Materie prime

La geopolitica delle risorse e della frammentazione

A Lugano esperti e operatori hanno discusso gli effetti della fine dell’iperglobalizzazione e della crescente volatilità dei mercati valutari - Un comparto, quello del trading, esposto a tensioni internazionali, riallineamenti commerciali e crescente segmentazione dei mercati
©CdT/ Chiara Zocchetti
Generoso Chiaradonna
24.06.2026 06:00

Lugano è tornata a ospitare uno degli appuntamenti più attesi del settore: il Global Commodities Conference, manifestazione organizzata dalla Lugano Commodity Trading Association (LCTA). Una due giorni, il 22 e il 23 giugno, che ha riunito al LAC operatori, esperti e rappresentanti istituzionali per discutere le trasformazioni del commercio globale delle materie prime in un contesto segnato da tensioni geopolitiche e frammentazione monetaria. Non per nulla, il titolo dell’evento era «La geopolitica delle risorse». Per Lugano, la conferenza rappresenta anche un’occasione per rafforzare il proprio posizionamento come hub internazionale del settore.

La conferenza si è aperta lunedì sera con la consegna dei diplomi ai neo-specialisti in commodities trading e con l’intervento della segretaria di Stato Hélène Budliger Artieda, direttrice della Seco, intervistata da Roberto Grassi, vicepresidente della LCTA.

La geopolitica delle risorse e la frammentazione monetaria sono stati i temi delle due tavole rotonde di ieri mattina. La prima ha avuto quale relatore principale l’ambasciatore Ettore F. Sequi, già segretario generale del Ministero degli affari esteri italiano e presidente di Sorgenia SpA. Sequi ha ricordato come il processo di globalizzazione non si sia arrestato, ma abbia rallentato la sua corsa e si sia adattato alla nuova situazione internazionale. Il ruolo delle materie prime necessarie alla trasformazione digitale dell’economia, con l’irruzione dell’intelligenza artificiale, è diventato ancora più centrale. Quello a cui assistiamo — ha spiegato Sequi — non è la fine dell’interdipendenza, ma l’erosione dell’assunto multilaterale che un tempo la rendeva sicura. Il rischio geopolitico, la competizione strategica e la sicurezza economica giocano un ruolo crescente nel plasmare commercio, investimenti e catene di fornitura. Per trent’anni, la globalizzazione ha premiato l’efficienza. La prossima era premierà la resilienza, ha affermato l’ex diplomatico italiano. Ed è nei mercati delle materie prime che questo cambiamento appare più evidente. È seguito un dibattito moderato da Dmitry Dvoretskiy, al quale hanno preso parte, oltre all’ambasciatore Sequi, Mickael Butikofer, responsabile della ricerca petrolifera per Europa e Asia di Trafigura PTE; Alessandro Fossati, CEO di Gamma Trade SA; Alberto Salsiccia, direttore finanziario della Petraco Oil Company SA; e il professor Fabrizio Vismare, direttore del Centro di ricerca per il diritto doganale e il commercio internazionale all’Università dell’Insubria.

Frammentazione monetaria

Il secondo intervento, incentrato sulle differenze monetarie, è stato affidato ad Angelo Ranaldo, professore di finanza ed economia finanziaria all’Università di Basilea e membro del Consiglio di banca della BNS. Anche la frammentazione monetaria incide sempre più sulle strategie delle imprese attive nel trading di materie prime. Il professor Ranaldo ha usato la metafora dei due lati della Luna per descrivere i mercati valutari: uno luminoso, fatto di efficienza, liquidità e resilienza; l’altro, nascosto, segnato da dispersione dei prezzi, segmentazione e una struttura incentrata sui venditori. Questi aspetti del «lato oscuro della Luna» incidono sull’attività dei trader di materie prime.

Il dominio del dollaro, inoltre, conferisce agli Stati Uniti un’influenza potente sull’intero sistema: la minaccia di escludere un soggetto dall’accesso al dollaro è uno strumento di pressione efficace, perché le banche non possono permettersi di perdere tale accesso. Questa leva genera un ciclo: le sanzioni spingono i soggetti sotto pressione a cercare percorsi alternativi — stablecoin, sistemi di pagamento paralleli, valute non integrate nel sistema di settlement. La risposta è l’imposizione di sanzioni ancora più ampie. Il risultato è una progressiva frammentazione del sistema.

Anche questi temi, in particolare il ruolo del dollaro come valuta globale, sono stati oggetto di una seconda tavola rotonda moderata da Dimitri Loringett, giornalista del Corriere del Ticino. Tra i relatori, oltre al professor Angelo Ranaldo, figuravano Fabio Baglio di Tether, François Broussard, responsabile delle transazioni finanziarie sulle materie prime per la Svizzera di ING, e Giulio Macciocchi, responsabile finanza & ESG di DXT Commodities SA.