Riassetto totale in casa Migros: «Passo storico»

Migros cambia marcia e decide di riorganizzarsi per affrontare in modo più agguerrito le sfide del futuro. È quanto annunciato dai dirigenti della Federazione svizzera e dai rappresentanti regionali in una conferenza tenuta in mattinata a Berna. Secondo quanto riferito, le amministrazioni delle dieci cooperative regionali e della Federazione delle cooperative Migros hanno deciso all’unanimità di riunirsi in una sola Cooperativa di gruppo.
Il nuovo orientamento strategico dovrà essere approvato dai soci delle singole cooperative regionali, che attualmente sono 2,3 milioni. Le votazioni avverranno a metà 2027, e, per essere accettata, questa proposta dovrà ottenere i due terzi dei voti di ogni cooperativa, con almeno il 25% dei soci presenti, e dovrà essere accolta in modo unanime da tutte le cooperative. Se i soci anche di una sola cooperativa rifiuteranno il progetto, questo dovrà essere ripensato.
Vantaggi per la clientela
Quest'oggi a Berna Ursula Nold, presidente della Federazione delle cooperative Migros, ha affermato che la realizzazione del progetto offrirà vantaggi alla clientela, ai soci e ai collaboratori. Durerà diversi anni, ma già da metà 2027 è previsto il ritiro del numero uno Mario Irminger, in carica dal 2023, e del responsabile dei supermercati Peter Diethelm. Entrambi avranno allora 62 anni.
«Migros - ha detto - è parte integrante della Svizzera, proprio come la democrazia diretta e le Alpi. Grazie a questa stabilità, ha costruito una relazione di fiducia con la popolazione di tutte le regioni del Paese. È proprio questo rapporto a rendere Migros un marchio eccezionale. Inoltre, disponiamo di una situazione finanziaria molto solida, che ci permette di affrontare questo cambiamento in modo efficiente».
L’obiettivo è di creare una Migros in grado di prendere decisioni più rapidamente, investire in modo più mirato e garantire la propria competitività nel lungo periodo. Per questo, in futuro, l’attività dei supermercati a livello nazionale sarà gestita da un unico soggetto, mantenendo una forte presenza in tutte le regioni della Svizzera.
Un piano sociale
«Chiaramente, questa ristrutturazione crea dell’insicurezza fra i dipendenti, ma sottolineiamo che il nostro obiettivo non è ridurre gli effettivi, ma rendere la federazione più forte. Per la maggior parte dei collaboratori, come per esempio per le persone nel settore vendita, non cambierà niente. Ci assumeremo le nostre responsabilità sociali, e cercheremo di evitare licenziamenti con la fluttuazione naturale e le opportunità all’interno del gruppo».
Tutte le dieci cooperative regionali hanno approvato la proposta, e i presidenti di tutte le cooperative erano presenti alla conferenza stampa per esprimere la loro approvazione del progetto. Gianni Roberto Rossi, presidente della Cooperativa Migros Ticino, ha affermato: «Come sapete, il Ticino è una regione linguistica a parte, e dispone della sua cultura e della sua tradizione di consumo. Inoltre, come regione di confine risentiamo in maniera particolare della concorrenza dell’Italia e delle ripercussioni del turismo degli acquisti. La nuova struttura rispetta la nostra autonomia regionale e allo stesso tempo ci dà la forza di una Migros che agisce in maniera coerente e coordinata a livello nazionale. In particolare per il Ticino questo legame fra identità locale e forza collettiva è fondamentale».
«L’obiettivo non è ridurre il personale»
Ogni progetto di ristrutturazione crea timori dal punto di vista occupazionale. Cosa possiamo aspettarci dal nuovo progetto della Migros? I dirigenti della Federazione oggi a Berna sono stati abbastanza rassicuranti. Mario Irminger, presidente della Direzione generale della Federazione, ha affermato che ora è ancora troppo presto per sapere cosa succederà a livello di personale, anche perché si aspetta che il progetto venga approvato dai soci delle 10 cooperative a metà 2027. «Comunque - ha assicurato - non prevediamo di ridurre i posti di lavoro, ma piuttosto abbiamo l’intenzione di assumere più persone. Chiaramente, a livello di management ci sono delle strutture parallele che in futuro verranno ottimizzate. Comunque, attraverso la fluttuazione naturale del personale, circa 10 mila persone lasciano la Migros ogni anno. Questo dovrebbe permetterci di collocare all’interno della Migros chi deve essere spostato. Per questo non prevediamo licenziamenti. A livello regionale non ci saranno licenziamenti legati a questo progetto almeno fino a metà 2028. Le filiali non saranno toccate».
