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Era locarnese il geologo ucciso nella Repubblica Centrafricana

L’uomo, originario di Solduno, era stato rapito giovedì in un attacco a nord della capitale Bangui - Gli assalitori erano «banditi armati non ancora identificati»
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Red. Online
04.08.2026 14:32

Era locarnese il geologo rapito e ucciso in un attacco nella Repubblica Centrafricana avvenuto giovedì scorso a nord della capitale Bangui. La notizia, battuta ieri dalle agenzie di stampa, è stata appresa da una fonte militare secondo la quale gli assalitori erano «banditi armati non ancora identificati». Oltre al ticinese è stato ucciso anche il suo addetto alla sicurezza.

Originario di Solduno

Secondo nostre informazioni, il 46.enne era originario di Solduno ed era un geologo specializzato nelle prospezioni minerarie. Da tempo si trovava nel Paese africano per lavoro. Secondo quanto dichiarato da Frédéric Pounou all’AP, un geologo presente al momento del rapimento, il ticinese lavorava per ADMOG Gold, una società degli Emirati Arabi Uniti con contratti in quel Paese africano.

Da Losanna al Brasile

In un'intervista rilasciata a Swissinfo nel 2010, l'uomo aveva raccontato i suoi anni di lavoro nell'industria mineraria africana. Dopo gli esami di maturità, aveva studiato psicologia e geologia all'Università di Losanna. Ben presto, però, si era reso conto che la geologia era la sua vera passione. Dopo vari stage, esperienze nell'ingegneria civile e incarichi presso diversi istituti di ricerca, era arrivato in Brasile nel 2003 e si era dedicato alla ricerca di giacimenti auriferi, in un momento in cui il Paese latinoamericano stava vivendo un vero e proprio boom della prospezione mineraria. In seguito, si era recato in Africa, in particolare in zone ricche di giacimenti di rame viaggiando in diverse località tra Gabon, Congo e Zambia. «In Svizzera, i geologi si occupano principalmente di idrogeologia o della costruzione di ponti, strade e gallerie. Sebbene siano compiti interessanti, non sono abbastanza stimolanti per i miei gusti. Volevo viaggiare e cercavo qualcosa di esotico», aveva spiegato all'epoca.

Come una caccia al tesoro

L'uomo, che da tempo aveva una residenza a Johannesburg in Sudafrica, spesso si trovava lontano da casa per lunghi periodi. Geologo appassionato, descriveva così la propria professione: «Paragono volentieri il mio mestiere a una caccia al tesoro», aveva spiegato a Swissinfo. «Vi è sicuramente una componente legata alla fortuna, ma questa fortuna bisogna anche provocarla. Il buon geologo è quello che riesce a interpretare meglio i dati a disposizione. Vi sono ancora molti giacimenti da scoprire, soprattutto in un continente così grande come l’Africa».