Esercito: la Commissione vuole un fondo, ma non l'aumento dell'IVA

La Commissione della politica di sicurezza del Nazionale (CPS-N) sostiene la creazione di un fondo da 24 miliardi per l'esercito. Boccia però l'aumento dell'IVA proposto da Governo e Stati, presentando un piano di finanziamento alternativo.
La CPS-N ha approvato oggi, con 15 voti contro 9, un proprio concetto per il finanziamento dell'esercito, si legge in una nota dei Servizi del Parlamento. La maggioranza ritiene un finanziamento supplementare «indispensabile e urgente», vista la situazione geopolitica.
Pur allineandosi al Consiglio degli Stati sulla creazione di un fondo da 24 miliardi di franchi su 18 anni, la CPS-N ha fermamente respinto l'idea di finanziarlo con un aumento dell'imposta sul valore aggiunto (IVA), giudicato politicamente irrealizzabile.
Il piano alternativo, elaborato in linea con la Commissione delle finanze, prevede di reperire i fondi tramite crediti non esauriti (circa 330 milioni annui), risparmi per 200 milioni nella cooperazione internazionale, un prelievo di 400 milioni dalle attuali entrate IVA e una quota di 400 milioni a carico dei Cantoni. La maggioranza propone inoltre di dimezzare il tetto massimo di indebitamento del fondo, portandolo da 12 a 6 miliardi di franchi.
Una minoranza si è opposta. A suo avviso, prima di creare il fondo bisognerebbe trarre insegnamenti dai problemi passati negli acquisti di armamenti. Critica inoltre la pressione che il piano eserciterebbe sulle finanze federali e la riduzione degli aiuti alla cooperazione internazionale. Il progetto sarà trattato dal Consiglio nazionale nella sessione invernale.