L'analisi del lunedì

Dieci idee per salvare il calcio e appassionarci ai Mondiali

A pochi giorni dal via, alcune proposte per trasformare il torneo più seguito al mondo, combinando ironia e provocazione, con qualche spunto serio
© AP/Tony Gutierrez
The Economist
08.06.2026 06:00

La Coppa del Mondo, che comincia l’11 giugno, sarà ospitata da Stati Uniti, Canada e Messico: l’equivalente internazionale di andare a una cena e sentire i padroni di casa litigare in cucina. Il torneo vedrà 48 squadre disputare 104 partite nell’arco di sei settimane e mezzo. Sebbene guardare gli incontri della propria nazionale sia sempre emozionante, per gli spettatori neutrali la partita media rischia di essere piuttosto grigia. A una Coppa del Mondo la posta in gioco è troppo alta perché i giocatori si prendano grandi rischi, e per le squadre meno quotate difendere un pareggio spesso paga.

Circolano già idee per rendere il calcio più divertente. Arsène Wenger, un allenatore le cui credenziali includono l’aver reso sopportabile guardare l’Arsenal, ha proposto cambiamenti come ritoccare la regola del fuorigioco e trasformare le rimesse laterali in calci laterali. Ma queste idee non sono abbastanza radicali. «The Economist» vorrebbe proporre le seguenti modifiche, affinché il gioco del mondo diventi un gioco capace di entusiasmare il mondo.

Se una squadra colpisce uno dei pali o la traversa per tre volte, questo conterà come un gol. L’intenzione offensiva va premiata generosamente. La norma favorirà le squadre che ci provano davvero. Le nazionali non qualificate avranno una squadra tutta loro. Alcuni grandi calciatori non partecipano mai a una Coppa del Mondo perché giocano per Paesi che non si sono qualificati. Una squadra neutrale, composta dai giocatori più quotati di questi Paesi, darebbe a tutti una seconda squadra del cuore.

Con il passare della partita, il portiere potrà usare una parte sempre minore del corpo per parare. Prima una mano sarà vietata, poi l’altra. Nel recupero l’unica parte del corpo che un portiere potrà usare per bloccare il pallone sarà il volto.

Chi finge un infortunio correrà un rischio maggiore di infortunarsi davvero. Guardare qualcuno contorcersi per minuti in una finta agonia è di una noia indicibile. Se un giocatore viene giudicato colpevole di aver simulato un infortunio, il fallo successivo commesso su di lui non sarà punibile. O ci saranno meno rotolamenti a terra, oppure assisteremo al dramma di una violenta rappresaglia. In un caso o nell’altro, a vincere sarà il calcio.

Per un periodo di dieci minuti nel primo tempo, viene scelto a caso tra il pubblico un tifoso che parteciperà alla partita per ciascuna squadra. Gli spettatori potrebbero benissimo essere chiamati a giocare per una squadra che non sostengono; le loro simpatie non saranno note a nessuno, nemmeno ai nuovi compagni. Starà a loro decidere come impiegare il tempo a disposizione.

I calci d’angolo sono diventati incontri di lotta libera. Per renderli più interessanti, tutti in campo, compreso chi batte il corner, dovranno essere bendati. Il gioco potrà continuare finché il pallone non uscirà dal campo o il pubblico non comincerà a fischiare.

Nulla rende lo sport emozionante come la promessa di un permesso di soggiorno permanente. Oltre ai consueti cartellini gialli e rossi, gli arbitri potranno assegnare un cartellino verde a qualsiasi giocatore che «dribbli» un avversario nelle partite disputate sul suolo americano.

Una delle figure più memorabili della Coppa del Mondo è stato il camerunese Roger Milla, che ballava vicino alla bandierina del calcio d’angolo dopo aver segnato. Se questo fa sembrare noioso il calcio, il nostro punto è dimostrato. Eppure, un’esultanza creativa può essere divertente; per incoraggiarle, l’arbitro potrà revocare un cartellino giallo per gioco scorretto se la celebrazione sarà particolarmente fantasiosa.

La concorrenza è sempre una buona cosa, e questo principio può essere applicato anche all’interno delle partite introducendo due palloni in campo contemporaneamente. Sarà divertente soprattutto per l’effetto che avrà su arbitri e telecronisti.

In casi estremi, un collegio di video assistenti arbitrali potrà assegnare un rigore contro una squadra per eccessiva noia. Anche le squadre migliori passano una quantità spropositata di tempo a far girare il pallone da una parte all’altra del campo, apparentemente ignare del fatto che la porta si trovi davanti a loro. Devono essere punite.

È appena possibile che queste idee non vengano adottate prima dell’inizio della Coppa del Mondo. Il pensiero audace spesso richiede tempo per essere accettato. Nel frattempo, ci sono alcune consolazioni. Avrebbero potuto essere sei settimane e mezzo di golf.

48 squadre, ma la tattica «spegne» lo spettacolo

Durante la Coppa del Mondo di quest’anno, tre esiti sono garantiti. Primo: i tifosi di un Paese vivranno il nirvana, mentre quelli degli altri 47 avranno il cuore spezzato. Secondo: ci saranno momenti di genio e di infamia destinati a durare per sempre - una cavalcata solitaria, una giravolta, una parata impossibile, un rigore sbagliato, un fallo di mano, una testata.

La terza certezza è che ci saranno molte partite pesanti. Questo perché la Coppa del Mondo produce di solito una versione brutta del bel gioco. In parte dipende dall’esaurimento fisico dei giocatori dopo una lunga stagione, dal fatto che si allenano raramente con i compagni di nazionale, e dalla tensione di chi gioca per la gloria eterna. Ma c’è anche una ragione tattica: per le nazionali di fascia media e bassa, il calcio difensivo funziona. Con 48 squadre, questa logica varrà ancora di più: potrebbero esserci più gol nelle goleade della fase a gironi, ma anche più Davide intenti ad abbattere Golia nelle partite a eliminazione diretta.

Il calcio compete però in un mercato globale dell’attenzione, nel quale altri sport innovano senza sosta. La Formula 1 ha aumentato l’imprevedibilità cambiando le regole per i costruttori. Il baseball ha introdotto un limite di tempo per i lanciatori. Il rugby arbitra il gioco a terra in modo più favorevole all’attacco. Il ritmo della sperimentazione sta accelerando ovunque, nel timore che i contratti televisivi abbiano raggiunto il picco e che il pubblico più giovane guardi più highlights e meno partite intere.

La FIFA si è resa conto che anch’essa deve innovare. Arsène Wenger ha proposto di applicare il fuorigioco solo in presenza di «luce chiara» tra attaccante e difensore. Usare il VAR solo su esplicita richiesta delle squadre - con un numero limitato di challenge - significherebbe controllare solo gli errori clamorosi, con meno interruzioni. Più gol, meno polemiche arbitrali: per i tifosi dei 47 Paesi eliminati, sarebbe già una vittoria.

Nelle ultime tre edizioni della Coppa del Mondo, la media è stata di 2,6 gol a partita nei tempi regolamentari - appena 2,3 nei quarti, semifinali e finale. Nello stesso periodo, la Premier League ha fatto registrare 2,8 gol a partita. Rispetto alla stagione precedente di Premier League, l’ultimo Mondiale ha prodotto il 16% di tiri in meno ogni 90 minuti e il 17% di falli in più. Dal 1998 - quando il torneo fu allargato a 32 squadre - sei nazionali fuori dal terzo superiore del ranking dei bookmaker hanno raggiunto le semifinali: Croazia (1998, 2022), Corea del Sud (2002), Turchia (2002), Uruguay (2010), Marocco (2022).
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