L'intervista

Quelli di BancaStato sono risultati solidi che si collocano sul podio della serie storica

Fabrizio Cieslakiewicz, Presidente della direzione generale e Michela Ferrari-Testa, presidente del CdA, commentano i conti dell'istituto di credito cantonale
©Gabriele Putzu
Generoso Chiaradonna
13.03.2026 23:09

Risultati solidi e volumi in crescita per BancaStato nonostante un contesto di mercato difficile. Al netto degli esercizi 2023 e 2024 ritenuti «irripetibili», si conferma la crescita pluriennale dei ricavi. Il risultato d’esercizio sfiora i 111 milioni di franchi, mentre l’utile di Gruppo - al netto delle riserve - raggiunge i 60,1 milioni e il versamento al Cantone raggiunge i 57,4 milioni. In crescita anche i crediti ipotecari (12,8 miliardi; +3,6%) e i patrimoni gestiti saliti a 24,1 milinardi.

La direzione: «Il margine commerciale è diminuito, non i volumi»

L’anno scorso il risultato da operazioni su interessi è diminuito del 12,7%, anche a causa della discesa del tasso direttore della BNS fino allo 0%. Quali leve operative avete per difendere i margini nei prossimi anni in uno scenario di tassi bassi?
«È vero, durante il 2025 il progressivo abbassamento del tasso direttore sino all’attuale 0% ha ridotto il nostro margine commerciale sui crediti ipotecari. Ciò ha inciso sui ricavi da interessi, anche se l’andamento è stato controbilanciato dall’accorta politica di rifinanziamento adottata dall’Istituto, da un aumento dei volumi creditizi e da un contestuale risparmio sul lato degli oneri da interessi. È una situazione con cui dovremo molto probabilmente continuare a confrontarci anche nel 2026 e oltre. E in quest’ottica si rivelerà dunque importante proseguire a rifinanziarci in maniera appropriata, ampliare i crediti a bilancio e accrescere la diversificazione dei ricavi».

Fabrizia Cieslakiewicz, PDG
Fabrizia Cieslakiewicz, PDG

Il 2023 e il 2024 sono stati definiti anni «eccezionali e irripetibili». Dobbiamo aspettarci che per BancaStato inizi una fase di risultati più modesti nei prossimi anni?
«Da un certo punto di vista sì, è uno scenario da prendere in considerazione. Ma intendiamoci: si tratterebbe più che altro di una “normalizzazione” della crescita dopo anni di grandi aumenti reddituali innescati da fattori di mercato. Una normalizzazione che, ad ogni modo, si situerebbe pur sempre ad alti livelli storici, come dimostrato dal paragone con il 2022 o 2021. Basti pensare che il versamento al Cantone è aumentato del 32% in cinque anni. Dunque, potranno anche essere risultati più modesti, ma pur sempre importanti e ragguardevoli».

La crescita dei crediti ipotecari continua (+3,6% arrivando a 12,8 miliardi). Se nei prossimi anni il mercato immobiliare ticinese dovesse raffreddarsi o correggere, quanto sarebbe esposta la banca e quanto margine di sicurezza avete costruito?
«È bene precisare che la gestione del rischio nell’ambito della concessione di ipoteche è un pilastro imprescindibile della nostra attività. Anche il mercato immobiliare ticinese, come tutti i mercati, è passibile di ipotetiche fasi di raffreddamento o contrazione, ma è proprio per evitare un impatto sulla nostra esposizione creditizia che nell’ambito della concessione di un’ipoteca viene applicato un sistema di calcolo particolarmente prudenziale, che si basa non solo su un valore di stima il più oggettivo possibile dell’immobile, ma anche su accurate valutazioni in merito alla capacità creditizia del richiedente. Viene anche applicato un tasso di interesse chiamato “teorico”, ben al di sopra di quello di mercato, proprio per simulare gli scenari peggiori. Va inoltre precisato che la maggior parte dei nostri crediti rientra nell’uso abitativo ed è tecnicamente “in primo rango” per quanto attiene l’anticipabilità. Questi elementi, determinano un portafoglio creditizio sano, che tra l’altro sottoponiamo regolarmente a “stress test” proprio per accertarci della sua tenuta in ipotetici contesti di mercato particolarmente avversi».

Avete rafforzato la struttura organizzativa e la gestione del rischio, con costi di esercizio in aumento. Si tratta di investimenti legati soprattutto alla regolamentazione bancaria o anche alla trasformazione digitale della banca?
«È una misura principalmente figlia delle grandi crescite avvenute negli ultimi anni e che hanno anche portato al passaggio di categoria 3 di vigilanza della Finma. La nostra Banca vuole continuare a disporre di centri di competenza forti e delle risorse necessarie a garantire la giusta prontezza di risposta per le sfide attuali e future in termini di regolamentazione, di gestione del rischio, di inclusione di necessari sviluppi in termini di prodotti e servizi. Tutto ciò è valido anche per quanto attiene alla trasformazione digitale».

La presidenza: «Abbiamo un preciso mandato pubblico»

Il versamento al Cantone resta molto elevato, 57,4 milioni, nonostante il calo dell’utile. Come si bilancia, a livello di governance, l’esigenza di remunerare il Cantone con quella di rafforzare la banca per il futuro?
«Siamo una Banca che agisce in un mercato agguerrito ma alla luce di un preciso mandato pubblico. In un tale quadro, il versamento al Cantone è per noi di importanza cruciale e rappresenta forse l’aspetto più visibile ed emblematico del nostro ruolo; ma proprio per garantire un approccio di lungo corso e poter affrontare efficacemente il futuro, è essenziale che tutto ciò avvenga in quadro di solidità. Ecco perché negli ultimi anni abbiamo sempre cercato di far convergere in maniera virtuosa tali due aspetti, coniugando ragguardevoli attribuzioni a riserve per rischi bancari con importanti versamenti alle casse pubbliche».

Negli ultimi anni il gruppo è cresciuto molto nei patrimoni gestiti e nei crediti. Qual è la priorità strategica per i prossimi anni: consolidare la vostra importante posizione in Ticino o sviluppare ulteriormente attività oltre il mercato cantonale?
«Il mercato di riferimento di BancaStato è il Cantone Ticino e non è nostra intenzione modificare tale approccio. Questo è un punto fermo che va di pari passo con la nostra volontà di consolidare il nostro posizionamento in Ticino e svilupparvi ulteriormente gli affari. Non a caso, è uno dei punti centrali della strategia aziendale che abbiamo varato proprio per il triennio 2025-2027 e che ha già imboccato il sentiero prefissato».

BancaStato sostiene numerose iniziative locali e negli ultimi cinque anni ha destinato oltre 20 milioni a sponsorizzazioni. Come vede evolvere il ruolo di una banca cantonale nel sostenere l’economia e la società ticinese nei prossimi anni?
«A prescindere dal versamento al Cantone – per quanto sia un elemento importante – assolvere il mandato pubblico significa per noi anche conseguire i risultati finanziari in una maniera che crei il maggior valore per il territorio. Ciò avviene all’insegna dei nostri valori aziendali, che sono vicinanza, competenza, responsabilità ed efficienza: ingredienti fondamentali per continuare a nutrire la fiducia dei ticinesi. Proprio il sostegno alle iniziative locali di carattere sportivo, culturale o benefico è uno splendido esempio di come interpretiamo a tutto tondo il nostro impegno per il territorio. Da un punto di vista prettamente contabile tale sostegno – parliamo per l’appunto di milioni di franchi ogni anno – è un costo che incide sull’utile. Tuttavia, per noi è un vero e proprio investimento in termini di mantenimento e creazione di ricchezza socioculturale, aggregativa o sportiva: una ricchezza a cui è difficile assegnare un chiaro importo monetario, ma che per noi racchiude un valore enorme. A mio modo di vedere il ruolo di un istituto come BancaStato resterà sempre il medesimo: operare secondo il mandato pubblico, continuando a prodigarsi per assolverlo al meglio».

* Presidente della direzione generale di BancaStato
** Presidente del CdA di BancaStato

Un versamento «utile e benvenuto» per il Cantone Ticino

Per il territorio 5,5 milioni

«Il versamento di BancaStato è benvenuto, necessario e soprattutto utile». Sono le parole di Christian Vitta, consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia, intervenuto alla conferenza stampa sui conti di BancaStato. Fabrizio Cieslakiewicz, presidente della direzione generale, ha ricordato come quello del 2025 sia comunque un buon esercizio si si fa astrazione dai risultati «eccezionali e irripetibili» dei due anni precedenti. I tassi a zero della BNS - ha ricordato Cieslakiewicz - non aiutano i margini. In ogni caso, ha commentato Michela Ferrari-Testa, il dividendo per il Cantone è di oltre 57 milioni, 191 franchi per abitante. A questo bisogna aggiungere i 5,5 milioni che ogni anno vanno a sostegno di eventi culturali e associazioni del territorio. Importante anche il ruolo di datore di lavoro. Dal 2021 a oggi i collaboratori sono passati da 391 a 621 (+230).

Marco Tini lascia Axion

Il presidente della direzione generale di Axion Swiss Bank, interamente partecipata da BancaStato, lascerà la guida dell’istituto attivo nel Private Banking dopo dieci anni per perseguire altri interessi personali. Il contributo agli utili di Gruppo di Swiss Axion Bank è stato pari a 15 milioni di franchi, cifra che si colloca a livelli molto alti se si tiene conto che in dieci anni sono stati conseguiti utili per 98 milion di franchi, 84 dei quali negli ultimi cinque anni.