India, un ponte di opportunità che passa anche da Lugano

Con «India: The Flavor of Chai and Change» l’India è tornata a presentarsi a Lugano. Gli incontri sono stati organizzati in partenariato con la Città di Lugano e il coordinamento dell’Ambasciatore dell’India in Svizzera, Mridul Kumar. In due giornate di eventi culturali indiani seguitissimi dal pubblico, i due paesi hanno consolidato un reciproco dialogo e rafforzato la scoperta di valori condivisi.
Con esperienze che lo hanno portato a visitare 140 paesi, Mridul Kumar, Ambasciatore dell’India a Berna, laureato in Ingegneria elettronica e delle comunicazioni (B.Tech) presso la Delhi Technological University, ci ha concesso una intervista, a conferma del rapido sviluppo delle relazioni commerciali tra i due paesi, favoriti dall’accordo Trade & Economic Partnership Agreement (TEPA) sottoscritto dall’India con l’Associazione europea di libero scambio-AELS, di cui fa parte anche la Svizzera.
Questa intesa, ha ricordato Monica Zurfluh, responsabile del commercio internazionale presso la Cc-TI, prevede la riduzione o l’abolizione dei dazi doganali su oltre il 90% delle esportazioni confederate verso l’India e, quando pienamente in vigore, risparmi annuali sui dazi stimati in circa 166 milioni di franchi a beneficio dell’industria svizzera.
Ricorrendo alla metafora del «costruttore di ponti» usata da Ignazio Cassis, responsabile del DFAE di Berna e nel 2027 Presidente della Confederazione, l’Ambasciatore Kumar dal suo arrivo in Svizzera ha avviato una relazione con il mondo accademico: «la Svizzera è fra le nazioni di maggior successo nella ricerca, nello sviluppo e nell'innovazione».
Questo il focus operativo che lo ha portato ad avvicinare il Politecnico federale di Zurigo e quello di Losanna alle istituzioni scientifiche indiane, a creare canali stabili tra i due ecosistemi dell’innovazione e a svilupparne il reciproco dialogo. In tal modo, Kumar ha confermato alla comunità internazionale che la Svizzera, da questo punto di vista, non è solo un interlocutore politico o un centro finanziario di riferimento, ma un modello di sistema educativo seguito con interesse nel suo paese. Anche questo particolare conferma che le relazioni fra Svizzera e India ormai sono uno specchio in cui le due nazioni trovano conferme o risolvono le differenze grazie a una rinnovata conoscenza delle rispettive società. In questa prospettiva, la Svizzera ha mostrato all’Ambasciatore Kumar una realtà inattesa: il senso civico che caratterizza il nostro paese, da intendersi non come un atteggiamento culturale, ma piuttosto una naturale predisposizione della società elvetica.
«Per promuovere una autentica coscienza civica», riconosce Kumar commentando le nostre istituzioni, «è necessario riconoscere che tutti gli individui sono uguali, indipendentemente dalla loro posizione sociale».
Con la competenza istituzionale di chi sa distinguere un giudizio di valore dalla semplice conoscenza di una realtà differente, l’Ambasciatore Kumar contrappone la realtà svizzera alla complessità della società indiana per ricordarci che gli equilibri sociali elvetici si confermano un modello apprezzato oltre i nostri confini: «gli svizzeri sono metodici», osserva il diplomatico indiano, «organizzano con precisione le loro iniziative. E quando questa capacità di pianificazione si abbina alla precisione elvetica, il vostro paese ottiene risultati eccellenti». Invece l’India, prosegue, «è un paese ampio, ma con problematiche che spesso ancora cerchiamo di risolvere. Di conseguenza», conclude Kumar confrontando i due paesi, «partendo dall’entropia, ovvero dalle ricorrenti complessità della società indiana, ci ispiriamo alle modalità di lavoro elvetiche, che consideriamo esemplari, e seguendo questo percorso entrambi i nostri paesi otterranno risultati molto positivi».
Ecco dunque che, per attraversare il diplomatico «ponte» tra India e Svizzera, le giornate a Lugano non sono state concepite come un evento di promozione culturale, turistica o gastronomica, ma come un’iniziativa per consolidare la reciproca conoscenza di due ecosistemi «non solo istituzionali ma anche economici», ha osservato l’Ambasciatore Kumar, e porteranno Lugano a diventare il centro di coordinamento di attività economiche indiane destinate a tradursi in realtà concreta nel nostro territorio. «Lugano è una delle città svizzere che prediligo: vi ho trovato una comunità accogliente e aperta. Promuovendo una serie di eventi a Lugano», ha precisato il diplomatico, «il nostro obiettivo è consolidare l’immagine del nostro paese sia nel vostro territorio, sia in ambito cantonale, sviluppando una comprensione della nostra società, spiegando come si lavora in India e quali sono gli aspetti da considerare nelle relazioni commerciali con i nostri operatori».
Al termine del nostro incontro, l’Ambasciatore Kumar ha ricordato una cena con ospiti svizzeri. La loro iniziale esitazione - legata a idee preconcette sulle spezie indiane - era comprensibile, ma dopo il primo assaggio si è trasformata in un’esperienza gastronomica indimenticabile.
«Non confondiamo il piccante con il sapore: la cucina indiana è ricca di aromi, non solo di sapori piccanti». È un semplice aneddoto conviviale. Ma l’Ambasciatore Kumar lo riferisce per ricordarci che quello che a distanza sembra difficile da comprendere - una cucina, una cultura, una società, un modello di sviluppo - spesso, affrontato con la disposizione giusta, rivela più punti di contatto di quanto si possa attendere. È, in fondo, la descrizione più precisa che ha dato del suo lavoro.