Camera di commercio

I dieci cantieri suggeriti per ritrovare la rotta

L’Assemblea generale numero 109 è stata l’occasione per ribadire la necessità di avere finanze sane, economia competitiva, capitale umano e visione del futuro
Il presidente della Cc-Ti Andrea Gehri. © CdT/Chiara Zocchetti
Generoso Chiaradonna
16.10.2026 17:30

Finanze pubbliche, competitività, formazione e visione di lungo periodo: la Camera di commercio indica le priorità per rilanciare il Cantone. All’Assemblea generale di Bellinzona il presidente Andrea Gehri ha chiesto riforme strutturali e meno burocrazia. Al centro anche le tensioni geopolitiche e le conseguenze per le imprese.

La Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi (Cc-Ti) ha dedicato la 109.esima Assemble, tenutasi all’Espocentro di Bellinzona, alla necessità per il Ticino di ritrovare una direzione condivisa. Nel suo intervento «Ritrovare la rotta», il presidente Andrea Gehri ha indicato quattro priorità: finanze sane, competitività, capitale umano e visione di lungo periodo.

Conti pubblici sotto esame

Per Gehri, lo squilibrio finanziario del Cantone non è più soltanto congiunturale, ma strutturale. Occorre intervenire prima che il margine di manovra si restringa ulteriormente e che gli oneri vengano trasferiti alle generazioni future. A un anno dall’appello «Riformare per servire meglio», Gehri ritiene che i passi compiuti non siano ancora sufficienti.

Propone una spending review Ticino permanente per verificare compiti dello Stato, priorità, spesa ed efficacia dell’Amministrazione. L’obiettivo, ha precisato, non è indebolire lo Stato, ma renderlo più semplice, rapido e vicino a cittadini e imprese.

In questo quadro si inserisce l’iniziativa «Stop all’aumento dei dipendenti cantonali», di cui la Cc-Ti fa parte del comitato promotore. Gehri auspica un controprogetto credibile che colleghi il contenimento degli effettivi alla verifica dei compiti, alla mobilità interna, alla digitalizzazione e alla sostituzione selettiva delle partenze.

Crescita, non solo risparmi

Il risanamento dei conti, tuttavia, non basta: il Ticino deve tornare a crescere. Le imprese, ha ricordato Gehri, creano il valore che finanzia la solidarietà e lo Stato sociale. Serve quindi una strategia economica cantonale coerente e di lungo periodo, da costruire con istituzioni, mondo accademico, associazioni economiche, parti sociali e società civile.

Tra le proposte figurano un «Libro bianco Ticino 2040», una «Strategia fiscale Ticino 2035», condizioni quadro competitive, una moratoria burocratica e l’applicazione del principio «once only», per evitare richieste ripetute delle stesse informazioni. Una richiesta storica ancora inevasa.

Un altro asse è il capitale umano. La Cc-Ti punta sul rafforzamento della formazione duale e sulla riqualificazione professionale, affinché le competenze evolvano insieme alle esigenze delle imprese. L’intelligenza artificiale dovrebbe inoltre diventare uno strumento accessibile anche alle piccole e medie aziende. Per sostenere lo sviluppo occorre infine attrarre imprese e talenti. Gehri ha richiamato anche la demografia: la politica familiare, ha sottolineato, non è soltanto una politica sociale, ma anche economica.

I dieci cantieri individuati comprendono la revisione della spesa e dei compiti dello Stato, l’equilibrio finanziario, la strategia fiscale al 2035, la semplificazione amministrativa, il Libro bianco al 2040, un patto per la formazione duale, la riqualificazione professionale, la politica familiare e abitativa, l’attrazione di imprese e talenti e un «Ticino AI & Innovation Hub». È un patto di responsabilità: alla politica spettano finanze sostenibili e meno burocrazia; alle imprese investire, innovare e creare lavoro. Per Gehri, l’obiettivo è fare del Ticino un luogo in cui valga la pena investire, lavorare e vivere.

Geopolitica e mercati

L’Assemblea ha affrontato anche i nuovi equilibri internazionali. Sergio Giraldo, Energy & Commodity Advisor e fondatore di Energytide.it, ha analizzato gli squilibri commerciali tra le grandi economie e le ricadute per l’energia e le catene di approvvigionamento. Ha richiamato il surplus commerciale record della Cina, sostenuto da uno yuan debole in una fase di domanda interna in difficoltà, e la risposta degli Stati Uniti attraverso i dazi.

Nel frattempo, gas e petrolio hanno assunto un peso crescente nelle forniture europee. L’Europa affronta le tensioni commerciali senza una posizione sempre unitaria, mentre la Germania resta stretta tra il mercato americano e quello cinese. Pesano inoltre i tassi d’interesse elevati, l’inflazione energetica, gli investimenti nell’intelligenza artificiale e il riarmo.

Per Giraldo, dopo il lungo ciclo di crescita del dopoguerra e la globalizzazione seguita al crollo dell’URSS, il mondo è entrato in una fase di confronto economico e militare tra Stati Uniti e Cina. Per le imprese è essenziale capire questi mutamenti per valutare rischi e opportunità e rafforzare la capacità di adattamento.

Vitta, 30 anni di impegno politico

La parte conclusiva dell’Assemblea ha visto il dialogo tra la vicepresidente della Cc-Ti Cristina Maderni e il consigliere di Stato Christian Vitta, direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia. Sono stati ripercorsi i risultati della collaborazione tra DFE e associazioni economiche: dalla legge sull’apertura domenicale dei negozi alle riforme fiscali, fino alla votazione sull’iniziativa contro il dumping salariale.

Restano aperte le sfide dell’innovazione, dello Switzerland Innovation Park Ticino, della governabilità e della presenza degli imprenditori in politica. Il confronto ha infine ripercorso i trent’anni di impegno politico di Vitta e guardato alla continuità del dialogo tra istituzioni ed economia.