Ryanair chiude con un utile record, ma preoccupano i costi in crescita

Ryanair ha chiuso l'anno fiscale con un utile netto record pari a 2,26 miliardi di euro (al netto delle voci straordinarie), in aumento del 40% rispetto agli 1,61 miliardi di un anno fa. In crescita anche in passeggeri trasportati. Fra marzo 2025 e marzo 2026, il numero di viaggiatori a bordo degli aerei della compagnia low-cost irlandese è infatti salito del 4% a 208,4 milioni di unità, nonostante i ritardi nella consegna di 29 velivoli B-8200. L'indice di riempimento si è mantenuto al 94%.
Il fatturato del gruppo è aumentato dell'11% a 15,54 miliardi. I ricavi programmati sono cresciuti del 14% a 10,56 miliardi, grazie a un aumento del traffico del 4% con tariffe superiori del 10%. I ricavi accessori hanno registrato un incremento del 6% a 4,99 miliardi (24 euro per passeggero). «Con la consegna di tutti i 210 B-8200 "Gamechanger", gli altri ricavi sono diminuiti a causa di un significativo calo dei compensi per i ritardi di consegna nell'esercizio 2026. Sebbene i nostri avvocati siano fiduciosi che la sanzione infondata inflitta dall'AGCM italiana nel dicembre 2025 verrà ribaltata in appello, un accantonamento straordinario di 85 milioni di euro (circa il 33% della sanzione di 256 milioni di euro) è incluso come onere straordinario nei risultati», ha dichiarato Michael O'Leary, CEO del gruppo, citato in una nota.
O'Leary CEO tra i più longevi dell'aviazione
Nel frattempo, «sono quasi arrivate alla conclusione» le trattative tra il CdA di Ryanair e il CEO Michael O'Leary per prorogare fino all'aprile 2032 il contratto del manager in scadenza nel 2028. Lo scrive la società nella nota sui risultati precisando che «nei prossimi giorni» inizierà la fase di consultazione con i principali azionisti istituzionali del gruppo. In base al nuovo contratto proposto, O'Leary avrà una opzione di acquisto su 10 milioni di azioni Ryanair al prezzo di mercato, prima del recente calo legato alla guerra in Iran, ma questa opzione è esercitabile solo al raggiungimento di target «molto ambiziosi» dell'utile netto o di crescita del prezzo delle azioni.
O'Leary è CEO dal 1994. Se restasse al comando della più grande compagnia low cost d'Europa fino al 2032 (quando compirà 71 anni), diventerebbe uno dei CEO più longevi dell'aviazione, con 38 anni alla guida della compagnia aerea. «Un ulteriore aggiornamento sarà fornito a tempo debito», viene precisato, l'annuncio è atteso presumibilmente per il mese di settembre.
C'è preoccupazione
Guardando al futuro, Ryanair afferma che i passeggeri stanno prenotando con notevole ritardo per l'estate 2026. Prevede che le tariffe di luglio, agosto e settembre rimarranno pressoché invariate rispetto all'anno scorso.
O'Leary ha dichiarato: «Nelle ultime settimane i prezzi si sono leggermente ridotti in risposta all'incertezza economica causata dall'aumento dei prezzi del petrolio, dal timore di carenze di carburante e dal rischio che l'inflazione incida negativamente sulla spesa dei consumatori».
«Il conflitto in Medio Oriente ha generato incertezza economica e non sappiamo ancora quando lo Stretto di Hormuz verrà riaperto – precisa la compagnia –. Ciononostante, l’Europa rimane relativamente ben rifornita di carburante per aerei, con volumi significativi provenienti dall’Africa occidentale, dalle Americhe e dalla Norvegia». I prezzi spot globali del carburante per aerei hanno tuttavia registrato un’impennata superando i 150 dollari al barile e si prevede che rimangano elevati rispetto ai livelli pre-conflitto per alcuni mesi. La maggior parte del fabbisogno di carburante della compagnia aerea per il prossimo anno è tuttavia coperto da contratti di hedging a livelli ben inferiori agli attuali prezzi globali. «La strategia conservativa di copertura del carburante per aerei di Ryanair (l'80% del carburante per l'anno fiscale 2027 è coperto a circa 67 dollari al barile – fino ad aprile 2027) proteggerà gli utili del Gruppo negli attuali mercati petroliferi molto volatili e amplierà il vantaggio in termini di costi rispetto ai concorrenti dell'UE per il resto dell'anno fiscale 2027».
