Innovazione

La finanza decentralizzata ridisegna economia e società

L’infrastruttura blockchain crea le premesse per una modernizzazione anche dell’amministrazione pubblica - Intanto, gli operatori finanziari considerano la sicurezza e l’affidabilità come parte integrante di quanto chiesto dal mercato
© KEYSTONE/ENNIO LEANZA
Andreas Grandi
26.03.2026 06:00

Ci troviamo in un’epoca dove le innovazioni evolvono in nuove regole. Per le tecnologie digitali, generate dall’universo della finanza decentralizzata, quel momento è arrivato. A confermarlo, alcuni protagonisti di questo sviluppo.

Nel corso del recente Web3 Banking Symposium organizzato a Zurigo dalla Crypto Valley Association, il britannico Adam Back, co-fondatore di Blockstream e creatore della infrastruttura digitale che regola gli scambi delle valute decentralizzate, ha confermato la sua tesi: a presiedere gli scambi dei bitcoin c’è la infrastruttura digitale più robusta mai costruita, progettata sin dall’inizio per garantire inviolabilità alla filiera globale non solo delle transazioni esistenti ma soprattutto anche di prossima generazione.

Bitcoin non è più speculativo

Gli operatori finanziari considerano sicurezza e affidabilità come parte integrante, oltre che prioritaria, delle soluzioni innovative richieste dal mercato. Quindi, ha aggiunto Back, proprio i momenti di stabilità dei corsi vanno sfruttati per progettare il futuro. In tale prospettiva Bitcoin, non è più da considerare come un asset speculativo, ma come il prototipo di una rete globale e neutrale, senza che un singolo proprietario possa sovvertirne le regole. Ed è proprio questa caratteristica che rende interessanti le infrastrutture ispirate da Bitcoin per chi predispone operazioni finanziarie destinate a durare nel tempo.

Quasi contemporaneamente, anche a Lugano si è discusso della digitalizzazione che verrà: la città ha infatti sottoscritto una lettera di intenti con Tether - pionieristico operatore globale in stablecoin - rinnovandone la coerenza con la Strategia Digitale 2025-2030 elaborata dal municipio. Ma se a Zurigo si sono considerati gli orientamenti della finanza globale, a Lugano si è confermato che la evoluzione informatica può concretizzarsi anche nella pubblica amministrazione, con una governance trasparente e risorse allineate al budget disponibile.

Città di Lugano pioniera

Nel 2022, ricordiamolo, la città aveva firmato un pionieristico accordo con Tether per il Plan B: pagare tasse e servizi in Bitcoin e valute ancorate al dollaro. Oggi se ne quantificano i risultati: 47.547 sono gli utenti del LVGA, 490 i commercianti interessati, cui si aggiunge un +97% del volume di transazioni nel 2024 e oltre 130 società Web3 insediate in città. Con il recente Memorandum - Plan B Fase II - Lugano ora promuove a livello internazionale la sua inclusione di attività blockchain, intelligenza artificiale, identità digitale sovrana e infrastrutture distribuite. Obiettivo finale è dimostrare che, alla polarizzazione della gestione dei dati attualmente controllata da pochi operatori, è possibile rispondere con un modello decentralizzato che riporta l’individuo a convivere e quindi controllare le informazioni che lo riguardano. A orientare questi sviluppi anche la Strategia Digitale 2025–2030 decisa dal municipio luganese, che ha predisposto otto criteri-guida, sette ambiti strategici, un Digital Office interno e un Comitato etico-scientifico cui si aggiungono USI, Supsi e l’EPFL di Losanna con l’ETH di Zurigo. Obiettivo finale: approntare un piano di lavoro con responsabilità definite e indicatori misurabili. A rinnovare questi orientamenti si aggiunge anche il report «Blockchain Adoption in Local Governments: The Case of Lugano», pubblicato dal Multidisciplinary Digital Publishing Institute di Basilea. Questo studio ripercorre con metodo scientifico il recente quadriennio digitale della città del Ceresio e giunge a una conclusione: le tecnologie generate dalla finanza decentralizzata non rappresentano più una parentesi nella vita economica e pubblica, ma si candidano a diventarne l’asse portante, integrato e scalabile. Lugano ha creato un sistema digitale pubblico basato su tecnologia condivisa, «gettoni fedeltà digitali» a chi usa o sviluppa servizi nel territorio municipale, corsi di formazione e modalità di pagamento digitali che hanno ormai raggiunto il milione di operazioni. Anche i cinque prestiti digitali luganesi hanno contraddistinto il debutto internazionale di un ente pubblico in un mercato regolamentato. L’ecosistema informatico di cui dispone Lugano ora è da intendere come una infrastruttura replicabile e adattabile a qualsiasi amministrazione che voglia affrontare la trasformazione digitale con obiettivi istituzionali.

La revisione di Tether a una delle «big four»

Tether ha annunciato martedì di questa settimana di aver incaricato una delle società di revisione «Big Four» (Deloitte, PwC, EY o KPMG) per un audit completo delle sue riserve. Il nome specifico della società non è stato ancora reso pubblico, ma si tratterà - a detta della società guidata da Paolo Ardoino - del primo audit integrale che mira a certificare la piena garanzia di USDT, il token emesso da Tether. Si tratterebbe della prima revisione indipendente del suo bilancio composto da attivi digitali, riserve tradizionali e passività tokenizzate. Un modo, continua Ardoino, per portare trasparenza nel mondo cripto.