Svizzera

Il CdA di ABB apre a una strategia di acquisizioni più aggressiva

Peter Voser segnala la disponibilità a transazioni miliardarie, grazie anche alla liquidità in cassa derivante dalla recente cessione della divisione robotica
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Ats
13.03.2026 15:26

Il presidente del consiglio di amministrazione di ABB Peter Voser apre a una strategia di acquisizioni più aggressiva per il colosso elettrotecnico zurighese. In un'intervista all'agenzia Reuters, il 67.enne segnala la disponibilità a transazioni miliardarie, grazie anche alla liquidità in cassa derivante dalla recente cessione della divisione robotica.

ABB sta valutando acquisizioni da diverse centinaia di milioni di dollari, ma il dirigente non esclude di puntare a obiettivi più grandi. Con i 5,4 miliardi di dollari (4,2 miliardi di franchi) incassati dalla vendita delle attività di robotica al conglomerato giapponese Softbank e il cashflow generato il gruppo potrebbe permettersi anche «più operazioni di grandi dimensioni».

Pur non commentando le voci su un'eventuale offerta per la società francese Legrand, Voser ha indicato come scenario probabile operazioni paragonabili al record stabilito con l'acquisto del produttore americano di motori Baldor, costato 4,2 miliardi di dollari. Le aree di interesse restano l'elettrificazione, le tecnologie di propulsione e l'automazione.

Sul fronte geopolitico, l'ex CEO di Shell (2009-2013) ha lanciato un monito sugli effetti del conflitto in Medio Oriente, in corso da fine febbraio: finora ABB non ha subito conseguenze dirette, ma preoccupa il futuro. «Più a lungo durerà il conflitto, più l'economia mondiale ne risentirà», ha avvertito, citando il rischio di strozzature energetiche, rincari e calo della domanda di investimenti. Anche in caso di cessazione immediata delle ostilità il sistema energetico globale avrebbe bisogno di «uno o due mesi» per tornare pienamente operativo.

Infine, Voser ha annunciato un ricambio nel consiglio di amministrazione a partire dal prossimo anno, cosa che secondo la Reuters apre la strada a un suo possibile addio nel 2028, quando compirà 70 anni. «Prima o poi, ovviamente, arriva anche il mio momento», ha dichiarato a questo proposito il manager.

Le parole del presidente di ABB vengono naturalmente in queste ore attentamente soppesate dagli investitori. C'è chi teme che una frenesia di acquisti possa mettere in discussione l'attuale politica generosa in materia di distribuzione dei dividendi e ridurre il margine di manovra per i riacquisti di azioni. Senza dimenticare l'incertezza, nemico numero uno dei mercati, che circonda questo tipo di operazioni di grande portata.

Sulla scia di questi timori oggi il titolo ABB ha aperto in modo nettamente negativo, ma si è poi parzialmente risollevato: nel pomeriggio si presentava stabile, nell'ambito di un mercato orientato a un rialzo. Dall'inizio di gennaio il titolo ha comunque guadagnato l'11% e ampiamente positiva, nella misura di rispettivamente +41% e +149%, è anche la performance sull'arco di uno e cinque anni.

ABB è una delle più grandi industrie svizzere: opera in vari campi che vanno dalla robotica all'energia, passando dall'automazione. A livello mondiale l'azienda - nata nel 1988 dalla fusione fra la svedese ASEA e l'argoviese Brown, Boveri & Cie (BBC), con radici che risalgono però a più di 140 anni or sono - impiega 110'000 dipendenti in oltre 100 paesi.