Emmy, una notte da record: trionfano «Widow’s Bay» e «The Pitt»

La 78ª edizione degli Emmy Awards ha incoronato le serie e gli interpreti che si sono maggiormente distinti nella stagione televisiva statunitense 2025-2026. Tra conferme, sorprese e importanti record, la serata di Los Angeles ha visto brillare soprattutto «Widow’s Bay», «The Pitt», «Hacks» e «The Diplomat».
«Widow’s Bay» regina della commedia
Il premio più importante nella categoria comedy è andato a «Widow’s Bay», la comedy-horror di Apple TV ambientata su un’isola del New England popolata da personaggi eccentrici e alle prese con presenze inquietanti. La serie, creata da Katie Dippold, ha conquistato 14 statuette, superando il record di 13 Emmy stabilito da «The Studio» nel 2025. Un risultato particolarmente significativo per una produzione apprezzata dalla critica per la sua originalità, in un panorama televisivo spesso dominato da reboot e revival. Tra i premi conquistati dalla serie c'è anche quello per il miglior attore protagonista in una comedy, assegnato a Matthew Rhys.
Hollywood ha incoronato lo show a discapito dei rivali: 'Abbott Elementary', 'The Bear', 'Hacks', 'Margo's Got Money Troubles', 'Nobody Wants This', 'Only Murders in the Building', 'Shrinking'.
«The Pitt» si conferma miglior drama
Nella categoria delle serie drammatiche ha trionfato ancora una volta «The Pitt». La seconda stagione della serie HBO ambientata in un pronto soccorso ha conquistato il premio per la miglior serie drammatica, bissando il successo ottenuto nel 2025 con la prima stagione.
Grande protagonista della serata è stato anche Noah Wyle, premiato per il secondo anno consecutivo come miglior attore protagonista. L'interprete, già celebre per «ER - Medici in prima linea», veste nella serie i panni del dottor Robby.
«The Pitt» era arrivata alla cerimonia con 25 nomination, confermandosi una delle produzioni più importanti della stagione. Lo showrunner R. Scott Gemmill ha sottolineato come, al di là delle singole storie mediche, la serie racconti una comunità di persone che cerca di fare la cosa giusta in un momento segnato dall'incertezza e dalla sofferenza.
Matthew Rhys entra nella storia
Uno dei protagonisti assoluti della serata è stato Matthew Rhys. L'attore gallese ha conquistato due Emmy nella stessa edizione: uno come miglior attore protagonista in una miniserie per «The Beast in Me» di Netflix e uno come miglior attore protagonista in una serie comedy per «Widow’s Bay». Il risultato rappresenta un record: nessun interprete aveva precedentemente vinto, nella stessa edizione degli Emmy, il premio da protagonista con due serie differenti.
Rhys aveva inoltre già conquistato un Emmy nel 2018 nella categoria drama per «The Americans». Con i nuovi riconoscimenti diventa il primo attore maschile a vincere nelle tre principali categorie interpretative: commedia, miniserie e dramma.
Jean Smart fa la storia con «Hacks»
Un altro record porta il nome di Jean Smart. L'attrice ha conquistato l'Emmy come miglior protagonista in una serie comica per «Hacks», ottenendo il quinto premio consecutivo nella categoria e l'ottavo Emmy della sua carriera.
La vittoria arriva con la quinta e ultima stagione della serie. Smart, accolta da una standing ovation, ha dedicato il riconoscimento ai creatori dello show Lucia Aniello, Paul W. Downs e Jen Statsky.
Allison Janney e Rhea Seehorn premiate nei drama
Tra le interpreti premiate nella categoria drammatica spicca Allison Janney, vincitrice come miglior attrice non protagonista per «The Diplomat». Per l'attrice si tratta dell'ottavo Emmy della carriera, un traguardo che la inserisce nell'élite delle interpreti più premiate della televisione.
Il premio come miglior attrice protagonista in una serie drammatica è invece andato a Rhea Seehorn, protagonista di «Pluribus» di Apple TV, per il ruolo della scrittrice Carol Sturka.
Tom Pelphrey premiato per «Task»
Nella categoria dedicata agli attori non protagonisti di una serie drammatica ha vinto Tom Pelphrey, premiato per il ruolo di Robbie Prendergrast nella prima stagione di «Task». La vittoria è arrivata in una categoria particolarmente competitiva, nella quale figuravano anche interpreti come Sterling K. Brown, Gary Oldman, Mark Ruffalo e Rufus Sewell.
Kate O’Flynn conquista il premio per «Widow’s Bay»
Tra i primi riconoscimenti della serata, Kate O’Flynn ha ricevuto l'Emmy per il suo ruolo non protagonista nella miniserie «Widow’s Bay». Per la produzione Apple TV si è trattato della prima vittoria della serata, in un'edizione nella quale la serie era arrivata con 19 candidature.
Michael J. Fox, un Emmy per l'impegno contro il Parkinson
La serata ha avuto anche un importante momento fuori dalle tradizionali categorie televisive. Michael J. Fox ha ricevuto il Bob Hope Humanitarian Award per il suo impegno filantropico e per il contributo alla ricerca contro il Parkinson. Fox, già cinque volte vincitore di un Emmy e indimenticabile interprete di Marty McFly nella trilogia di «Ritorno al futuro», ha fondato nel 2000 la Michael J. Fox Foundation. Durante il suo discorso ha ricordato il rapporto con la malattia, sottolineando che accettare il Parkinson non ha significato arrendersi, ma impegnarsi per tutte le persone che convivono con questa condizione.
L'ultimo Emmy di Stephen Colbert
Tra i momenti più simbolici della cerimonia c'è stata anche la vittoria di «The Late Show With Stephen Colbert», premiato come miglior programma di varietà serale nell'ultima stagione. Per Colbert, alla guida del programma per undici anni, si è trattato di un vero e proprio riconoscimento d'addio. Lo show ha chiuso i battenti a maggio dopo l'ultima stagione e il conduttore ha ringraziato il pubblico e la squadra che lo ha accompagnato nel corso degli anni.
