Con l’escalation in Iran il barile si mette a correre

La guerra fra Stati Uniti e Iran sta creando ormai da mesi una situazione di incertezza, alla quale i mercati si sono in genere abituati. Tuttavia in questi giorni la recrudescenza del conflitto ha indotto gli investitori ad essere più cauti, mentre il prezzo del petrolio ha ripreso a salire. La tensione si sente maggiormente sulle quotazioni del greggio, salite di oltre il 15% in una settimana, mentre i listini resistono, anche grazie ai settori legati all’Intelligenza artificiale, che sostiene i titoli dei semiconduttori e affini.
Seduta fiacca
Così, ieri le Borse hanno vissuto una seduta fiacca, che era già iniziata sotto tono. In chiusura la Borsa svizzera ha terminato in territorio negativo: l’indice dei titoli guida SMI ha chiuso in calo dello 0,62% a 14.254,36 punti. Dopo l’annuncio della Commissione europea di un’inchiesta per un sospetto cartello fra produttori di prodotti chimici per l’edilizia, che coinvolge anche Sika, il titolo del gruppo zughese ha chiuso in perdita dell’1,89% a 155,40 franchi.
La situazione non è molto migliore a livello europeo, dove è andato bene il comparto tecnologico, con la spinta di Wall Street e con le prospettive dei data center e dell’intelligenza artificiale. Quindi poco mosse Parigi (+0,02%) e Francoforte (+0,06%). In calo Londra (-0,71%). La Borsa di Milano ha chiuso poco mossa con l’ultimo indice Ftse Mib (-0,04%) a 51.862 punti. Su livelli simili l’Aex di Amsterdam (-0,1%) e l’Ibex di Madrid (+0,01%).
L’effeto IA
L’effetto IA si sente soprattutto a New York, con l’indice tecnologico Nasdaq Composite che a metà giornata guadagnava mezzo punto percentuale, il Nasdaq-100 lo 0,8%, lo S&P 500 lo 0,2% mentre il Dow Jones era in territorio negativo (-0,20%). Riflettori come sempre puntati sull’IA: Micron +3,4%, Sandisk +4,5%, Amd +2,5%, Marvell +5,5%, Intel +3,4%.
Ma a risentire maggiormente delle mosse di Stati Uniti ed Iran, dopo l’escalation degli ultimi giorni, è stato il petrolio. Ieri la corsa si è arrestata, con il Brent che tratta a 87,8 dollari al barile (-0,3%), e il Wti a 82,4 dollari (-0,1%), ma lo sprint delle ultime settimane è stato consistente. Lunedì mattina i futures sul Brent hanno registrato una crescita di 1,03 dollari (+1,17%), assestandosi a quota 89,13 dollari al barile. Durante gli scambi il prezzo del greggio ha toccato il livello più alto registrato dallo scorso 11 giugno. L’impennata estende i forti guadagni della scorsa settimana, che si era chiusa con un balzo del 15,9%, segnando il maggiore incremento settimanale per il Brent dallo scorso aprile.
La crisi fra Stati Uniti ed Iran è precipitata nelle scorse ore dopo il blitz delle Guardie Rivoluzionarie che, secondo quanto dichiarato da Teheran, hanno distrutto con delle mine due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz nella notte. Inoltre gli Houthi minacciano di chiudere il Mar Rosso.
La tensione in Medio Oriente fa esplodere anche il gas naturale europeo, che vede i 60 euro per megawattora, il massimo da fine marzo.
L’oro prova a difendere i 4.000 dollari all’oncia, dopo che aveva toccato quota 5.400 qualche mese fa. Vedremo se questa resistenza riuscirà a tenere. L’argento precipita sotto i 57 dollari
Attesa per la BCE
Sul fronte macro l’evento più atteso della settimana è la riunione della Banca centrale europea (BCE), che si terrà giovedì, da cui non sono attesi cambiamenti ai tassi, ma sarà importante per le indicazioni che potranno emergere sulle prossime decisioni. Pertanto, il focus sarà principalmente sulla conferenza stampa di Christine Lagarde, anche se difficilmente la presidente fornirà indicazioni chiare.
Carburanti più cari in Svizzera
Durante il fine settimana fare rifornimento di carburante in Svizzera è diventato ancora più costoso. Dopo che i prezzi avevano già registrato un aumento significativo la scorsa settimana, nel giro di pochi giorni sono saliti ancora di circa 5 centesimi al litro, avvicinandosi ai massimi raggiunti in primavera.
Secondo i dati diffusi ieri dal Touring Club Svizzero (TCS), il prezzo medio di un litro di benzina senza piombo 95 è di 1,92 franchi, rispetto agli 1,87 franchi di una settimana fa, mentre quello della senza piombo 98 è salito da 1,98 franchi a 2,03. Il diesel costa in media 2,10 franchi al litro, rispetto ai 2,05 franchi di qualche giorno prima.
