Assicurazioni

Il clima, un costo per tutti

La Mobiliare compie 200 anni di attività - Dal ramo vita alla previdenza, ci sono margini di sviluppo nel mercato svizzero - Per la compagnia, inoltre, il tema dei rischi naturali è centrale - La CEO Michèle Rodoni: «La prevenzione è un pilastro per cercare di limitare l’aumento dei danni»
Le tempeste di grandine sono più frequenti. © CdT/Chiara Zocchetti
Generoso Chiaradonna
09.07.2026 06:00

Il mercato assicurativo svizzero è tra i più competitivi al mondo, anche perché gli svizzeri sono molto ben assicurati. Crescere è impegnativo, ma non impossibile. «Aumentare la nostra quota di mercato è un obiettivo che abbiamo sempre presente, soprattutto consolidando il rapporto di fiducia con i clienti, investendo nella prevenzione dei rischi e utilizzando l’innovazione tecnologica, senza però perdere il contatto diretto con le persone», afferma Michèle Rodoni, CEO di La Mobiliare, gruppo assicurativo organizzato come cooperativa e quindi privo di azionisti da remunerare. Quest’anno, inoltre, ricorre un giubileo importante: La Mobiliare compie 200 anni. Nata nel 1826 come assicurazione contro gli incendi, l’azienda celebra due secoli di attività.

«Per noi i clienti sono tutto», spiega Rodoni. «Essendo una cooperativa, i nostri clienti sono anche i nostri proprietari. La loro soddisfazione è il primo obiettivo». Una filosofia che distingue La Mobiliare da molte altre compagnie del settore, senza però mettere in secondo piano la sostenibilità economica. «Dobbiamo essere finanziariamente solidi, perché solo così possiamo garantire ai clienti la sicurezza che si aspettano. La crescita resta importante, ma deve essere sostenibile», aggiunge Rodoni.

Ci sono spazi per crescere

Il mercato assicurativo svizzero viene spesso definito saturo. Eppure, secondo Rodoni, esistono ancora spazi significativi di sviluppo. Negli ultimi vent’anni La Mobiliare è cresciuta più rapidamente del mercato nel ramo danni alle cose, arrivando a detenere circa il 30% della quota nazionale. «Questo significa che il 70% del mercato è ancora contendibile», osserva. Margini di espansione ancora maggiori esistono nell’assicurazione vita, nella previdenza professionale e nel terzo pilastro, dove il gruppo occupa una posizione meno dominante e vede quindi interessanti prospettive di crescita. In Ticino, la presenza territoriale rappresenta un elemento strategico. Le due agenzie generali di Lugano e Bellinzona costituiscono un presidio che l’azienda intende rafforzare, convinta che la vicinanza continui a essere uno dei principali fattori competitivi anche nell’era digitale.

Se la crescita rappresenta una sfida, il cambiamento climatico costituisce invece il principale fattore di rischio per tutto il settore assicurativo. «Non è soltanto la temperatura media ad aumentare», sottolinea Rodoni. «Sono soprattutto gli eventi estremi a diventare sempre più frequenti e intensi». Grandinate eccezionali, precipitazioni violente, alluvioni e tempeste producono danni crescenti, ai quali si aggiunge l’effetto dell’inflazione sui costi delle riparazioni, dei materiali e della manodopera. Due fenomeni che inevitabilmente si riflettono anche sull’evoluzione dei premi assicurativi. Per limitare questa spirale diventa fondamentale investire nella prevenzione. «La Mobiliare lo fa da oltre vent’anni e stima che ogni franco investito in misure preventive produca benefici economici da cinque a sette volte superiori. Non si tratta soltanto di sensibilizzare clienti e autorità, ma di promuovere progetti concreti capaci di ridurre la vulnerabilità del territorio», precisa Rodoni.

Sostegno alla ricerca

Tra questi rientra il sostegno al Mobiliar Lab per i rischi naturali dell’Università di Berna, centro di ricerca multidisciplinare che sviluppa strumenti per prevedere gli effetti delle precipitazioni intense, delle piene, della grandine e di altri fenomeni naturali sempre più frequenti. La ricerca viene messa a disposizione di autorità e cittadini, con l’obiettivo di migliorare la pianificazione territoriale e ridurre i danni prima ancora che si verifichino. La stessa logica ispira interventi di adattamento urbano, come la promozione di alberature e spazi verdi per mitigare gli effetti delle ondate di calore nelle città.

L’IA è un utensile

Un’altra trasformazione destinata a cambiare profondamente il settore è quella legata all’intelligenza artificiale. Anche in questo caso Rodoni invita però a evitare letture semplicistiche. «L’automazione consente di rendere più efficienti numerosi processi amministrativi e operativi, ma non può sostituire gli elementi essenziali della relazione assicurativa». «Fiducia, empatia e responsabilità rimangono tra persona e persona», afferma. Se un algoritmo commette un errore, infatti, la responsabilità resta comunque umana. Per questo tutte le attività che richiedono consulenza, valutazione dei casi o gestione dei sinistri, continueranno ad avere bisogno di professionisti. «Al contrario, le operazioni ripetitive e prive di valore aggiunto potranno essere automatizzate».

Relazione personale

L’innovazione digitale non viene, quindi, vista come un’alternativa alla presenza fisica, bensì come uno strumento complementare. «Oggi un cliente può denunciare un sinistro online, telefonare al proprio consulente oppure rivolgersi direttamente al servizio di assistenza attivo ventiquattr’ore su ventiquattro. È il cliente a scegliere il canale preferito, mentre l’obiettivo dell’azienda rimane quello di garantire un servizio rapido e affidabile», aggiunge la dirigente.

Questa impostazione si riflette anche nell’organizzazione territoriale della compagnia. «L’assicurazione è una questione di fiducia», ribadisce Rodoni. Per questo La Mobiliare continuerà a investire nella propria rete di agenzie. In Ticino, sottolinea, circa il 90% dei sinistri viene gestito direttamente dalle strutture locali, consentendo decisioni rapide e una conoscenza diretta del territorio e delle persone.

L’impegno della cooperativa non si limita, infine, all’attività assicurativa. Il sostegno a iniziative culturali, come il Locarno Film Festival, rientra nella volontà di contribuire allo sviluppo delle comunità nelle quali opera, coerentemente con la propria identità cooperativa.

Il valore della diversità

Sul piano personale, Rodoni guarda con orgoglio alle proprie radici ticinesi e italiane, che considera un arricchimento nella sua carriera manageriale. «Essere donna in un mondo tradizionalmente maschile può aver richiesto uno sforzo supplementare», riconosce, «ma negli ultimi anni la sensibilità verso il valore della diversità è cresciuta». «Puntare su un solo genere o su una sola cultura significa rinunciare a una parte importante del talento disponibile», conclude. Un principio che, a suo avviso, vale tanto per la gestione delle persone quanto per la capacità di affrontare le grandi trasformazioni che attendono il settore assicurativo.