Edilizia: «Un contratto collettivo di sei anni che garantisce stabilità»

Sei anni. Il nuovo CCL cantonale dell’edilizia, che entrerà in vigore il prossimo 1. maggio, durerà sei anni. E questa, di per sé, è una notizia, considerato che i contratti precedenti avevano una «durata di vita» più corta. «Questa scelta offre due importanti opportunità», spiega al CdT, Paolo Locatelli del sindacato OCST, parte contraente con UNIA e la SSIC-TI della nuova intesa contrattuale. «In primo luogo, consente di normalizzare i rapporti tra le parti sociali. Negli ultimi 25 anni, infatti, ogni rinnovo contrattuale è stato accompagnato da tensioni, conflitti e talvolta anche scioperi, creando un clima costantemente instabile. Un contratto di lunga durata permette invece di superare questa dinamica e di concentrarsi maggiormente sull’applicazione concreta delle disposizioni», ha commentato Locatelli. Questo aspetto diventa ancora più rilevante in un contesto in cui il settore dell’edilizia dovrà affrontare, nei prossimi anni, una crescente carenza di manodopera e un difficile ricambio generazionale.
Anche il direttore della SSIC-TI, Nicola Bagnovini, ha sottolineato l’esito positivo delle trattative, definite comunque «lunghe e particolarmente tese, sia a livello nazionale, sia a livello cantonale». La soddisfazione - prosegue - «deriva dal fatto che, attraverso il contratto cantonale, siamo riusciti a correggere alcuni aspetti che non rispondevano pienamente alle esigenze delle imprese ticinesi, in particolare sul fronte della flessibilità. L’obiettivo è ridurre al minimo il rischio di dover sostenere costi per lavoratori che, in determinate situazioni, non possono operare in cantiere».
Naturalmente, il nuovo accordo recepisce anche diverse novità introdotte a livello nazionale. Tra queste vi sono il riconoscimento del rincaro per i prossimi sei anni, il computo della trasferta fin dal primo minuto e l’introduzione della nuova indennità di cantiere. «Si tratta di misure che rendono il contratto collettivo ancora più attrattivo agli occhi dei lavoratori. Possiamo quindi affermare che il settore dispone oggi di un contratto solido e di qualità».
Durata del lavoro
A mettere l’accento sulla durata del lavoro è invece è Giangiorgio Gargantini, segretario regionale di UNIA: «Con il CCL cantonale abbiamo garantito che le ore supplementari non possono essere pianificate, ma devono essere effettuate solo in caso di comprovata necessità. Questa misura, insieme all’obbligo di contabilizzare il tempo di viaggio fin dal primo minuto, contribuirà à garantire settimane lavorative più brevi per i lavoratori».
Norme ticinesi
Ad ogni modo, un elemento decisivo sarà «la capacità di garantire controlli efficaci, affinché le regole vengano rispettate da tutti», ha commentato ancora Locatelli.
Per quanto riguarda invece la necessità di mantenere un contratto cantonale accanto a quello nazionale, Bagnovini ha precisato: «Ogni volta, come impresari, ci chiediamo se sia il caso, ma la risposta risiede nelle peculiarità del nostro territorio, vicino all’Italia e lontano dal resto della Svizzera». Di qui, alcune norme specifiche, come la gestione del lavoro in caso di canicola, oppure alcune limitazioni relative al lavoro interinale. «Il CCL cantonale introduce anche elementi favorevoli alle imprese, come le vacanze collettive e una maggiore flessibilità nella gestione delle ore negative», precisa ancora Bagnovini.
Quanto al riconoscimento automatico del rincaro, per motivi diversi, le parti sono convinte che si tratta di un passo avanti: «Questa norma elimina le trattative salariali annuali, previste nei contratti precedenti. Ora, il meccanismo è chiaro: finché l’inflazione resta al di sotto del 2%, gli adeguamenti salariali sono già definiti», ha spiegato Bagnovini

