«La Svizzera resta attrattiva, ma il contesto è cambiato»

Il settore bancario in Svizzera ha sempre attirato l’attenzione globale, in particolare per le sue tradizioni di apertura internazionale, protezione della sfera privata e condizioni quadro stabili e trasparenti. Negli ultimi anni, tuttavia, il panorama è cambiato. Gli istituti finanziari, e con essi anche le banche estere presenti in Svizzera, si trovano ora ad affrontare nuove sfide e opportunità in un contesto internazionale in continua evoluzione. Della funzione degli istituti esteri e delle loro prospettive nei prossimi anni abbiamo parlato con Raoul Würgler, direttore dell’Associazione delle banche estere in Svizzera.
Negli anni passati, le banche estere erano attratte dalla Svizzera grazie a un quadro normativo interessante, con una regolamentazione comparativamente favorevole in materia di protezione della sfera privata. Un tempo considerato un pilastro della fiducia dei clienti, il famoso «segreto bancario» è stato messo in discussione, e in ambito fiscale è venuto meno, con l'introduzione dello scambio automatico di informazioni. Würgler tiene però a chiarire che «nonostante le percezioni popolari, il segreto bancario nel senso di segreto professionale rimane immutato». Per quanto riguarda la clientela estera, «i dati che vengono scambiati tra autorità fiscali sono chiaramente definiti dalla legge. Tutto ciò che viene scambiato è noto alla persona interessata, così come il formato delle informazioni inviate alle autorità straniere», spiega Würgler, precisando che «la legge svizzera continua a punire il banchiere che divulga dati sensibili». Le informazioni circolano per motivi di trasparenza fiscale, «ma rimane il valore della confidenzialità, che fa parte del valore aggiunto della consulenza finanziaria svizzera».
La fine del segreto bancario verso l’estero non è però l’unico fattore che ha cambiato il panorama bancario. C’è anche l’aspetto regolatorio. «La crescente presenza della Finma, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, ha contribuito a creare un contesto più impegnativo. Questo interventismo è percepito da alcune banche come una sfida, in particolare dopo la crisi di Credit Suisse», sottolinea Würgler. Secondo il direttore, l’attività della Finma ha avuto effetti diretti anche sulle banche estere, che devono ora confrontarsi con requisiti di conformità più estesi e complessi, talvolta penalizzanti per gli istituti più piccoli e indipendenti.

Un panorama diversificato
Oggi le banche estere rappresentano un terzo degli istituti bancari presenti in Svizzera. Si tratta di un aumento relativo rispetto al passato, quando la loro quota era attorno al 25%. Würgler osserva che molte di queste banche sono storicamente ben radicate in Svizzera: la più antica è presente nel Paese dal 1872. Offrono soprattutto servizi di consulenza e gestione patrimoniale, con una forte specializzazione sui mercati internazionali. «Questo aspetto è fondamentale, poiché le banche estere, a differenza degli istituti locali, possono contare su una rete globale e su una profonda conoscenza di mercati diversi».
Da qui nasce una competizione palpabile con le banche svizzere, ma anche una possibile complementarità. «Le banche estere possono fungere da partner strategici, portando in Svizzera la loro esperienza internazionale e la conoscenza dei mercati esteri. Inoltre, la loro presenza consente una maggiore diversificazione dei servizi e delle opportunità per i clienti, che possono accedere a competenze e offerte non sempre disponibili presso gli istituti locali», spiega Würgler.
La variabile digitalizzazione
La digitalizzazione sta rivoluzionando il settore bancario. La Svizzera aveva inizialmente mostrato un forte interesse per le tecnologie innovative, come dimostra la legislazione sulla tecnologia DLT e sulla blockchain. Essa attirava l’attenzione di tutto il mondo, che la considerava leader nel settore. Tuttavia, Würgler esprime preoccupazione per il fatto che il Paese stia perdendo questo vantaggio restando indietro rispetto ad altre giurisdizioni nell’adozione di nuove tecnologie, dall’intelligenza artificiale alle criptovalute. «All’estero le banche, spesso più agili e innovative, cercano di integrare queste tecnologie nei loro modelli di business; in Svizzera, invece, si scontrano con ostacoli normativi - come la forte protezione dei dati che impedisce il trattamento a livello trasfrontaliero - che rallentano il progresso. Questo divario potrebbe avere ripercussioni significative sulla competitività della piazza finanziaria svizzera nel lungo termine», afferma.
Un futuro da inventare
Würgler conclude sottolineando che, nonostante le sfide attuali, le banche estere hanno un ruolo cruciale nel futuro del sistema bancario svizzero. «Esse non solo offrono competenze e servizi che arricchiscono il mercato locale, ma contribuiscono anche a mantenere la Svizzera come un rilevante centro finanziario globale». Il settore bancario svizzero, aggiunge, deve adattarsi a un contesto normativo in evoluzione e a clienti che chiedono servizi sempre più digitalizzati e personalizzati. «La capacità delle banche di rispondere a queste sfide determinerà non solo la loro sopravvivenza, ma anche la salute complessiva del sistema finanziario svizzero».
Il panorama bancario in Svizzera è dunque in continua evoluzione, e le banche estere si trovano a un crocevia. «La capacità di adattarsi a un contesto normativo in cambiamento, di sfruttare le nuove tecnologie e di mantenere la fiducia dei clienti sarà fondamentale per il loro successo futuro». «Il settore bancario svizzero, con la sua ricca storia e tradizione di competenza, ha l’opportunità di rimanere un attore chiave nel panorama finanziario globale, a patto che le banche estere e locali collaborino, innovino e si adattino alle nuove realtà del mercato», conclude il dirigente.
