Le aziende svizzere investono di più all’estero

Le società con sede in Svizzera hanno investito lo scorso anno 61 miliardi di franchi all’estero, il doppio rispetto al 2017. Degli investimenti totali, circa i tre quarti (47 miliardi) provenivano dal terziario.
A incrementare la propria esposizione estera, prevalentemente tramite partecipazioni, sono state soprattutto le imprese del commercio (32 miliardi) e le società finanziarie e holding (13 miliardi), indica la Banca nazionale svizzera in un comunicato. Anche le imprese industriali, trainate dal comparto della chimica e della plastica, hanno investito 13 miliardi.
Principale destinataria degli investimenti è stata l’Europa (64 miliardi) e in particolare l’Irlanda e il Lussemburgo, importanti sedi di società holding, nonché il Regno Unito. Le società residenti nella Confederazione hanno comunque investito in larga misura anche in America centrale e meridionale (18 miliardi) e in Asia (5 miliardi), mentre hanno rimpatriato fondi dalle loro affiliate negli Stati Uniti (12 miliardi).
A fine 2018 gli investimenti diretti all’estero erano di 1.4 67 miliardi di franchi, di cui 1.312 miliardi (89%) sotto forma di partecipazioni e 154 miliardi (11%) di crediti infragruppo. A detenere lo stock di capitale di gran lunga più cospicuo, pari a 622 miliardi di franchi (42%), erano le società finanziarie e holding, seguite dal settore della chimica e delle materie plastiche (187 miliardi; 13%). I redditi di tali investimenti sono cresciuti nel periodo in esame di 6 miliardi di franchi, a 104 miliardi.
La BNS nota inoltre che per la prima volta dal 2005 in Svizzera si è registrato lo scorso anno un rimpatrio netto di fondi da parte degli investitori esteri, pari a 52 miliardi di franchi. La causa scatenante è stata una riforma fiscale negli Stati Uniti, che ha incentivato le società capogruppo statunitensi a ritirare dalle affiliate attive in Svizzera una parte delle riserve di capitale proprio.