Il caso

Da uomo più ricco d'Asia all'ergastolo, la parabola del patron di Evergrande

Hui Ka Yan, 67 anni, è stato condannato all'ergastolo da un tribunale di Shenzhen – Le sue società dovranno pagare oltre 2 miliardi di dollari di multe
© KEYSTONE (WU HONG)
Ats
20.08.2026 22:39

Fino a pochi anni fa era uno degli uomini più ricchi e influenti della Cina, con un impero immobiliare capace di macinare vendite per 100 miliardi di dollari l'anno. Per Forbes, nel 2017, la sua fortuna raggiunse i 45,3 miliardi di dollari, la più grande in Asia. Oggi Hui Ka Yan, 67 anni, ha davanti a sé il resto della vita in carcere. Il fondatore di Evergrande, una delle più grandi società immobiliari cinesi, poi simbolo del tracollo del settore, è stato condannato all'ergastolo da un tribunale di Shenzhen. Le sue società dovranno pagare oltre 2 miliardi di dollari di multe.

La sentenza mette il punto, almeno sul piano giudiziario, sulla parabola di un uomo passato dalle campagne dell'Henan ai vertici della ricchezza asiatica e poi precipitato insieme alla società che aveva costruito.

Hui, noto anche come Xu Jiayin, si era dichiarato colpevole ad aprile di otto reati, tra cui appropriazione indebita, frode nella raccolta di fondi, raccolta illegale di depositi pubblici, concessione illegale di prestiti, emissione fraudolenta di titoli e corruzione. Il tribunale ha ordinato anche la confisca di tutti i suoi beni personali.

La storia di Hui era cominciata molto lontano dai grattacieli. Cresciuto in un villaggio rurale dell'Henan dalla nonna, aveva lavorato come tecnico siderurgico prima di costruire Evergrande, fondata nel 1996, puntando su abitazioni a prezzi relativamente contenuti e su una crescita alimentata dal debito.

Il modello funzionò. Evergrande comprava terreni, costruiva e vendeva rapidamente, sostenendo l'espansione con nuovi prestiti. Nel 2020 aveva raggiunto circa 700 miliardi di yuan, pari a 100 miliardi di dollari, di vendite annuali.

Poi il meccanismo si inceppò. La stretta delle autorità cinesi sull'indebitamento e il rallentamento del mercato immobiliare misero sotto pressione un sistema costruito sulla leva finanziaria. Evergrande andò in default nel 2021, schiacciata da oltre 300 miliardi di dollari di passività, diventando il caso più clamoroso di una crisi che avrebbe travolto gran parte del settore immobiliare cinese.

Le autorità hanno contestato a Hui e alla società una manipolazione su vasta scala dei conti. Nel 2019 e nel 2020 Evergrande avrebbe gonfiato i ricavi di circa 78 miliardi di dollari, contabilizzando in anticipo vendite di immobili non ancora completati o consegnati.

Il conto, però, non riguarda soltanto Hui. Evergrande è stata multata per 8,82 miliardi di yuan, circa 1,31 miliardi di dollari, mentre Hengda Real Estate, la principale controllata immobiliare, dovrà pagare altri 7 miliardi di yuan, circa 1,04 miliardi di dollari. Complessivamente, 56 persone legate al gruppo hanno ricevuto condanne, con cinque dirigenti di alto livello puniti con pene comprese tra sei e 18 anni.

Il fallimento di Evergrande ha lasciato dietro di sé non solo un'enorme montagna di debiti, ma anche numerosi piccoli investitori esposti ai prodotti finanziari del gruppo. La società è stata posta in liquidazione da un tribunale di Hong Kong nel 2024, dopo il fallimento dei tentativi di ristrutturazione, e le procedure per recuperare gli asset procedono lentamente.