Mercati

Franco, periodo di debolezza: la Banca Nazionale sorride

La valuta elvetica si trova nel punto più basso da un anno a questa parte e non si prevede una forte ripresa Markov (Pictet):«Un accordo per il cessate il fuoco in Iran o in Ucraina potrebbe indebolire ulteriormente la moneta svizzera»
La valuta elvetica in questo momento non mostra segnali di rafforzamento. ©keystone/christian beutler
Roberto Giannetti
18.08.2026 23:04

Dall’inizio dell’anno il franco ha vissuto un piccolo scossone sul mercato dei cambi. L’euro-franco ha iniziato l’anno a 93 centesimi, è sceso fino a 90 centesimi, e adesso si situa a 94 centesimi. Un andamento simile è avvenuto anche nei confronti del dollaro, il quale attualmente quota 81 centesimi circa. Quindi siamo a un livello di relativa «debolezza» rispetto ai livelli dell’ultimo anno.

Ma ora, vista la complessità delle forze in gioco, cosa potrebbe succedere in futuro? Ne abbiamo parlato con Nikolay Markov, economista senior di Pictet Asset Management. «Innanzitutto - spiega - assistiamo a un leggero indebolimento del franco, visto che l’euro-franco è sceso dell’1,4% in un mese e, a livello di cambi effettivi (ossia prendendo in considerazione tutti i partner commerciali), la variazione è stata dello 0,8%. Questo è legato alla stabilizzazione dei rischi geopolitici, che in precedenza contribuivano all’apprezzamento del franco, mentre ora questo fattore non è più così rilevante».

PIL salito dell’1,5%

«L’altro punto importante - aggiunge - riguarda le cifre molto positive relative alla Svizzera. Il PIL è cresciuto dell’1,5% nel secondo trimestre, segnando la crescita più elevata dal 2021, mentre la nostra previsione era solo dello 0,3%. Sono andati molto bene soprattutto i settori farmaceutico e chimico. Questo dato modifica anche le nostre previsioni di crescita per la Svizzera: ora prevediamo una crescita del 2% per quest’anno, rispetto all’1,2% precedente, quindi quasi il doppio. Per il prossimo anno prevediamo invece una crescita dell’1,7%, rispetto all’1,4% precedente. Quindi, a causa di questo dato molto forte, assistiamo a una crescita che si colloca al di sopra del potenziale di espansione a lungo termine».

Ma come mai una crescita così forte ha portato a un indebolimento del franco? «La spiegazione - risponde - è che, nonostante la forte crescita, la BNS non ha modificato i tassi di interesse, lasciandoli allo 0%. Nel frattempo, l’inflazione dovrebbe risalire e raggiungere un picco dello 0,8% nel gennaio 2027, mentre per l’intero 2027 è prevista allo 0,7%. Quindi, dato che i tassi restano bassi mentre la crescita è forte, il risultato è un indebolimento del franco. Questa è la variabile che si aggiunge al quadro e che si riflette anche nelle aspettative dei mercati. Il mercato si aspetta un rialzo dei tassi nel marzo 2027, di circa 17 punti base, e un ulteriore rialzo di circa 8 punti base a giugno, arrivando così a quota 0,25%. Inoltre, anche la "forward guidance" della BNS (se possiamo definirla così), che indica che i tassi resteranno bassi per un periodo prolungato, contribuisce anch’essa all’indebolimento del franco».

Tassi fermi ancora per un po’

«Questa situazione - illustra - dovrebbe rimanere invariata almeno fino a settembre, o comunque fino a quando non ci sarà una modifica della politica della BNS. Ma se ci sarà un cambiamento sul fronte della guerra in Ucraina o dell’Iran, con una risoluzione almeno parziale dei conflitti e passi verso un cessate il fuoco, potrebbe verificarsi un ulteriore indebolimento del franco. In caso contrario, dovrebbe prevalere lo status quo».

«Il nostro scenario centrale - precisa - è che il cambio franco-euro resti sostanzialmente stabile fino alla fine dell’anno, visto che il valore di equilibrio si situa attorno a 0,91. La nostra previsione è invece di 0,92, quindi un valore non molto lontano dal livello attuale. Per quanto riguarda i tassi di interesse, prevediamo che rimangano invariati fino a giugno e che successivamente aumentino fino allo 0,25%, per poi restare a questo livello fino alla fine del 2027. Imercati invece si aspettano un rialzo dei tassi nel marzo 2027 pari alla metà di 0,25%, ossia di 17 punti base, e in giugno di altri 8 punti, per arrivare a quota 0,25%».

«Per quanto riguarda il dollaro, al momento è relativamente forte, anche perché il suo valore di equilibrio è stimato intorno a 0,74, mentre attualmente si trova a 0,81. Noi prevediamo un indebolimento verso 0,78 nei confronti del franco svizzero, che si verificherà anche nei confronti delle altre principali valute mondiali. Questa forza momentanea del dollaro è legata all’aumento dei prezzi energetici dovuto alla guerra in Iran . Se ci sarà un accordo, il dollaro dovrebbe indebolirsi».

La Fed non dovrebbe agire

«Le previsioni di mercato sui tassi americani - sottolinea - indicano inoltre che dovrebbero aumentare, mentre noi riteniamo che resteranno fermi e che potrebbero anche diminuire nel corso del prossimo anno. Anche questo dovrebbe contribuire a far perdere forza al dollaro».

«In sintesi - conclude Nikolay Markov - il contesto geopolitico e macroeconomico favorisce una traiettoria al ribasso del franco svizzero. Il contesto attuale agisce quindi come catalizzatore della debolezza del franco, una tendenza che potrebbe continuare. E la BNS, inoltre, sembra essere molto soddisfatta di questa evoluzione».