Piazza finanziaria

Il consolidamento del settore patrimoniale non si è manifestato

La quarta edizione degli EAM Day Lugano ha fotografato un settore in evoluzione - La sfida si sposta su tecnologia, reputazione, assunzione del rischio e regole sempre più stringenti - Il modello svizzero della gestione patrimoniale indipendente resiste al cambiamento, ma deve adattarsi a trasformazioni più rapide
L'avvocato Morys Cavadini. © Giorgia Panzera
Red. Economia
22.09.2026 17:52

Consolidamento, specializzazione, internazionalizzazione, rilevanza del modello «60/40», intelligenza artificiale, gestione del rischio, quadro normativo: il settore della gestione patrimoniale indipendente - non direttamente bancaria, quindi - non è immune alle trasformazioni, sempre più rapide, della società e dei mercati, spesso trovandosi a dover affrontare cambiamenti che si sovrappongono.

È attorno a questi temi e sfide che si è sviluppata la quarta edizione dell’EAM Day, andata in scena ieri al LAC di Lugano su iniziativa di Sphere, che ha riunito gli External Asset Manager (EAM o gestori patrimoniali indipendenti) della piazza ticinese. Tra normative, tecnologia e ricambio generazionale, il numero degli operatori è rimasto stabile nonostante la nuova vigilanza prudenziale, ovvero l’obbligo di ottenere una licenza da parte della Finma per poter operare. Ed è proprio su questo che ha aperto la giornata l’avvocato Morys Cavadini, partner dello studio legale BMA di Lugano e già direttore dell’Associazione svizzera dei gestori di patrimoni (ASG), chiamato a fotografare lo stato del settore cinque anni dopo l’entrata in vigore delle due leggi base che regolano questo particolare ambito della finanza: la LIsFi (Legge federale sugli istituti finanziari) e la SerFi (Legge federale sui servizi finanziari).

I numeri illustrati da Cavadini non hanno mostrato un forte consolidamento del settore in Svizzera, come temuto alla vigilia della riforma del 2020. Dei 2.521 operatori che si erano notificati alla Finma all’inizio del 2020, appena 1.699 hanno poi presentato la domanda di autorizzazione entro la fine del 2022; a fine 2025 le licenze rilasciate a gestori e trustee erano 1.664, mentre gli EAM con autorizzazione attiva risultavano 1.431 nella rilevazione ASG dell’aprile scorso. Fusioni e acquisizioni restano quindi un fenomeno «marginale», ha osservato Cavadini, secondo cui la contrazione è dovuta soprattutto a pensionamenti e chiusure volontarie, non a vere operazioni di fusione o acquisizione. Non manca nemmeno il ricambio, con 222 nuove richieste di autorizzazione tra il 2023 e il 2025.

Un tessuto di micro-imprese

Stando ai dati presentati, il comparto resta un tessuto di micro-imprese, con una mediana di 3,3 dipendenti ETP (Equivalenti a tempo pieno), una media di cinque persone per entità e 140 milioni di franchi di patrimoni in gestione. Il Ticino, in questo ambito, pesa circa il 10% del totale con oltre un centinaio di entità regolamentate, in un quadro più stabile rispetto al resto della Svizzera. Anche la distribuzione rispecchia la classica geografia svizzera delle piazze finanziarie. Al primo posto c’è Zurigo con il 56% del totale dei gestori, mentre al secondo si trova Ginevra con il 34%. L’avvocato Cavadini ha tuttavia indicato, sempre sul piano normativo, che il focus del settore EAM ora si sposta dall’ottenimento della licenza - passo fondamentale per operare - al suo mantenimento nel tempo. Ciò significa, in sostanza, vigilanza più intensa, cicli di audit e costi di compliance in aumento, mentre nel contempo si aprono nuovi fronti, dal Registro federale per la trasparenza, operativo dal 1. ottobre, che conterrà i nomi degli aventi diritto economico, all’estensione degli obblighi antiriciclaggio ai «consulenti» (avvocati, notai, fiduciari e operatori immobiliari).

La giornata è stata poi caratterizzata da una serie di panel tematici dedicati alla sicurezza informatica, all’avvento dell’IA, alla cultura aziendale e alla reputazione, oltre che alla fidelizzazione della clientela più giovane, meno incline ad accettare i consigli dei gestori.