Politica monetaria

Lo shock all'offerta energetico «è enorme»

La presidente della Bce Christine Lagarde: «Quando gli storici guarderanno indietro a questo periodo, ciò che emergerà sarà la sua assoluta implacabilità»
© KEYSTONE (FILIP SINGER)
Ats
20.04.2026 19:58

Lo shock all'offerta energetico «è enorme» con una perdita netta stimata in 13 milioni di barili al giorno prima che intervenisse il blocco UA dello stretto di Hormuz, ma «finora non abbiamo visto un rialzo sufficiente dei prezzi energetici da metterci chiaramente sullo scenario avverso».

Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde a Berlino. «La doppia incertezza, sulla durata dello shock e l'ampiezza delle ripercussioni (inflazionistiche, ndr) richiede di raccogliere più informazioni prima di trarre conclusioni nette di politica monetaria», ha detto Lagarde.

«Assoluta implacabilità»

«Quando gli storici guarderanno indietro a questo periodo - ha detto Lagarde parlando al ricevimento annuale dell'Associazione delle banche tedesche - ciò che emergerà sarà la sua assoluta implacabilità: una pandemia senza precedenti da una generazione, seguita da una guerra terrestre sul nostro continente, poi dalla peggiore crisi energetica degli ultimi 50 anni, e quindi dai più ampi aumenti dei dazi dagli anni Trenta. E ora un conflitto militare che ha bloccato il più importante punto di strozzatura energetico del mondo, lo Stretto di Hormuz».

«Ogni uno di questi shock ha strappato via qualcosa che l'Europa aveva dato per scontato: un approvvigionamento sicuro di energia a basso costo, un rapporto commerciale prevedibile con gli Stati Uniti, le basi della nostra sicurezza militare post-bellica», ha detto Lagarde. «Se il conflitto si risolve rapidamente, lo shock diretto sui prezzi dell'energia potrebbe rivelarsi meno grave del previsto, e l'impatto economico sarebbe contenuto. Le prospettive, tuttavia, restano fragili - e scenari peggiori sono ancora possibili. Ogni giorno che il conflitto prosegue, il divario tra domanda e offerta di energia si allarga e più lunga diventa la normalizzazione. E più a lungo dura l'interruzione, più si estendono i suoi effetti - non solo attraverso costi energetici più alti, ma anche con la perdita di input critici».

Selettività necessaria

Lagarde si è anche soffermata sulle misure, fatte col bilancio pubblico, per attutire lo shock energetico su famiglie e imprese. «I governi sono sotto forte pressione per ammortizzare l'impatto sulle famiglie quando i prezzi dell'energia schizzano. Ma quando tali misure sono ampie e senza limiti di tempo, il pubblico non ha incentivi a ridurre il consumo energetico». Inoltre «lo spazio fiscale si è ridotto da allora. I governi che cercano di ammortizzare ogni shock per ogni famiglia rischiano di minare la sostenibilità fiscale a proprio discapito». Tutto ciò, secondo la presidente della Bce, «rende la selettività non solo auspicabile, ma necessaria. La lezione del 2022 è chiara: un sostegno temporaneo, mirato e che preservi il segnale dei prezzi può proteggere i più vulnerabili senza peggiorare l'inflazione o destabilizzare le finanze pubbliche».