Educazione non violenta: «Il Ticino è pronto ad applicare il nuovo articolo 302 del Codice civile?»

Con l’entrata in vigore, dal 1° luglio 2026, della revisione dell’articolo 302 del Codice civile svizzero, il principio dell’educazione non violenta sarà esplicitamente sancito nel diritto federale. Una novità che attribuisce ai Cantoni un ruolo centrale nel garantire sostegno e consulenza alle famiglie e che spinge ora i Verdi (prima firmataria la deputata Giulia Petralli) a chiedere al Consiglio di Stato quali misure concrete verranno adottate sul territorio cantonale.
Un cambiamento culturale oltre che giuridico
La modifica legislativa chiarisce che punizioni corporali, umiliazioni e altre forme di violenza fisica o psicologica non possono essere considerate strumenti educativi, ricorda Petralli. Pur non introducendo un divieto completamente nuovo, la revisione «rende esplicito un principio già presente nell’ordinamento» e rafforza la tutela dei minori. Come ricordato dai firmatari dell’atto parlamentare, la Svizzera conferma così il proprio impegno nell’attuazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, ratificata nel 1997, inviando un messaggio chiaro: la violenza nell’educazione non è tollerata. Secondo i promotori dell’interrogazione, la modifica rappresenta un passaggio di «forte valore simbolico e culturale», ma rischia di restare una dichiarazione di principio senza un’adeguata attuazione a livello cantonale.
Il ruolo dei Cantoni
Particolare attenzione viene posta sul nuovo capoverso 4 dell’articolo 302, che affida ai Cantoni il compito di garantire un accesso effettivo a servizi di consulenza e accompagnamento per genitori e figli. Un aspetto ritenuto cruciale dagli interroganti, soprattutto alla luce del fatto che, almeno per il momento, la Confederazione non ha previsto specifiche campagne di sensibilizzazione né finanziamenti dedicati all’attuazione della norma. «In questo contesto, appare fondamentale comprendere in che modo il Cantone Ticino intenda dare attuazione a questo nuovo quadro normativo e quali misure concrete preveda per garantirne l’effettiva realizzazione», sottolineano i deputati.
Le domande al Governo
1. Quali misure concrete intende adottare il Cantone Ticino per l’attuazione del cpv. 4 dell’art. 302 CC?
2. Come intende il Cantone garantire che l’attuale offerta di consulenza familiare, sostegno alla genitorialità e prevenzione primaria e secondaria della violenza sia sufficiente e accessibile a tutte le famiglie e ai minori su tutto il territorio?
3. Il Cantone intende coordinarsi con altri Cantoni per una campagna di sensibilizzazione sul lungo termine?
4. Il Consiglio di Stato intende rafforzare la formazione degli operatori (docenti, operatori sociali, sanitari) e il coordinamento tra servizi?
5. Sono previste risorse finanziarie aggiuntive per l’attuazione di questa nuova disposizione federale?
6. Il Cantone ha avviato o intende avviare un monitoraggio del fenomeno della violenza educativa e dell’efficacia delle misure adottate?
7. Sono già stati analizzati o presi in considerazione esempi o buone pratiche adottate da altri Cantoni?
