Un mare di Svizzera

La logistica europea tra incertezza e regole

Dalla sfida dei dazi ai cambiamenti delle rotte globali a causa della contingenza della geopolitica - A Lugano si è parlato di investimenti, partenariati e regole certe per rendere competitivo il sistema portuale italiano e rafforzare l'asse con la Svizzera
©Chiara Zocchetti
Generoso Chiaradonna
07.10.2025 06:00

C’è una parola che oggi accompagna ogni riflessione sulla logistica globale: incertezza. E ce n’è un’altra, complementare, che ne rappresenta la risposta possibile: affidabilità. È su questo doppio binario che si è mosso l’ottavo Forum «Un mare di Svizzera», tenutosi ieri a Lugano, dove operatori, istituzioni e analisti hanno ragionato sulle nuove sfide del trasporto e dell’economia del mare, in un momento in cui la congiuntura geopolitica tra dazi, guerre e sanzioni che ridisegnano le rotte delle merci impone cautela ma anche visione.

Le tre tavole rotonde in programma - dedicate al finanziamento delle infrastrutture, allo sviluppo del sistema portuale ligure e alle nuove rotte delle materie prime - hanno delineato uno scenario in cui le regole, più ancora dei capitali, diventano il vero fattore competitivo. Il Forum si è aperto con i saluti istituzionali del sindaco di Lugano Michele Foletti, della sindaca di Genova Silvia Salis oltre che del presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi e del presidente della Regione Liguria Marco Bucci.

«Il bisogno di regole certe è una priorità assoluta», ha affermato il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, sottolineando come la chiarezza normativa sulle concessioni rappresenti la base per attrarre investitori internazionali. Una visione condivisa dal neopresidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, che ha rilanciato il tema dell’affidabilità come valore strategico per il porto di Genova e Savona.

Genova, in particolare, è chiamata a un salto di scala: 3,3 miliardi di investimenti in corso e un piano di digitalizzazione logistica per gestire fino a due milioni di container aggiuntivi. Un obiettivo che richiede continuità, stabilità e coordinamento lungo tutta la catena logistica, dal terminal al retroporto, fino ai collegamenti ferroviari e autostradali verso l’Europa.

La prospettiva è ampia. Secondo uno studio McKinsey richiamato, in un intervento scritto, da  Paolo Costa, già presidente della Commissione trasporti del Parlamento europeo, entro il 2040 saranno necessari 36.000 miliardi di dollari di investimenti in infrastrutture di logistica e trasporto. Ma le risorse pubbliche, con la fine degli effetti del PNRR e la crescita della spesa per la difesa, si ridurranno.

Da qui la necessità di attivare partenariati pubblico-privati, anche dirottando verso porti e retroporti parte dei fondi pensione oggi vincolati ai venture capital.

Sul fronte geopolitico, il Forum ha messo in luce le tensioni che attraversano le rotte marittime globali. Il «fantasma» cinese - con la sua influenza crescente sui traffici e il possibile sviluppo della rotta artica - incombe come variabile di fondo. In questo quadro, l’Europa è chiamata a essere «più coraggiosa e più realistica», per evitare di perdere centralità rispetto alle nuove traiettorie del commercio mondiale.

Un pragmatismo che, secondo Fabio Regazzi, consigliere agli Stati e presidente dell’Unione svizzera delle arti e dei mestieri, deve diventare bussola anche per le piccole e medie imprese elvetiche. «In Svizzera - ha ricordato - oltre 600.000 aziende con meno di 250 dipendenti possono trarre vantaggio da accordi di libero scambio con India, Cina, Malesia e Mercosur». Una prospettiva che si intreccia con il futuro dei corridoi logistici nord-sud e con l’idea di un sistema integrato fra i porti liguri e le piattaforme svizzere.

Al dibattito hanno partecipato esperti e operatori di primo piano: Fabrizio Vettosi (VSL Club), Gabriele Corte (Ceresio Investors), Enrico Loewenthal (Equiter SGR), l’armatore Stefano Messina (Assarmatori) e, per la parte portuale, Gianluca Croce (Assagenti), Ignazio Messina (Gruppo Messina), Ugo Patroni Griffi, Juan Pablo Richards (Hapag-Lloyd) e Bruno Pisano, presidente dell’AdSP del Mar Ligure Orientale.

Rixi ha inoltre annunciato un check-up generale sulle concessioni portuali italiane, con l’obiettivo di uniformare criteri e tempistiche, favorendo una gestione più trasparente.

La sessione conclusiva, dedicata alle nuove rotte delle commodities, con gli interventi di Giovanni Colotto (Rocktree Italia), Vincenzo Romeo (Nova Marine Carriers) e Marco Fiori (Premud), ha chiuso il Forum con una riflessione condivisa: la logistica del futuro sarà meno lineare, più interconnessa, più esigente in termini di regole e governance.