Il debito degli Stati Uniti supera i 40 miliardi di dollari

Il debito pubblico americano ha superato per la prima volta i 40 mila miliardi di dollari, toccando ieri la cifra di 40.047 miliardi, secondo quanto comunicato dal Dipartimento del Tesoro. Il debito dello Stato americano - di cui 32.266 miliardi è costituito dai Treasury - è più che raddoppiato nell’ultima decade. Ne valeva infatti 19.950 nel gennaio 2017, quando Donald Trump si insediò per la prima volta alla Casa Bianca. Circa un terzo dell’aumento risale alle spese straordinarie per la pandemia, decise sia da Trump, sia da Joe Biden; il resto pesa sulle scelte fiscali delle due presidenze e su squilibri di lungo periodo tra entrate e uscite.
A impressionare è anche il «ritmo» della crescita: la soglia dei 39 mila miliardi è stata toccata meno di cinque mesi fa e il debito è quadruplicato in meno di vent’anni, dopo aver impiegato fino al 1981 per raggiungere il primo «trillion».
La radice della questione è strutturale. Da un lato i tagli fiscali (si pensi anche al «One Big Beautiful Bill» da 4.700 miliardi) frenano le entrate; dall’altro le uscite salgono senza sosta, trainate da voci che lo Stato può comprimere solo in minima parte. Gli USA spendono circa 7 mila miliardi l’anno e il 60% va a spese «obbligatorie», come previdenza e sanità, destinate a crescere con il costo della vita e con l’invecchiamento della popolazione.
A luglio il disavanzo mensile ha toccato 432 miliardi, il quarto peggiore di sempre, tanto che il rosso dei primi dieci mesi dell’anno fiscale ha già superato quello dell’intero esercizio precedente. E il conto degli interessi, circa 1.115 miliardi l’anno, è ormai la seconda voce di bilancio dietro alla previdenza. Nel 2025 ha superato per la prima volta la spesa militare.
A pesare è anche l’atteggiamento dei creditori esteri, che detengono quasi un terzo dei titoli del Tesoro e da mesi ne comprano meno. Con meno acquirenti, per collocare il debito Washington deve offrire rendimenti più alti e quelli sulle scadenze lunghe (20 e 30 anni) sono saliti ai massimi da quasi vent’anni. Per frenarli, mercoledì il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato un piano di riacquisti di Treasury per circa 4 miliardi di dollari. Cionostante, ieri i rendimenti del T-bond a 30 anni sono tornati a salire attorno al 5,25%.