Il settore bancario elvetico si sta espandendo ancora

Il settore bancario svizzero è in buona salute e sta registrando anche una crescita dei patrimoni in gestione. È questa l’immagine che emerge dal Barometro bancario pubblicato dall’Associazione svizzera dei banchieri (ASB), che ha anche sottolineato che l’appeal della Svizzera come piazza di gestione patrimoniale resta forte.
Chiaramente, il dato più importante è quello relativo ai fondi gestiti, che hanno oltrepassato ormai i 10 mila miliardi di franchi. Infatti lo scorso anno sono cresciuti del 4,8%, raggiungendo i 9.729 miliardi di franchi, un livello senza precedenti. La crescita è proseguita anche quest’anno, con i fondi in gestione che hanno superato la soglia dei 10.000 miliardi alla fine del primo semestre, attestandosi a 10.119,5. Secondo l’ASB, questo riflette la buona tenuta dei mercati azionari, che ha determinato un netto incremento dei portafogli titoli. Sono aumentati sia gli attivi dei clienti svizzeri che quelli degli stranieri.
Piazza finanziaria importante
La Svizzera conferma il proprio ruolo di piazza finanziaria di primo piano nella gestione patrimoniale transfrontaliera, sottolinea l’ASB. Pilastro centrale della crescita per la piazza bancaria elvetica, questa attività dovrebbe proseguire la sua espansione, poiché la clientela estera apprezza la Svizzera come piazza finanziaria sicura e stabile, aggiunge l’ASB. I suoi membri, interpellati nell’ambito del barometro bancario citano, tra i principali punti di forza, la certezza del diritto e la stabilità politica elvetiche.
Ma questo quadro positivo del settore è valido anche in Ticino? Ne abbiamo parlato con Franco Citterio, direttore dell’Associazione bancaria ticinese (ABT). «Lo studio di Swiss Banking - afferma - non riporta dati regionali perché la rilevazione statistica avviene unicamente su base nazionale. Ciò nonostante possiamo presumere che l’evoluzione positiva dei fondi in gestione e, di riflesso, delle commissioni di gestione, valga anche per il nostro Cantone. Questa evoluzione è frutto soprattutto dell’andamento dei mercati finanziari internazionali che, nonostante la crisi geopolitica in atto, stanno registrando risultati molto positivi».
Si nota che anche gli stranieri tornano a portare fondi in Svizzera. Questo significa che la piazza rimane interessante anche senza il segreto bancario? «Il dato riportato nel Barometro bancario - sottolinea - è eloquente: gli averi sotto gestione transfrontaliera a favore di clienti privati sono saliti da 2.427 a 2.946 miliardi di franchi pari ad un aumento del 21,4%. Ciò conferma che , al di là dell’evoluzione dei mercati, anche i nuovi apporti sono significativi e dimostrano che i motivi che spingono la clientela internazionale a depositare i propri averi in Svizzera non si sono esauriti con la fine del segreto bancario (per la clientela non domiciliata in Svizzera) ma si estendono ad altri fattori, in particolare la solidità del sistema bancario, la professionalità dei servizi e la stabilità del sistema Paese».
Per il nostro cantone, il settore bancario è sempre stato uno dei principali poli dal punto di vista occupazionale. Come sta evolvendo la situazione in questo ambito? «Se a livello svizzero l’occupazione globale è scesa, a livello ticinese annotiamo, secondo i dati dell’Ufficio cantonale di statistica, una tenuta del comparto bancario attorno alle 5.600 unità con una tendenza in lieve aumento negli ultimi 2-3 anni».
Il settore sta tenendo le posizioni, ma le sfide per il futuro non mancano, fra nuove normative, crescita della digitalizzazione e concorrenza internazionale. Oggi quali sono le principali sfide che deve affrontare il settore? «Il contesto internazionale rimane complesso e la crisi geopolitica avrà sicuramente delle ripercussioni a lungo termine sulla spartizione del potere politico a livello mondiale. Le conseguenze sugli scambi commerciali, sulla crescita economica e sulle politiche monetarie sono già ora percettibili ma l’orizzonte temporale rimane difficilmente valutabile. Le banche, quali player indispensabili nel funzionamento del sistema finanziario, nel delineare le proprie strategie devono tener conto di questi cambiamenti epocali come pure di altre sfide del settore come l’innovazione tecnologica, la regolamentazione bancaria e il ricambio generazionale».
Buoni risultati operativi
Tornando al Barometro bancario dell’ASB, per quanto riguarda la performance finanziaria delle banche, il loro risultato operativo complessivo ha ripreso a crescere lo scorso anno dopo il calo subito nel 2024, registrando un aumento del 5,8% a 73,8 miliardi di franchi. Le operazioni di commissioni e di prestazione di servizi, in aumento del 6,5%, nonché gli altri risultati correnti, hanno contribuito a questa evoluzione positiva grazie a un balzo del 26,6%. Il risultato delle operazioni da interesse è rimasto modesto a causa della persistente pressione sui margini ed è leggermente diminuito dello 0,8%, nonostante un volume di credito più elevato.
Per quest’anno, oltre la metà degli istituti intervistati prevede un ulteriore aumento del risultato operativo e un terzo una stagnazione, a causa dei tassi. Nessun istituto si attende un calo. Alla fine del 2025 le banche operanti in Svizzera impiegavano circa 92.002 persone, il 2,5% in meno rispetto a un anno prima, un calo attribuibile esclusivamente a UBS. Gli altri istituti hanno registrato un aumento del proprio organico.
