertura del gasdotto Nord Stream 1 dopo i lavori di manutenzione effettuati dalla Russia, anche prevista per oggi, e sulla crisi politica italiana. In questa situazione, le principali Borse si sono mosse in modo prudente, dopo avere messo a segno buoni rialzi nei giorni precedenti, nella speranza che la Russia terrà fede al suo impegno di riaprire il gasdotto. Per quanto riguarda la riunione della BCE, ci si aspetta che l’istituto effettui il suo primo rialzo del costo del denaro dal 2011. Tuttavia, sebbene a giugno Christine Lagarde abbia annunciato un probabile aumento dei tassi di 25 punti base, le scommesse su un intervento da falco stanno prendendo quota. Quindi gli analisti sono divisi fra la possibilità di un aumento di 25 punti oppure di 50 punti base. Sono attesi anche possibili dettagli dello scudo anti-spread. La riunione viene considerata tra le più attese della storia. La situazione non è facile. L’inflazione di giugno ha segnato un altro balzo importante: +8,6% nell’Eurozona. Alcuni membri del Consiglio, compresi quelli dei Paesi baltici dove l’inflazione è vicina al 20%, hanno rotto i ranghi per chiedere pubblicamente un aumento del tasso di 50 punti base.
L’allarme di von der Leyen
Inoltre, i prezzi energetici non accennano a scendere e la Russia potrebbe aggravare la situazione con l’interruzione oltre i tempi previsti dei flussi del Nord Stream 1. Che, tradotto, significherebbe per l’Europa meno combustibili a costi ancora più elevati. La doccia fredda è però giunta ieri dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha fatto presente che occorre prepararsi a una possibile interruzione totale dei flussi di gas dalla Russia. In questo contesto i listini europei ieri hanno ceduto terreno. Zurigo ha perso lo 0,56%, Francoforte lo 0,20%, Parigi lo 0,27%, Londra lo 0,44%. A Milano l’indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in calo dell’1,60% a 21,348,42 punti, registrando la peggiore performance tra le Borse del Vecchio Continente. A New York a metà pomeriggio l’indice Dow Jones era in rosso dello 0,45%.
I prezzi corrono
In giornata sono arrivati dati poco rassicuranti dal fronte macroeconomico. Infatti l’inflazione nel Regno Unito in giugno è salita oltre le attese. L’indice dei prezzi al consumo ha segnato un rialzo annuo del 9,4%, a fronte di una previsione di +9,3% e di un rincaro precedente del 9,1%. Su base mensile il progresso è stato dello 0,8%, contro il +0,7% atteso e registrato in maggio. Inoltre, la fiducia dei consumatori nell’Eurozona è scesa a nuovi minimi storici e sotto i livelli raggiunti all’inizio della crisi del COVID in luglio. È quanto emerge dalla stima flash dell’indicatore elaborato dalla direzione per gli Affari economici della Commissione europea. L’indicatore è sceso di 3,2 punti nell’area euro a -27,0 e di 3,0 punti nell’Ue a -27,3.
L’FMI taglia le stime
Anche a livello di previsioni le notizie non sono positive. Il Fondo monetario internazionale (FMI) ha tagliato le stime di crescita della Germania per il 2022 e il 2023. Il Prodotto interno lordo (PIL) tedesco è previsto crescere quest’anno dell’1,2% e il prossimo dello 0,8% rispetto al +2,1% e al +2,7% stimato in aprile. «I prossimi due anni saranno difficili per l’economia tedesca», afferma l’FMI mettendo in evidenza come l’incertezza sulle previsioni sia molto elevata, con rischi al ribasso sulla crescita e al rialzo sull’inflazione. In questo contesto ieri è torna a crescere la pressione sul debito di Stato italiano, sulla scia dei timori per la tenuta del Governo di Mario Draghi: lo spread Btp-Bund è risalito a quota 220.
