Groenlandia, decollano le importazioni svizzere di oro

Mentre a livello globale si discute dei piani di annessione della Groenlandia da parte del presidente americano Donald Trump, la Svizzera consolida il suo ruolo di hub mondiale per il commercio e la raffinazione dell'oro, aprendo un nuovo canale di import dall'Artico. Secondo i dati doganali provvisori della Confederazione citati oggi dalla SonntagsZeitung le importazioni elvetiche di oro dalla grande isola sono schizzate da zero a 18 milioni di franchi nel corso dell'ultimo anno.
La spiegazione di questo balzo è tecnica e geografica. «Poiché la Groenlandia non possiede una raffineria propria, questo oro arriva nella Confederazione», ha indicato al domenicale Christoph Wild, presidente dell'Associazione svizzera dei produttori e commercianti di metalli preziosi. A confermare il percorso del metallo è anche la società mineraria che gestisce l'attuale unica miniera d'oro dell'isola, riaperta alla fine del 2024 dopo un periodo di pausa.
Il metallo grezzo groenlandese, per un totale di circa 200 chilogrammi nel 2025, spiega il giornale, viene inviato alla raffineria Metalor nel canton Neuchâtel per la lavorazione e la trasformazione in lingotti o altri prodotti finiti ad alto grado di purezza. Le cifre, seppur significative per la nuova fonte di approvvigionamento, rimangono comunque marginali rispetto al volume complessivo del commercio d'oro elvetico: a titolo di confronto, solo verso gli Stati Uniti la Svizzera ha esportato nel 2025 oltre 550 tonnellate del prezioso metallo, per un valore superiore ai 46 miliardi di franchi.