Congiuntura

L'industria è sotto la soglia di espansione economica

Gli indici PMI mostrano un miglioramento del settore terziario e un'attenuazione della contrazione manifatturiera, mentre l'indicatore del KOF segnala prospettive occupazionali
©Chiara Zocchetti
Generoso Chiaradonna
02.02.2026 21:39

Emergono primi segnali di cauto miglioramento per l’economia svizzera, anche se il quadro rimane disomogeneo tra settori e ancora fragile sul fronte industriale. A indicarlo sono da un lato gli indici PMI (i direttori degli acquisti, ndr) elvetici, dall’altro l’indicatore dell’occupazione del KOF (l’istituto congiunturale del Politecnico di Zurigo, ndr), che mostrano un rafforzamento delle prospettive nei servizi e nel mercato del lavoro. Secondo i dati pubblicati da UBS sulla base del sondaggio dell’associazione Procure.ch, in gennaio l’indice PMI dell’industria si è attestato a 48,8 punti, in aumento di 2,4 punti rispetto a dicembre. Il parametro resta tuttavia per il 37. mese consecutivo sotto la soglia di crescita fissata a 50 punti, segnalando una fase di contrazione che, seppur attenuata, non è ancora superata. Il dato risulta comunque migliore delle attese degli analisti interpellati dall’agenzia Awp, che indicavano un intervallo compreso tra 47 e 48 punti.

I servizi tengono

Più favorevole la situazione nel terziario: il PMI dei servizi è salito a 53,8 punti, anch’esso in progressione mensile di 2,4 punti. L’indice si colloca così in zona di espansione e supera le previsioni degli economisti, che stimavano valori tra 50 e 52,5 punti. In entrambi i comparti resta però sotto osservazione il segmento dell’impiego. Nell’industria il sottoindice è rimasto stabile a 47,3 punti, mentre nei servizi è sceso a 45,1 punti (-0,6), segnalando una certa prudenza delle imprese sul fronte delle assunzioni. Dal sondaggio emerge anche attenzione verso il contesto internazionale: un’azienda su quattro si aspetta un aumento delle tendenze protezionistiche nei prossimi dodici mesi, una quota superiore di 7 punti percentuali rispetto a dicembre. La maggioranza delle imprese prevede comunque un impatto invariato delle barriere commerciali, mentre solo una minoranza ipotizza un allentamento.

Un termometro per gli esperti

Gli indici PMI, nati negli Stati Uniti negli anni Trenta e oggi tra i principali termometri congiunturali a livello globale, misurano il sentimento dei responsabili degli acquisti aziendali e vengono generalmente pubblicati il primo giorno feriale del mese, come avvenuto in questo caso. Indicazioni in parte più incoraggianti arrivano dal mercato del lavoro. L’indicatore dell’occupazione calcolato dal KOF, il centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo, si è attestato nel primo trimestre 2026 a 2,4 punti, in aumento di 1,1 punti rispetto al trimestre precedente, tornando così sopra la media pluriennale. Dopo il picco di metà 2022, il parametro era diminuito per circa tre anni, scivolando in territorio negativo nel terzo trimestre 2025 per la prima volta dalla pandemia. La ripresa è iniziata nell’ultimo trimestre dello scorso anno e sta ora proseguendo. L’indice si basa sulle risposte di 4.500 aziende. La quota di imprese che prevede di aumentare l’organico nei prossimi tre mesi supera quella di chi intende ridurlo, anche se il quadro resta differenziato tra comparti: le costruzioni appaiono il settore più dinamico, mentre commercio all’ingrosso e al dettaglio mostrano maggiori difficoltà. Nel complesso, i dati delineano un’economia che tenta di stabilizzarsi grazie al sostegno dei servizi e a un graduale miglioramento delle aspettative occupazionali, mentre l’industria continua a rappresentare l’anello debole in un contesto esterno percepito ancora come incerto.