Convegno

La Svizzera ridisegna le regole della finanza digitale globale

Al «Point Zero Forum» di Zurigo si è discusso dell’impatto del «AI Act» europeo sui servizi finanziari, del futuro delle stablecoin e della «tokenizzazione» degli attivi come strumento per aprire i mercati di capitali ai privati
L'evento si è tenuto dal 23 al 25 giugno al Kongresshaus di Zurigo.
Andreas Grandi
27.06.2026 06:00

Dal prossimo 2 agosto entrerà in vigore l’Artificial Intelligence Act (AI Act), la normativa europea che riguarda l’identificazione automatizzata della clientela e alcuni servizi finanziari: crediti, scoring, assicurazioni, onboarding digitale, antifrode e sistemi di supporto alle decisioni. Sono tutti casi dove l’IA interviene su processi regolamentati.

Gli operatori svizzeri dovranno rispettare queste normative nelle loro relazioni con clientela UE. L’AI Act è stato uno dei temi del Point Zero Forum (PZF 2026), tenutosi questa setttimana a Zurigo, dove circa millecinquecento professionisti hanno esaminato l’affidabilità delle transazioni finanziarie nell’era digitale.

Tre sono gli obiettivi su cui si è concentrato PZF 2026. Il primo, l’IA applicata alle decisioni finanziarie. La decisione automatizzata di transazioni, prestiti o movimentazione di fondi può comportare errori non imputabili all’intervento umano, mentre le istituzioni finanziarie devono tuttavia procedere con aggiornamenti infrastrutturali prima che le norme siano definitive.

Altra questione riguarda le stablecoin, le valute digitali ancorate a una moneta fiat. Il 97% di questo mercato è denominato in dollari. Dal 2025 il Markets in Crypto-Assets (MiCA) dell’UE regola le criptoattività, ma non ha prodotto alternative europee credibili. A Zurigo, Agustín Carstens, ex direttore della Banca dei regolamenti internazionali, noto criptoscettico, ha invece riconosciuto che un quadro normativo adeguato permetterà alle stablecoin di affermarsi come strumento finanziario ordinario.

Infine, si è comparato il mercato dei capitali UE e USA. Mentre la capitalizzazione azionaria americana è pari al 270% del PIL statunitense, quella UE è ferma al 73% del PIL della eurozona, cui si aggiungono undici mila miliardi di euro parcheggiati in depositi bancari. La strategia Savings and Investments Union della Commissione europea è prossima a mobilitare questa liquidità, in particolare tramite la tokenizzazione degli attivi, ovvero la conversione di titoli, fondi o immobili in unità digitali scambiabili su infrastrutture digitali. Questo consentirà di aprire ai privati mercati oggi riservati agli operatori professionali e di abbattere i costi delle transazioni finanziarie.

Il Forum zurighese ha anticipato anche due innovazioni nella operatività fintech. GFTN e la americana Fintech Foundation hanno annunciato il Fintech Regulatory Futures Index (FRFI), con metodologia aperta a regolatori, accademici e operatori di mercato. FRFI permetterà alle amministrazioni pubbliche di tracciare in modo comparato eventuali lacune normative e agli operatori di recepire gli orientamenti globali delle procedure di compliance.

Parimenti, Chainlink, fra le piattaforme digitali più utilizzate in ambito istituzionale, grazie a un consorzio di banche multinazionali ha annunciato il Progetto Pangea. Questo consentirà il regolamento istantaneo di bonifici internazionali, il cosiddetto T+0, integrandolo con una comunicazione automatica di tutte le informazioni che giustificano la transazione.

PZF 2026 ha confermato la Svizzera come hub neutrale per le procedure digitali di nuova generazione, un posizionamento che offre all’ecosistema finanziario elvetico, Lugano inclusa, vantaggi concreti nella convergenza globale in corso.