L'incontro

La piazza finanziaria lancia un appello a Berna

Le tre associazioni bancarie svizzere chiedono regole proporzionate e un accesso più semplice al mercato europeo - Alberto Petruzzella (ABT): «La diversità è in realtà una forza»
Alberto Petruzzella, presidente dell'Associazione bancaria ticinese. ©Pablo Gianinazzi
Red. Economia
17.06.2026 19:55

Si è tenuto martedì 16 giugno a Berna un incontro promosso dalle associazioni bancarie di Ginevra, Ticino e Zurigo, in collaborazione con i rispettivi rappresentanti cantonali, rivolto ai membri del Parlamento federale e ad alti funzionari dell’Amministrazione. L’evento ha offerto un’importante occasione di confronto per sensibilizzare il mondo politico sul ruolo del settore finanziario per l’economia svizzera.

Sono intervenuti i presidenti delle tre associazioni - Denis Pittet (Fondation Genève Place Financière), Alberto Petruzzella (Associazione Bancaria Ticinese) e Patrick Müller (Zürcher Bankenverband) - insieme ai consiglieri di Stato responsabili dell’economia e delle finanze Carmen Walker Späh ed Ernst Stocker (Zurigo), Delphine Bachmann (Ginevra) e Christian Vitta (Ticino).

Aprendo i lavori, Alberto Petruzzella ha sottolineato la capacità di adattamento dimostrata dalla piazza finanziaria svizzera negli ultimi anni, nonostante sfide rilevanti quali la crisi finanziaria del 2008, il periodo dei tassi negativi, l’evoluzione del quadro fiscale internazionale e la crisi di Credit Suisse. «Questa resilienza non è frutto del caso, ma di modelli di business solidi, di una cultura della prudenza e di un ecosistema bancario diversificato», ha dichiarato.

Petruzzella ha inoltre richiamato l’attenzione sui progetti normativi attualmente in discussione a livello federale, sottolineando la necessità di un approccio regolamentare fondato sul principio della proporzionalità: «Le banche cantonali, le piccole istituzioni e i gestori patrimoniali indipendenti non possono essere trattati come UBS. La diversità del nostro sistema finanziario rappresenta una ricchezza, non un elemento da uniformare».

Nel suo intervento, il consigliere di Stato Christian Vitta ha evidenziato il ruolo strategico del settore finanziario per l’economia nazionale e, in particolare, per il Ticino, dove continua a generare occupazione qualificata, valore aggiunto e importanti entrate fiscali.

Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’accesso al mercato dell’Unione europea. Per il Ticino, storicamente orientato alla gestione patrimoniale internazionale e fortemente legato ai rapporti economici con l’Italia, la possibilità di offrire servizi finanziari transfrontalieri in un quadro giuridico chiaro e competitivo rappresenta una priorità strategica. In questo contesto, Vitta ha ribadito l’importanza di proseguire il dialogo con Bruxelles: «È fondamentale sviluppare il confronto sul piano tecnico e operativo, definire con chiarezza le prossime tappe e garantire un coinvolgimento strutturato dei Cantoni e degli attori del settore».