Criptovalute

Il bitcoin corre e supera i 70 mila dollari, ma il balzo potrebbe avere il fiato corto

La «regina» delle criptovalute risale ai massimi da giugno, trainata da un classico «short squeeze» e dal pressing pro-cripto dell'amministrazione Trump.
©Carlo Reguzzi
Red. Economia
20.08.2026 15:00

Dopo settimane di andamento «laterale» in una fascia compresa fra i 60 e 65 mila dollari, il bitcoin è tornato di colpo a correre. Tra mercoledì e oggi la «regina» delle criptovalute è salita di quasi il 15%, fino a circa 71.900 dollari, il livello più alto da inizio giugno e il maggior guadagno giornaliero da marzo. Come mai questo improvviso e, forse, inatteso balzo?

La prima spiegazione è tecnica. Siamo verosimilmente davanti a un classico «short squeeze». Nei mesi precedenti, con le quotazioni scivolate poco sopra i 60 mila dollari, molti operatori avevano accumulato scommesse al ribasso, puntando cioè su ulteriori cali. Quando il prezzo ha invertito la rotta, mercoledì appunto, quegli stessi operatori sono stati costretti a ricomprare in fretta per chiudere le posizioni in perdita, alimentando così proprio la salita che volevano evitare. In circa un'ora sono stati spazzati via oltre un miliardo di dollari di scommesse ribassiste sul solo bitcoin e 2,7 miliardi sull'intero mercato cripto. È il tipo di rimbalzo improvviso che segue spesso le fasi troppo sbilanciate in un'unica direzione.

La seconda spiegazione spinta arriva dalla politica. Sempre mercoledì, Donald Trump ha ricevuto alla Casa Bianca i vertici di alcune società del settore, fra cui Coinbase e Blockchain.com, confermando la linea favorevole al mondo cripto-digitale che ha in parte caratterizzato la sua amministrazione. Il presidente ha detto di essere disposto a valutare nuovi acquisti di bitcoin da parte dello Stato, mentre la SEC, l'autorità americana di vigilanza sulle Borse valori, ha proposto di esentare alcune emissioni di cripto-attività dagli obblighi di registrazione previsti per i titoli.

Ma c'è pure un terzo elemento «di sponda», emerso sempre ieri. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato di voler raddoppiare i riacquisti di titoli di Stato (Treasury bond) per contenere il rialzo dei rendimenti, soprattutto quelli sulle lunghe scadenze (20 e 30 anni), spingendo gli investitori verso gli attivi più rischiosi. L'onda ha travolto l'intero comparto: ether è balzato del 16%, il titolo Coinbase del 10% e i fondi indicizzati sul bitcoin hanno registrato afflussi per 517 milioni di dollari, i maggiori da maggio.

La corsa, però, è nata da acquisti forzati più che da un ritorno strutturale di compratori. Nelle prossime settimane si capirà se la domanda reale prenderà il posto delle coperture frutto del presunto «short covering». Dopo mesi in cui ogni scossone sembrava puntare verso il basso, il mercato cripto ha comunque ricordato la sua capacità di ribaltarsi all'improvviso.