Aziende

Spesso gli appalti pubblici sembrano gare ad ostacoli

Gianluca Marcoli (Tech-Insta SA): «Alcuni criteri di partecipazione sono ridondanti e non servono a distinguere tra imprese serie e chi invece viola le regole» - Il caso dei lavoratori interinali
©CHRISTOF STACHE
Generoso Chiaradonna
09.02.2024 06:00

Eccesso di burocrazia, difficoltà crescenti a reclutare manodopera specializzata e capitolati d’appalto pubblici non sempre coerenti con l’intento dichiarato del giusto prezzo. Sono stati i temi affrontati durante una delle tradizionali, ormai, visite in azienda organizzate da AITI (Associazione industrie ticinesi) coinvolgendo il mondo politico ticinese. Al 34.mo appuntamento di ‘Dentro l’industria’, i titolari di Tech-Insta - Gianfranco Marcoli e Gianluca Marcoli, rispettivamente padre e figlio - hanno condotto i partecipanti nella storia della loro azienda prossima a compiere i 30 anni. In realtà la storia aziendale era iniziata molti decenni prima quando per circa 70 anni fu la succursale ticinese della Sulzer, conglomerato tecnologico di Winterthur che fece la storia industriale della Svizzera. Nel 1995 Sulzer si ritirò dal mercato ticinese chiedendo però al management locale di rilevare le attività. Il direttore dell’epoca - Gianfranco Marcoli, ora presidente del Cda di Tech-Insta - accettò la sfida imprenditoriale e quasi trent’anni dopo può dire con orgoglio che fu una scelta vincente. Oggi Tech-Insta, diretta dal figlio Gianluca, è un punto di riferimento per l’intero comparto manifatturiero ticinese come azienda specializzata nella progettazione e nella installazione di impianti RCVS industriali. Occupa 90 persone, un terzo dei quali è personale tecnico specializzato (ingegneri e progettisti). In pratica tutto ciò che riguarda riscaldamento, condizionamento, ventilazione e sanitario, da qui la sigla RCVS, rientra nell’ambito di competenza della Tech-Insta. Nel frattempo ci si è orientati anche nel fotovoltaico. Gianfranco Marcoli ha anche ricordato che dal 2021 hanno aperto una succursale a Ginevra grazie a un mandato ottenuto in consorzio con una ditta di Napoli per il risanamento degli impianti RCVS del Palazzo delle Nazioni Unite.

Le richieste alla politica

È toccato però a Gianluca Marcoli far presente ai politici intervenuti, tra cui il consigliere di Stato Christian Vitta direttore del DFE, alcune incongruenze della legislazione per gli appalti pubblici. Domande ridondanti e a condizioni di partecipazione al limite del capestro. Un esempio è dato da divieto di fatto di usare personale interinali sui cantieri pubblici. «Da una parte si viene premiati se, per esempio, si è flessibili e immediatamente disponibili a realizzare il lavoro. Dall’altra, si chiede di rinunciare a questa flessibilità data proprio dai lavoratori interinali».

Un settore coperto da CCL, ma non è facile reclutare né in Ticino, né in Lombardia

Le professioni tecniche non sono spinte a sufficienza. Sono pochi in Ticino coloro che intraprendono un apprendistato nel campo tecnico. Un settore coperto da un contratto collettivo con un minimo salariale mensile da 5.400 franchi. E anche il bacino di reclutamento della vicina Italia non è sufficiente. Gianluca Marcoli ha indicato l’accordo sulla fiscalità dei frontalieri come uno degli ostacoli. «La Lombardia è in piena occupazione e non bisogna credere che lì si possa facilmente convincere un ingegnere formato e con esperienza professionale a venire in Ticino».