Vent'anni di tensioni, scioperi e rabbia: ecco perché Lufthansa non vola

Ieri, mercoledì 15 aprile, Lufthansa ha festeggiato i suoi primi cento anni di vita in un hangar dell'aeroporto di Francoforte, l'hub della compagnia di bandiera tedesca. Un momento al tempo stesso clou e significativo, al quale però non tutti hanno potuto partecipare. Certo, c'erano il cancelliere Friedrich Merz e il presidente-ministro dell'Assia Boris Rhein. Mancavano, però, molti invitati. Il motivo? Semplice: gli scioperi che hanno paralizzato le operazioni del vettore in questi ultimi giorni. Di più, durante le celebrazioni i sindacati, all'esterno dell'hangar, hanno manifestato tutta la loro frustrazione. Per una situazione, citando aeroTELEGRAPH, che si trascina da tanti, troppi anni.
Ma chi sciopera?
La tempesta perfetta, se così vogliamo definirla, è stata orchestrata dal principale sindacato piloti, Vereinigung Cockpit, e dall'Organizzazione indipendente degli assistenti di volo (UFO) in date diverse. Riassumiamo al massimo: il 10 aprile a incrociare le braccia è stato il personale di terra di Lufthansa e Cityline. Dal 13 al 14 aprile, invece, hanno scioperato gli equipaggi di Lufthansa, Lufthansa Cargo e Cityline, con i piloti di Eurowings che hanno aderito unicamente il 13 aprile. Lo sciopero dei piloti di Lufthansa e Cityline si è protratto il 15 e 16 aprile, mentre il personale di cabina è stato chiamato allo stop pure oggi e domani, 17 aprile. Le ripercussioni? Potete immaginarle: migliaia e migliaia di voli cancellati e passeggeri lasciati a terra.
La lunga storia di scioperi in seno a Lufthansa
La settimana di passione vissuta da Lufthansa non è, certo, frutto del caso. Ma, come dicevamo, di svariate problematiche. Due, spiega sempre aeroTELEGRAPH, i conflitti principali: il sistema pensionistico per il personale di cabina di pilotaggio di Lufthansa, Lufthansa Cityline, Lufthansa Cargo ed Eurowings nonché la creazione di filiali più efficienti in termini di costi sotto l'ombrello di Lufthansa.
Due ferite sulle quali Lufthansa, negli anni, ha apposto semplici cerotti senza individuare una soluzione a monte. Per dire: poco prima dell'11 Settembre, Vereinigung Cockpit chiese miglioramenti strutturali e un aumento salariale del 35%. Lufthansa rispose offrendo solo il 10,6%: trattative fallite e sciopero. Alla fine, venne sancito un accordo per un aumento del 12% della retribuzione base e un bonus di partecipazione agli utili equivalente a due mensilità di stipendio. Gli attentati dell'11 Settembre posero, brevemente, fine alle controversie sindacali. Lufthansa attuò programmi di riduzione dei costi. I sindacati accettarono parzialmente i drastici tagli. Negli anni successivi, la compagnia si ristrutturò. Durante questo periodo, iniziarono i dibattiti sulla possibilità di creare filiali low-cost all'interno del gruppo.
I conflitti principali: pensioni e retribuzioni
Nella storia recente, invece, il periodo più intenso a livello di scioperi è la lunga parentesi fra l'aprile del 2014 e il novembre del 2016, con ben quattordici agitazioni indette dal sindacato piloti. Nel solo 2014, citiamo, furono indetti dieci scioperi, alcuni dei quali protrattisi per diversi giorni. Il primo di questi, tra il 2 e il 4 aprile, fu particolarmente grave, con 3.800 voli cancellati e ripercussioni per oltre 400 mila passeggeri. Nel 2015, Vereinigung Cockpit fu protagonista di otto scioperi, alcuni dei quali della durata di diversi giorni. Nel 2016, la principale ondata di proteste si concluse dopo il quattordicesimo round di negoziazioni. Entrambe le parti concordarono un processo di mediazione. Durante questo lungo, lunghissimo periodo di tensioni vennero cancellati quasi 9.500 voli, con ripercussioni su oltre un milione di passeggeri. Il danno totale, per contro, fu stimato in oltre 300 milioni di euro mentre un accordo finale venne raggiunto, tramite mediazione, nel 2017.
A far incrociare le braccia al personale di Lufthansa furono, all'epoca, le pensioni le indennità di fine rapporto: concretamente, i piloti volevano maggiori contributi da parte del datore di lavoro. Il sindacato dei piloti chiese, con insistenza, anche un aumento salariale medio annuo del 3,66%, mentre Lufthansa offrì solo dal 2% al 2,4%. Nel 2017, dicevamo, fu siglato un accordo che permise ai piloti di Lufthansa, Lufthansa Cargo e Germanwings di andare in pensione anticipata a un'età media di 60 anni anziché 58. In cambio, i piloti ricevettero un aumento salariale del 10,3% fino al 2022. La compagnia si impegnò ad assumere 700 nuovi dipendenti in base ai termini del contratto collettivo aziendale.
La pandemia
La pandemia, negli anni successivi, ha placato ogni tipo di controversia all'interno del Gruppo Lufthansa. Lo stesso, però, non si può dire degli anni successivi all'emergenza COVID, con il personale di terra di Lufthansa e Lufthansa Technik che scioperò per un giorno nel luglio del 2022 e un altro sciopero, di un giorno, indetto dai piloti di Lufthansa e Lufthansa Cargo a settembre. Il resto, appunto, è storia più o meno recente, con una nuova fase di scioperi iniziata nel febbraio del 2024, con i piloti di Discover Airlines fermi dal 4 al 6 febbraio. Un mese più tardi, si è fermato il personale di cabina di Lufthansa e Cityline, su spinta del sindacato UFO. Le rivendicazioni principali riguardavano questioni salariali, adeguamenti all'inflazione e la gestione degli oneri e dei tagli derivanti dalla pandemia. Anche il personale di terra ha scioperato per diversi giorni, rivendicando aumenti salariali.
Nello stesso anno, è stato pure annunciato che il Gruppo Lufthansa intendeva liquidare Lufthansa Cityline e sostituirla con la neonata City Airlines. Una mossa che ha messo a dura, anzi durissima prova i rapporti tra i sindacati e l'azienda. Di qui le agitazioni del 2025, con diverse controversie sindacali presso Lufthansa e le sue controllate, Cityline e Lufthansa Cargo.
Una tensione in aumento
Il punto è: quando finirà questa lunga, e pesante, fase di tensioni? Vereinigung Cockpit continua a battersi per il miglioramento dei sistemi pensionistici aziendali, delle retribuzioni, degli adeguamenti all'inflazione e delle condizioni di lavoro nelle filiali del Gruppo. Anche il personale di cabina ha partecipato, come visto, a svariate vertenze sindacali, concentrandosi in particolare su modelli di orario di lavoro, pianificazione dei turni, stipendi, bonus, riduzioni del personale e ristrutturazioni. Con gli scioperi in corso, il conflitto ha raggiunto una nuova (ma comunque tutto fuorché inaspettata) dimensione. Il management, sin qui, ha risposto con la cosiddetta linea dura, alimentando un conflitto di cui non si intravvede una fine. Con la conseguenza che sempre più passeggeri, stufi, pur di non rimanere a terra si rivolgono ad altre compagnie.
