UBS investe in Artificialy per una Intelligenza artificiale su misura

L’investimento strategico annunciato da UBS in Artificialy segna un nuovo capitolo per la giovane società ticinese specializzata in intelligenza artificiale (IA). Fondata nel 2020 e oggi attiva a Lugano e Zurigo con oltre quaranta specialisti, Artificialy sta ritagliandosi uno spazio nel crescente ecosistema dell’IA applicata alle esigenze aziendali.
Per Luca Gambardella, cofondatore e CEO, la partnership con UBS va oltre la dimensione finanziaria: «È un’alleanza che unisce capitale e capacità di realizzare progetti concreti. Non si tratta solo di investire, ma di costruire insieme soluzioni che portino valore reale. UBS è già uno dei nostri clienti più importanti e questa partecipazione sancisce una fiducia reciproca basata sui risultati».
Concetto ribadito da Daniele Mantegazzeni, Group Chief Artificial Intelligence Officer di UBS: «Consideriamo l’IA un motore chiave della nostra strategia di crescita e ci impegniamo a implementarla su larga scala per offrire vantaggi significativi a clienti, dipendenti e stakeholder».
Sempre più spesso, spiega Gambardella, «i nostri partner diventano anche clienti e viceversa. È successo con Abacus, tra i principali fornitori svizzeri di servizi informatici per le PMI. È il segno che Artificialy non è più percepita come una startup, ma come un interlocutore stabile e affidabile. In sei anni siamo cresciuti costantemente, raggiungendo un livello di maturità che ci permette di dialogare con grandi gruppi industriali e finanziari».
Le richieste delle aziende

Dalla sua posizione privilegiata sul mercato, Artificialy è un osservatorio diretto sui bisogni delle aziende svizzere in materia di IA. «Dopo l’arrivo dei modelli conversazionali, come ChatGPT, la domanda è diventata molto più concreta. Le imprese non vogliono più solo sperimentare, ma ottenere benefici misurabili: maggiore produttività, riduzione dei tempi di processo, miglioramento della qualità», spiega Gambardella. Gli esempi spaziano dalla manifattura alla logistica, dalla finanza alla sanità: «Dalla visione artificiale per individuare difetti di produzione agli algoritmi che prevedono andamenti economici o interpretano comandi vocali multilingue. Un progetto test nel campo della traduzione è in corso presso l’amministrazione cantonale. Oggi ogni iniziativa viene valutata come una commessa tradizionale: con obiettivi chiari e metriche di risultato».
Il tessuto economico ticinese
Sul fronte territoriale, Gambardella vede nel Ticino una realtà attenta e in crescita: «La concretezza delle nostre aziende è un punto di forza. Collaboriamo con enti pubblici, ospedali, banche e imprese industriali. La dimensione regionale facilita un dialogo diretto e la fiducia reciproca, ma i progetti hanno respiro nazionale».
A Zurigo - ricorda - «si concentrano le grandi istituzioni tecnologiche, ma il Ticino sa competere grazie alla qualità e a un ecosistema formativo di ottimo livello: la facoltà di Scienze informatiche dell’USI, la SUPSI e l’Istituto Dalle Molle per gli studi sull’intelligenza artificiale (IDSIA)». Gambardella, professore ordinario all’USI, è stato prorettore per l’innovazione e direttore dell’IDSIA.
«La Svizzera resta ai vertici mondiali per innovazione, grazie anche a centri accademici come ETH (Politecnico di Zurigo) ed EPFL (Politecnico di Losanna), ma deve mantenere questo vantaggio investendo nella formazione e nella sovranità digitale».
Sostenibilità e sovranità dei dati
L’etica e la sostenibilità dell’intelligenza artificiale sono temi centrali. «Fin dall’inizio abbiamo puntato su un’IA sostenibile, rispettosa della privacy e indipendente dai grandi fornitori esteri. È per questo che abbiamo sviluppato la suite PrivateAI, che lavora su server locali, senza dati che lascino il territorio nazionale». Un risultato recente è Apertus, piattaforma svizzera sviluppata da ETH, EPFL e Centro Svizzero di Calcolo Scientifico. Artificialy ha curato la prima installazione commerciale presso il Centro Sistemi Informativi del Canton Ticino. «Funziona in ambiente protetto: i dati restano in Svizzera, senza dipendere da server esteri. È una garanzia di sovranità digitale e rispetto della privacy».
Le imprese cambiano l'IA
Rimane centrale anche il tema della competitività: “In Svizzera la qualità e la protezione dei dati sono valori irrinunciabili, ma non bastano: un prodotto deve essere performante quanto quelli dei grandi operatori internazionali – di Cina e Stati Uniti, per intenderci. La sfida è mantenere standard elevati senza rinunciare all’autonomia tecnologica”. Sul tanto dibattuto impatto del progresso tecnologico sul mondo del lavoro, Gambardella mantiene una visione equilibrata: “Non abbiamo osservato fenomeni di sostituzione del personale: l’essere umano resta al centro dei processi. L’IA accelera e amplifica, ma non sostituisce la capacità decisionale. Chi vuole restare competitivo deve, però, formarsi e imparare a usarla. Molte aziende ci chiedono corsi di aggiornamento».
Guardando al futuro, Gambardella non ha dubbi: «L’intelligenza artificiale cambierà i modelli di business, ma saranno le imprese a determinarne la direzione. L’IA non sostituisce l’uomo, lo potenzia. Si aprono nuove opportunità per gli specialisti del settore. Siamo, nel nostro piccolo, anche un polo attrattivo per i talenti locali che possono rientrare da oltre San Gottardo o dall’estero».
