Guerra e tecnologia

Elon Musk ha «spento» i satelliti che guidano i droni di Putin

Da oggi Starlink è inaccessibile ai terminali che non siano verificati e riconosciuti - La perdita di connettività confermata sui blog militari filo-russi
I russi non potranno più utilizzare i droni collegandoli alla rete di Starlink. ©STRINGER
Dario Campione
05.02.2026 21:03

La guerra dei droni in Ucraina potrebbe conoscere un autentico punto di svolta. Secondo quanto riferito oggi dal comando dell’Esercito di Kiev, i terminali Internet Starlink utilizzati dalle truppe russe sul campo di battaglia sono stati disattivati.

Intervistato dalla Ukrainska Pravda, Serhii Beskrestnov, consigliere - per le questioni tecnologiche - del ministro ucraino della Difesa Mykhailo Fedorov, ha spiegato: «Per il nemico al fronte, questo non è soltanto un problema. È una catastrofe. Il comando e il controllo [dei droni a distanza, ndr] sono completamente crollati. Anche le operazioni d’assalto sono state interrotte in numerose aree».

Molti canali social russi e alcuni blog militari su Telegram hanno iniziato a confermare nel primo pomeriggio il blocco dei terminali Starlink, lamentando come nessun riavvio servisse a risolvere il problema e come le comunicazioni tra le unità delle forze armate russe al fronte fossero improvvisamente scomparse.

Anche Voeniy Osvedomitel (letteralmente, «Informatore militare»), forse il più accreditato canale Telegram di informazioni sulla Difesa russa, ha affermato che l’impatto dello spegnimento di Starlink sulle forze del Cremlino è stato «critico», osservando che non esiste un’alternativa e che ampie parti del comando e controllo sono diventate dipendenti dal sistema.

Altre fonti russe, citate sempre da Voeniy Osvedomitel, hanno riferito che la perdita della connettività Starlink ha interrotto la trasmissione dei dati di ricognizione alle unità missilistiche e di artiglieria, limitando il coordinamento tra elementi di intelligence e risorse di fuoco a lungo raggio. La conseguenza è stata immediata: unità d’assalto, posti di comando ed elementi di retroguardia russi sono stati colpiti simultaneamente. Anche le unità speciali russe vicino a Kupiansk, secondo quanto riferito da alcuni portali, hanno perso la capacità di mantenere le comunicazioni operative con il comando superiore.

Per spegnere Starlink ai russi, SpaceX ha applicato una cosiddetta whitelist ai terminali operanti sia in Russia sia in Ucraina: in pratica, restano accesi soltanto quelli verificati e riconosciuti. Peraltro, la decisione è una conseguenza diretta della scelta russa di installare terminali Starlink sui suoi droni d’attacco.

Alla fine del 2024 e per tutto il 2025, infatti, le forze di Mosca hanno dotato di terminali Starlink Mini i droni di tipo Shahed, il BM-36 e il Molniya. Il vantaggio era evidente: i droni equipaggiati con Starlink volano a bassa quota, resistono ai disturbi della guerra elettronica e possono essere controllati e guidati in tempo reale da un operatore in Russia, anche a 500 km di distanza.

Il 27 gennaio scorso, un drone equipaggiato con Starlink ha colpito un treno passeggeri nella regione di Kharkiv, uccidendo almeno cinque persone. Quell’attacco ha innescato la catena di eventi che ha portato alla whitelist. Dopo l’attacco al treno, infatti, il 29 gennaio il ministro Fedorov ha chiesto a SpaceX di intervenire. Il 1. febbraio, Elon Musk ha confermato l’adozione delle contromisure. E oggi, la whitelist è stata attivata.

I terminali Starlink sono stati ampiamente utilizzati dalle forze russe durante tutta la guerra anche a causa dell’assenza di un’alternativa sicura ed efficace. Le unità russe, hanno confermato più volte gli analisti, si sono affidate ai satelliti di Elon Musk sia per le comunicazioni tra reparti sia per il comando dei droni e per il coordinamento in tempo reale sul campo di battaglia.

SpaceX né il ministero ucraino della Difesa hanno dettagliato pubblicamente i meccanismi tecnici dietro la whitelist. Le autorità ucraine si sono limitate a dichiarare che il servizio Starlink è limitato agli utenti autorizzati e che sono adottate misure per prevenirne lo sfruttamento da parte delle forze russe.