Scuola

Educazione fisica, l’abolizione dell’obbligo preoccupa scuole e associazioni

La Confederazione valuta di eliminare l’obbligo delle lezioni settimanali di educazione fisica – I critici temono tagli, meno infrastrutture e maggiori disuguaglianze tra gli studenti – Lanciata una petizione che ha già raccolto oltre 20mila firme
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Red. Online
07.07.2026 14:30

L'insegnamento dello sport a scuola potrebbe presto affrontare un’importante trasformazione a livello svizzero. Nell’ambito del progetto «Dissociazione 27», Confederazione e Cantoni stanno valutando la possibilità di eliminare dal diritto federale l’obbligo delle tre ore di lezioni settimanali di educazione fisica. La responsabilità passerebbe completamente ai Cantoni, che già oggi finanziano il 100% dell’insegnamento sportivo assieme ai comuni. La proposta nasce dall’obiettivo di ridistribuire le competenze tra Confederazione e Cantoni, ma sta suscitando forti preoccupazioni nel mondo dello sport.

Il timore di meno lezioni e meno palestre

Secondo i critici, la modifica potrebbe aprire la strada a una riduzione delle ore di educazione fisica per motivi economici. «C'è un rischio elevato che scelgano questa strada nell'attuale contesto economico», afferma Jonathan Badan, presidente dell’Associazione svizzera d’educazione fisica nella scuola (ASEF), al Blick.

Uno dei principali problemi riguarda anche la carenza di infrastrutture sportive. Già oggi mancano tra 100 e 150 palestre in Svizzera. «In particolare nelle scuole professionali capita spesso che le lezioni di sport vengano cancellate perché non ci sono spazi disponibili», riferisce Badan. La preoccupazione è dunque che, con l’abolizione dell’obbligo nazionale, alcuni Cantoni possano scegliere di ridurre le ore di sport per diminuire la necessità di nuove costruzioni o investimenti nelle strutture sportive.

Una conseguenza che non riguarderebbe soltanto gli oltre 1,3 milioni di studenti svizzeri, ma anche le società sportive, aggiunge Badan. Molte associazioni di pallavolo, ginnastica, danza e altre discipline utilizzano infatti le palestre scolastiche per gli allenamenti e già oggi devono fare i conti con una disponibilità limitata degli spazi.

Swiss Olympic: «Lo sport garantisce salute e partecipazione»

Anche Swiss Olympic si è espressa contro l’abolizione dell’attuale obbligo. «L’attività fisica regolare durante l’infanzia e l’adolescenza è fondamentale per la salute e il benessere dei giovani», riferisce un portavoce sempre al portale svizzero tedesco. L’attuale sistema garantisce inoltre uno standard minimo valido in tutta la Svizzera, permettendo a tutti gli studenti di accedere allo sport indipendentemente dal Cantone di appartenenza.

Lo sport come strumento educativo e sociale

Tra le voci contrarie alla riforma c’è anche Andrea Zryd, consigliera nazionale socialista e insegnante di educazione fisica. Secondo Zryd, l'insegnamento dello sport a scuola non serve soltanto a migliorare la forma fisica, ma contribuisce allo sviluppo personale dei ragazzi. Attraverso il movimento e il gioco di squadra, gli studenti imparano a collaborare, ad affrontare vittorie e sconfitte e a sviluppare capacità utili nella vita quotidiana. «Non si tratta di formare futuri atleti professionisti, ma di trasmettere competenze sociali», sostiene la parlamentare sempre al Blick.

Lo sport avrebbe inoltre un ruolo importante nell’integrazione. In palestra bambini e ragazzi di origini diverse possono incontrarsi, collaborare e condividere esperienze comuni.

Una questione di pari opportunità

Un altro punto centrale del dibattito riguarda le differenze sociali. Non tutte le famiglie hanno infatti le stesse possibilità di iscrivere i figli a società sportive, pagare corsi o accompagnarli agli allenamenti. Lo sport scolastico rappresenta quindi, secondo i suoi sostenitori, un elemento di uguaglianza: garantisce a ogni bambino almeno un minimo di attività fisica, indipendentemente dalla situazione economica della famiglia.

Lanciata una petizione per difendere lo sport a scuola

Per chiedere il mantenimento dell’obbligo nazionale dello sport scolastico è stata lanciata una petizione sostenuta da Zryd e dall’Associazione svizzera per lo sport nella scuola. «Chiediamo il mantenimento di prescrizioni minime vincolanti in materia di educazione fisica a scuola, affinché tutti i bambini e i giovani possano continuare a beneficiare regolarmente di attività fisica, promozione della salute e apprendimento sociale», si legge nel testo. La raccolta ha già superato le 20'000 firme.