Riorganizzazione

Migros, maxi-riassetto: dieci cooperative verso un’unica regia

Le amministrazioni approvano il progetto, ma la parola finale spetta ai soci – La votazione è prevista a metà 2027 – Cambiamenti ai vertici, «non ci saranno licenziamenti per motivi organizzativi almeno fino alla metà del 2028»
© keystone/Michael Buholzer
Red. Online
26.10.2026 10:37

La novità era attesa ed è arrivata. Le dieci cooperative regionali Migros e la Federazione delle cooperative vogliono riunirsi in una «Cooperativa di gruppo». Le rispettive amministrazioni hanno approvato all’unanimità il progetto, che dovrà però essere sottoposto al voto dei circa 2,3 milioni di soci: la decisione definitiva è attesa a metà del 2027.

La nuova struttura dovrebbe coordinare le sette unità commerciali del gruppo: Migros Supermercati, Migros Industrie, Denner, Migrol/migrolino, Digitec Galaxus, Banca Migros e Medbase. Le aziende continuerebbero a operare autonomamente, mentre l’attività dei supermercati verrebbe gestita a livello nazionale da un’unica entità. Migros sostiene che una struttura più snella permetterà di decidere più rapidamente e investire in modo mirato, a beneficio della clientela e della competitività del gruppo.

La conferenza stampa

La regionalità resta

Il cambiamento, assicura Migros, non dovrebbe modificare l’esperienza nei negozi: filiali, personale e prodotti resteranno gli stessi. L’azienda intende inoltre mantenere una forte presenza nelle regioni e continuare a proporre le specialità locali, tra cui i prodotti «Nostrani del Ticino».

Per rappresentare i territori sono previsti sei consigli regionali, uno dei quali per la Svizzera italiana e uno per quella francofona. I consigli raccoglieranno le richieste delle rispettive regioni ed eleggeranno i delegati all’assemblea nazionale.

I posti di lavoro

La riorganizzazione riguarderà soprattutto le strutture amministrative e dirigenziali delle cooperative e della Federazione. Migros afferma che, nelle cooperative regionali, non ci saranno licenziamenti per motivi organizzativi almeno fino a metà 2028. Dove «si renderanno necessari cambiamenti», il gruppo dichiara che cercherà, per quanto possibile, soluzioni di ricollocamento al proprio interno. Le società affiliate non sono interessate dal riassetto.

Cambio ai vertici

La trasformazione comporterà anche cambiamenti ai vertici. Mario Irminger, presidente della Direzione generale della Federazione delle cooperative Migros, e Peter Diethelm, CEO di Migros Supermercati SA, lasceranno i rispettivi incarichi con l’avvio della nuova struttura, così da permettere ai successori di seguire il progetto per tutta la sua durata. Il processo per individuare i nuovi dirigenti è già stato avviato; Diethelm continuerà ad accompagnare la trasformazione in una funzione di supporto fino alla fine del 2028.

Il comunicato non quantifica eventuali risparmi né indica un numero di posti che potrebbero essere soppressi. Migros afferma che il nuovo assetto dovrà garantire il successo del gruppo nel lungo periodo e tutelare l’occupazione dei circa 80 mila collaboratori in Svizzera.

«Una giornata storica»

«Quella di oggi è una giornata storica per la Migros», ha dichiarato in conferenza stampa la presidentessa dell’amministrazione, Ursula Nold, prima di ringraziare i partenti Irminger e Diethelm. «Migros è parte integrante della Svizzera, come la democrazia e le nostre alpi». «Mai prima d’ora tutti e 11 i presidenti delle 11 cooperative si sono presentati insieme davanti ai media», ha aggiunto Nold. La decisione presa all'unanimità «dimostra che siamo in grado di agire e di affrontare le sfide in modo compatto. L'obiettivo è chiaro: vogliamo rendere la Migros nuovamente più agile, attraente ed efficiente, a beneficio di tutti e sulla solida base dei nostri valori cooperativi». «Il mondo sta cambiando rapidamente. I clienti si aspettano prezzi interessanti e sempre più innovazione», ha proseguito la presidentessa. «Per questo, abbiamo definito la nostra strategia e snellito il nostro portafoglio con la vendita dei negozi specializzati».

«Nessun allontanamento dai nostri valori»

Nold ha anche voluto precisare che quanto deciso non rappresenta un allontanamento dai valori del gigante arancione. «Al contrario, rafforzeremo il nostro spirito cooperativo. Tutti i soci saranno quindi titolari della nuova cooperativa di gruppo». Come detto, lo scopo è rendere Migros «più semplice, più forte e pronta per il futuro». Per quanto concerne il discorso relativo ai posti di lavoro «adempiremo alla nostra responsabilità sociale». E se dovessero verificarsi licenziamenti, si cercheranno soluzioni di ricollocamento all’interno dell'azienda. «La vicinanza ai clienti, ai fornitori, alle cooperative e alle autorità è e rimane una caratteristica fondamentale della Migros», ha sottolineato Nold.

La situazione ticinese

Successivamente, hanno preso la parola i vari leader regionali. «Il Ticino dispone di una propria cultura e di una propria tradizione di consumi», ha dichiarato Gianni Roberto Rossi, presidente del Cda di Migros Ticino. Allo stesso tempo, in quanto regione di confine, «viviamo in modo particolarmente diretto la concorrenza con l’Italia e le ripercussioni del turismo degli acquisti. La nuova struttura rispetta la nostra autonomia regionale e nel contempo ci conferisce la forza di una Migros che agisce in modo coeso e coordinato a livello nazionale». Per il Ticino tale legame tra identità locale e forza collettiva «è fondamentale».

Parola al partente

«Sono convinto che sia il momento giusto per passare il testimone. Adesso occorrono nuove energie che portino avanti il processo; Peter Diethelm e io non siamo le persone giuste, perché nel 2027 avremo entrambi 62 anni. Ci impegneremo entrambi per convincere tutti i soci che questo cambiamento epocale è giusto», ha spiegato Irminger, secondo cui la nuova organizzazione non avrà grandi ripercussioni sulla clientela: «Le persone continueranno a recarsi nei punti vendita a loro familiari, dove incontreranno i collaboratori che conoscono, e potranno continuare ad acquistare i prodotti regionali». A lungo termine, la struttura più snella offrirà grossi vantaggi, quali prezzi più bassi.

«La riduzione dei posti di lavoro e i licenziamenti non sono l’obiettivo della nuova struttura», ha chiarito a sua volta. «Garantiamo che fino alla metà del 2028 non ci saranno licenziamenti dovuti alla nuova struttura». A lungo termine, tuttavia, potrebbero verificarsi singoli tagli di posti di lavoro. «Laddove ciò dovesse verificarsi, l’obiettivo è quello di ricollocare i collaboratori all’interno del Gruppo Migros e di fare affidamento sul normale turnover».

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