Fiscalità

"L'imposta minima globale dell'OCSE è da abolire"

Un studio dell'Università di San Gallo svolto per conto delle Swiss American Chamber sostiene che la misura non svolge più il ruolo di protezione da una tassazione supplementare all'estero
©Chiara Zocchetti
Red. Economia
18.05.2026 11:00

Un nuovo studio dell’Istituto di diritto ed economia dell’Università di San Gallo raccomanda di abolire già nel 2026 l’attuazione svizzera dell’imposta minima OCSE. Secondo l’analisi, le condizioni geopolitiche ed economiche sono cambiate in modo sostanziale rispetto al referendum del 2023, tanto da rendere la misura meno utile per la piazza svizzera e potenzialmente più costosa che vantaggiosa.

Lo studio, commissionato dalla Swiss-American Chamber of Commerce e firmato dal professor Peter Hongler con il suo team, sostiene che l’imposta minima, introdotta volontariamente dalla Svizzera nel 2024, non svolge più il ruolo originario di protezione contro una tassazione supplementare all’estero. Al suo posto, gli autori propongono di valutare una soluzione puramente nazionale, una cosiddetta Domestic Minimum Top-Up Tax (DMTT).

Tra le principali critiche figurano i rischi giuridici. Gli autori ritengono che l’attuale impianto dell’imposta minima presenti incertezze rispetto al principio di legalità e sollevi dubbi anche sulla sua compatibilità con l’articolo 129a della Costituzione federale. Una decisione del Tribunale federale, osservano, potrebbe arrivare solo tra due e cinque anni, lasciando nel frattempo imprese e Stato in una situazione di incertezza.

Lo studio segnala inoltre possibili effetti finanziari negativi. Se le regole svizzere venissero contestate o se il Side-by-Side Package a favore degli Stati Uniti riducesse l’attrattiva della Svizzera, le perdite fiscali potrebbero superare i benefici dell’imposta minima. Gli autori vedono infine nel trattamento preferenziale riservato alle società statunitensi un problema di parità di trattamento.

Nel documento vengono infine delineati quattro scenari: mantenere il sistema attuale, adattarlo all’interno del quadro OCSE, abolirlo senza sostituzione oppure abolirlo introducendo una DMTT interna. Secondo gli autori, l’ultima opzione sarebbe la più equilibrata, perché combinerebbe sovranità fiscale, certezza del diritto e protezione delle imprese svizzere.