BPS (Suisse), raccolta record che consolida un triennio d’oro

Il trentesimo anniversario si chiude con numeri che raccontano solidità e continuità storica. Il 2025 di BPS (Suisse) - segnato da un contesto macroeconomico volatile e dall’azzeramento dei tassi d’interesse da parte della Banca nazionale svizzera - conferma la solidità e la redditività di un modello di business diversificato e capace di adattarsi alle nuove condizioni di mercato. L’utile di esercizio è stato di 27,6 milioni di franchi (-6% rispetto al 2024) e una somma di bilancio di 7,024 miliardi di franchi. «Si tratta del nostro terzo risultato più alto nel corso di 30 anni di attività di BPS (Suisse)», ha affermato Mauro De Stefani, presidente della Direzione generale. A titolo di confronto, il primo esercizio si chiuse con un utile di 10 mila franchi. Di strada, insomma, ne è stata fatta nel frattempo.
Sul piano della governance, l’esercizio registra un avvicendamento nel CdA: dal 31 ottobre 2025 la presidenza a interim è affidata a Brunello Perucchi, già vicepresidente dell’istituto svizzero. «Un passaggio che si inserisce in una fase di riorganizzazione più ampia, avviata il primo marzo con la creazione della nuova Divisione Contabilità e Back-Office affidata a Dario Bistoletti, segnale di un rafforzamento delle strutture operative interne», ricorda Mauro De Stefani.
Investire sul personale
L’organico conta 378 collaboratori, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. «Ma la stabilità numerica non restituisce l’intensità del lavoro svolto sul fronte delle risorse umane: formazione, sviluppo e trasferimento di competenze hanno accompagnato un’evoluzione della domanda, sempre più orientata a servizi digitali e consulenza specialistica.
Il dato che più colpisce è quello della raccolta: 6,39 miliardi di franchi, in crescita dell’8% su base annua e al massimo storico per l’Istituto. «Si tratta del maggiore incremento annuo dei depositi da quasi vent’anni. La raccolta diretta raggiunge 3,69 miliardi (+8%), quella indiretta 2,69 miliardi (+9%). L’afflusso di nuovi fondi è stato significativo e trasversale - clientela privata, commerciale e istituzionale - sostenuto anche da un effetto positivo dei mercati finanziari, parzialmente indebolito dal rafforzamento del franco», ha spiegato da parte sua Roberto Mastromarchi, vice presidente della Direzione generale e responsabile della Divisione fronte.
Buona la dinamica del risparmio gestito e dei mandati di advisory, rivolti a clientela di alto profilo. In crescita anche l’operatività di borsa, con un forte aumento dei volumi e del numero di transazioni, prevalentemente attraverso il trading online. La SICAV lussemburghese Popso (SUISSE) Investment Fund SICAV, di cui la banca è gestore, ha ampliato la gamma con due nuovi comparti e interventi di razionalizzazione su quelli esistenti, ottenendo riconoscimenti in diverse classifiche di gestione.
Sul fronte retail prosegue la diffusione dei pacchetti PassparTu, mentre le soluzioni di investimento a piano di accumulo – BPS Fund Portfolio e le linee PAC – hanno contribuito ad attenuare i rischi legati al timing degli ingressi sui mercati.
Anche il portafoglio crediti tocca un livello record: 5,8 miliardi di franchi (+3%). La crescita è trainata dai crediti ipotecari, saliti a 5,37 miliardi (+4%), mentre gli altri crediti si riducono del 13%, attestandosi a 439 milioni. «Una dinamica che riflette una gestione prudente e selettiva, con livelli di rischiosità contenuti», ricorda da parte sua Alberto Donada, responsabile della Divisione crediti.
Il conto economico restituisce la fotografia di un esercizio solido. Il risultato netto da operazioni su interessi cresce del 24% a 27 milioni di franchi, sostenuto dall’aumento dei volumi e dalla riduzione degli oneri sulla raccolta. Le commissioni e prestazioni di servizio salgono del 5% a 26,7 milioni, grazie soprattutto alle negoziazioni titoli. In flessione del 7% il risultato da attività di negoziazione (69,9 milioni), penalizzato dal restringimento dei differenziali di tasso tra franco ed euro nelle operazioni di rifinanziamento.
I costi d’esercizio aumentano del 4% a 85,8 milioni, «anche per effetto di un programma di investimenti più intenso, in particolare sul fronte informatico», spiega De Stefani. Il risultato d’esercizio si attesta a 33,5 milioni (-10%), mentre l’utile netto raggiunge 27,6 milioni (-6%): il terzo miglior risultato di sempre. Negli ultimi tre anni la banca ha realizzato tre top storici, consolidando un triennio ai vertici della propria storia.
Sempre più digitale
La spinta agli investimenti ha riguardato in modo marcato digitalizzazione e sicurezza. «Oltre il 90% di alcune categorie di transazioni avviene ormai online. Sono stati potenziati i servizi tramite l’app GoBanking, con l’introduzione di TWINT, firma digitale, SecureInbox e Instant Payment. Avviati anche i primi servizi pilota basati su intelligenza artificiale», ricorda Stefano Pelagatti, responsabile della Logistica. La cybersecurity resta una priorità strategica: introdotto un modulo di analisi delle transazioni per contrastare le frodi e rafforzata l’infrastruttura di Disaster Recovery.
La rete commerciale comprende 21 sedi operative, inclusa una nel Principato di Monaco, un’unità virtuale Direct Banking e un ufficio di rappresentanza a Verbier.
La Relazione d’esercizio è infine arricchita da un inserto culturale dedicato a Fosco Maraini, antropologo, fotografo e scrittore di origini ticinesi: un richiamo alle radici e alla dimensione culturale che, da sempre, accompagna l’identità dell’Istituto.
Il marchio storico resterà, ma modificato
Il 2025 segna un passaggio rilevante nell’assetto proprietario. Lo scorso luglio BPER Banca ha acquisito l’azionista unico Banca Popolare di Sondrio. Il progetto prevede la fusione per incorporazione tra l’istituto valtellinese e quello dell’Emilia Romagna nel primo semestre 2026 con effetto retroattivo al 1. gennaio, con la nascita del terzo gruppo bancario della Penisola. «Per BPS (SUISSE) si aprono prospettive di valorizzazione della presenza in Svizzera e nel Principato, nel segno della continuità strategica. In questi mercati BPER non è presente», afferma De Stefani che ricorda come il marchio non cambierà. «Al nostro logo verrà aggiunto parte del Gruppo BPER». Le novità grafiche, saranno note già nei prossimi giorni.

