FMI e Banca mondiale

È allarme per la crescita (debole), le guerre e le presidenziali USA

Si apre oggi all'insegna dell'incertezza l’annuale Riunione delle due istituzioni figlie della storica conferenza di Bretton Woods - Sullo sfondo anche la prospettiva di un’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca
Red. Economia
21.10.2024 22:30

Ogni anno il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca mondiale si ritrovano in riunioni congiunte, che quest’anno «tornano» negli USA a Washington D.C. (l’anno scorso si erano tenute in Marocco). L’incontro, con migliaia di delegati, si è aperto oggi in un clima di forte incertezza per le guerre in Medio Oriente e in Europa, per la (relativa) debolezza dell'economia cinese e per le preoccupazioni che un’elezione presidenziale statunitense al «fotofinish» possa scatenare nuove battaglie commerciali ed erodere la cooperazione multilaterale.

Dal ricco programma di incontri e conferenze - che si terranno fino a sabato 26 e che vedranno partecipare oltre 10 mila persone, tra delegati dei ministeri delle Finanze e delle banche centrali e di altre organizzazioni non governative - si nota il chiaro focus sulle economie del cosiddetto «Sud globale» e su temi come il cambiamento climatico, il rilancio della crescita globale «frammentata», l’indebitamento degli Stati e il finanziamento della transizione energetica verde.

Non è in agenda, ma è un tema che farà da sfondo a molte discussioni: è la prospettiva di una vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane del prossimo 5 novembre, un esito che, secondo molti esperti e analisti, potrebbe sconvolgere il sistema economico internazionale con nuove massicce misure protezionistiche (con un conseguente forte incremento della spesa pubblica) e un allontanamento dalla cooperazione sul clima.

Crescita globale «debole»

Domani il FMI aggiornerà le sue previsioni di crescita globale. La scorsa settimana, la sua direttrice generale Kristalina Georgieva ha segnalato una prospettiva poco brillante, affermando che il mondo, afflitto da un forte indebitamento, si sta avviando verso una crescita lenta a medio termine e indicando un «futuro difficile». Tuttavia, la Georgieva ha dichiarato di non essere «super-pessimista» sulle prospettive, visti alcune zone che mostrano segnali di ripresa, in particolare negli Stati Uniti e in India, che stanno compensando la continua debolezza in Cina e in Europa.

Sempre domani, il FMI presenterà anche il suo ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria globale. Particolare attenzione verrà posta sul tema del debito sovrano, con l’ondata di default del periodo post-COVID nei Paesi più poveri che si è finalmente esaurita. Nonostante ciò, osserva il FMI, resta il crescente problema della scarsa liquidità che sta costringendo alcuni Paesi emergenti, gravati da alti costi di gestione del debito, a ritardare gli investimenti per lo sviluppo a causa della riduzione degli aiuti esteri.

Le due guerre nel mirino

Finora il conflitto in Medio Oriente ha provocato danni economici «confinati», per ora, alle economie che si nella regione: Gaza, Cisgiordania, Israele, Libano, Egitto e Giordania. Tuttavia, «se ci fosse un’escalation che mettesse a rischio la fornitura di petrolio e gas, ciò potrebbe avere ricadute molto più significative sull'economia mondiale», ha dichiarato Georgieva a Reuters.

Anche il sostegno all’Ucraina sarà uno dei temi principali delle riunioni, in quanto i Paesi del G7 mirano a raggiungere un accordo politico entro la fine di ottobre, aprendo un nuovo conto per un prestito di 50 miliardi di dollari per Kiev, sostenuto dai beni sovrani russi congelati. Il prestito è visto in parte come un baluardo finanziario contro una vittoria di Trump il mese prossimo, dato che l'ex presidente degli Stati Uniti ha minacciato di «uscire dall’Ucraina».