Aziende

«Il settore immobiliare ticinese è in fase di riposizionamento»

Flavio Petraglio ha lasciato il Gruppo Artisa che dirigeva dal giugno del 2023 ed è ritorna a Evolve, la società di progettazione da lui fondata negli anni scorsi
Grand Hotel Locarno, lavori di rinnovamento. Flavio Petraglio, amministratore delegato di Artisa, ritratto sul cantiere del Grand Hotel. © CdT/Gabriele Putzu
Generoso Chiaradonna
15.07.2026 15:04

Flavio Petraglio, dopo cinque anni alla guida del Gruppo Artisa in qualità di CEO, ha lasciato alla fine di giugno la direzione dell’azienda ticinese di sviluppo immobiliare attiva a livello svizzero e tornerà a concentrarsi su Evolve, la società ingegneristica da lui fondata. Si tratta, quindi, di un ritorno a casa. «Sì, possiamo dire che è un ritorno a casa, anche se Evolve, che riprendo in proprietà, continuerà a collaborare con Artisa», spiega Petraglio, precisando che «non si tratta di un addio di rottura, ma di un riorientamento professionale, pur rimanendo nello stesso settore». «Continuerò a mantenere i rapporti con Artisa, ma con un ruolo diverso: più vicino alla progettazione generale e alla direzione lavori per terzi».

Un settore, quello immobiliare, che negli ultimi 10-15 anni è cambiato profondamente anche per effetto delle trasformazioni sociali nel concetto dell’abitare. «Ci sono tre tendenze strutturali: una maggiore mobilità e un minore attaccamento al luogo di origine. C’è una domanda crescente di alloggi con servizi integrati e spazi attrezzati». «Nel contempo si è manifestato anche un aumento dell’importanza della sostenibilità energetica e sociale negli edifici», spiega Petraglio, che cita il progetto CityPop di Artisa come un caso concreto capace di rispondere alle nuove esigenze abitative di single e coppie, con prospettive di adattamento anche a nuclei familiari più ampi. «L’idea di fondo è quella di offrire non soltanto spazi abitativi, ma anche servizi dell’abitare più flessibili e funzionali, capaci di adattarsi ai diversi momenti della vita. La casa unifamiliare con il giardino e due posti auto fuori dai centri urbani è ancora una caratteristica del Ticino, ma non più del resto della Svizzera. Sta cambiando anche da noi, però».

Sulla situazione del mercato in Ticino, Petraglio spiega che l’attività immobiliare degli ultimi dieci anni è stata molto orientata alla nuova edificazione. Secondo la sua lettura, questa offerta è stata in larga parte assorbita dal mercato, ma ora la sfida si sposta altrove. «La popolazione in Ticino è aumentata, meno rispetto ad altre regioni svizzere, per effetto delle dinamiche migratorie che hanno permesso di mantenere basso il tasso di sfitto nel nuovo».

Valorizzare l’esistente

«La priorità ora è rivalorizzare il patrimonio esistente», afferma, sottolineando la necessità di adeguare gli edifici agli standard attuali di efficienza e sostenibilità. «È proprio in questo segmento che si registrano più oggetti vuoti», aggiunge. In questo ambito si è rilevata una diversa sensibilità tra piccoli proprietari privati e grandi investitori, con questi ultimi più propensi a reinvestire per mantenere i rendimenti, rimettendo pertanto sul mercato edifici risanati al passo con edifici nuovi. Petraglio ricorda inoltre come Artisa si sia concentrata negli ultimi anni anche in interventi integrati sul territorio, fra cui la ristrutturazione del Grand Hotel di Locarno, come modello di passaggio da operazioni edilizie isolate a progetti che collegano sviluppo immobiliare e valorizzazione territoriale. Una decisione che segna anche il passaggio da una fase di forte sviluppo immobiliare a una nuova stagione, più orientata alla progettazione tecnica, alla riqualificazione e alle esigenze abitative che cambiano.

Spazi più sostenibili

In questo quadro si inseriscono anche i progetti più emblematici di Artisa: oltre al citato rilancio del Grand Hotel di Locarno, ci sono la trasformazione di altri interventi di rigenerazione urbana nel Luganese e il progetto turistico e immobiliare a San Bernardino. Per Petraglio, il settore immobiliare dovrà sempre più misurarsi con progetti capaci di rispondere a bisogni concreti dell’utente finale, andando oltre la semplice logica del costruire. I temi del risparmio di suolo, di abitazioni che rispettano gli standard di efficienza e della raggiungibilità urbana, in particolare la vicinanza ai mezzi di trasporto pubblici, resteranno centrali nel prossimo futuro.