L'analisi

Esplode il fenomeno «Coolcation»: così le vacanze stanno cambiando

Il caldo estivo sempre più intenso sta modificando le abitudini di viaggio della popolazione svizzera e di chi sceglie la Confederazione per le proprie ferie – Le zone a Nord e la montagna diventano mete ricercate – A Lugano la canicola ha fatto soffrire anche la Navigazione Laghi
© Manuel Romano
Dario Campione
25.08.2026 20:36

«Coolcation». Segnate da qualche parte questo neologismo. Lo leggeremo, in futuro, sempre più spesso. È una crasi di cool (fresco) e vacation (vacanza), ed è nato nel linguaggio del marketing turistico del Nord Europa per descrivere la tendenza a scegliere mete estive dal clima mite o freddo. Ovviamente, per fuggire dalle ondate di calore opprimente.

Ogni nuovo fenomeno trova sempre il modo per essere identificato facilmente. Coolcation non fa eccezione. E descrive, peraltro, un fenomeno davvero in crescita.

La tendenza dei viaggi coolcations, nel 2026, sembra essere letteralmente esplosa. Una recentissima ricerca condotta da Data Appeal Mabrian, società del Gruppo Almaviva che raccoglie dati digitali su recensioni, gradimento, flussi e attività commerciali delle destinazioni turistiche, ha rilevato un interesse crescente per le regioni della Scandinavia. Sulla versione francese del portale Hotels.com, le ricerche di camere a Copenaghen sono aumentate sensibilmente da quando, a maggio, la prima ondata di caldo torrido ha colpito la Francia. Quelle per Dublino sono invece salite in modo altrettanto significativo.

Il sondaggio nazionale

Il caldo estivo sempre più intenso sta cambiando le abitudini di viaggio anche della popolazione svizzera. Stando a un sondaggio condotto dalla società austriaca di ricerche demoscopiche Marketagent per conto del tour operator Dertour Suisse, una parte significativa degli svizzeri ha già adeguato i propri piani di vacanza a causa del caldo. Un’altra quota intende farlo in futuro, mentre una parte consistente non prevede alcun cambiamento.

La modifica delle abitudini è particolarmente marcata tra i più giovani. Anche tra i Millennials la quota è molto elevata. La percentuale è invece inferiore, ma pur sempre molto significativa, tra la Generazione X e i Boomer. Le coolcations, insomma, si sono fatte strada anche da noi. E da tempo.

I dati sulle prenotazioni di Dertour Suisse confermano questa tendenza, così come reso noto dall’azienda in occasione della pubblicazione del sondaggio: negli ultimi anni, la domanda di destinazioni quali Scandinavia, Scozia o Canada è aumentata sensibilmente.

La montagna cresce

In attesa dei dati di luglio e agosto del settore alberghiero ticinese, un esempio di coolcation molto vicina a noi giunge da San Bernardino, località mesolcinese al centro di un rilancio turistico legato a iniziative immobiliari promosse dall’imprenditore ticinese Stefano Artioli.

Niccolò Meroni, responsabile marketing di San Bernardino Swiss Alp, conferma al Corriere del Ticino numeri abbastanza inequivocabili: «Nei mesi di giugno e luglio, abbiamo segnato una crescita del 40% dei pernottamenti e delle presenze rispetto alle stesse date dello scorso anno. Crescita che, nei primi giorni di agosto, è andata oltre il 50%».

Sicuramente, aggiunge Meroni, «il caldo che ha investito la pianura ha spinto molti a orientarsi verso la montagna. Lo abbiamo capito guardando soprattutto alle caratteristiche dei clienti: molte famiglie e molte persone anziane».

Non soltanto, quindi, chi ama stare in quota per le passeggiate o le escursioni in bicicletta, ma anche chi ha deciso di regalarsi una tregua dal grande caldo.

Il fenomeno, dice ancora Niccolò Meroni, è comunque «visibile da almeno tre anni, così come testimonia la continua richiesta di abitazioni, non soltanto in affitto». Va da sé che con i nuovi servizi e una domanda maggiore, i valori al metro quadrato delle case stanno salendo. «Tre anni fa, per il nuovo, i prezzi oscillavano tra 5.500 e 6.500 franchi - dice il responsabile marketing di San Bernardino Swiss Alp - oggi ci attestiamo tra 8.500 e 9.000 franchi».

Nessuno sconto

La canicola non ha fatto sconti a chicchessia. Ne ha subìto le conseguenze anche la Società di Navigazione del Lago di Lugano (SNL), il cui direttore Simone Bianchi, ai microfoni di TeleTicino, ha ammesso qualche giorno fa come le ondate di caldo torrido delle settimane scorse abbiano fatto desistere i turisti dal salire sui battelli della SNL, causando inevitabilmente un calo della clientela.

«Di mattina - ha detto Bianchi a TeleTicino - abbiamo avuto un numero di passeggeri sui battelli in linea con le aspettative; di pomeriggio, invece, no perché, a meno di non restare nelle sale climatizzate del battello, chi stava sul ponte superiore all’aperto rischiava di avere effettivamente caldo».

Soluzioni da trovare

Chi aveva lanciato l’allarme caldo già qualche anno fa è Lorenzo Pianezzi, proprietario dello Zurigo Downtown a Lugano, in zona pensilina Botta, e per anni presidente della sezione ticinese di HotellerieSuisse.

«In passato - dice Pianezzi al Corriere del Ticino - le ondate di calore duravano pochi giorni che bastavano, però, a capire come i turisti svizzero-tedeschi, ad esempio, non amassero volentieri simili condizioni meteo. Ora, il caldo si è protratto molto più a lungo, e infatti abbiamo dovuto fare i conti con un calo delle presenze alla fine di giugno e all’inizio di luglio».

Pianezzi non ama passare per quello che si lamenta. «Non mi piace affatto - sottolinea - ma è chiaro che il nostro lavoro è molto legato al meteo. Dobbiamo quindi ragionare su come essere attrattivi e affrontare seriamente la discussione sui cambiamenti climatici».

Soluzioni immediate come l’aria condizionata ovunque, quindi, ma anche «attrazioni legate all’acqua, piscine e wellness». E poi, un dialogo con le Città per «fare in modo che nei centri urbani ci siano più zone di frescura. Le piazze più importanti del Ticino sono tutte esposte al sole: piazza Riforma a Lugano, piazza Grande a Locarno, piazza del Sole a Bellinzona. Non ci sono alberi, né attrezzature per rendere le passeggiate meno problematiche».

Secondo l’ex presidente ticinese di HotellerieSuisse bisogna quindi cominciare a prendere atto che i «periodi di maggio-giugno e di settembre-ottobre saranno, in futuro, probabilmente più importanti per noi dei due mesi tradizionali delle vacanze, ovvero luglio e agosto. Le estati troppo calde saranno inevitabilmente un problema, trovare subito le soluzioni è necessario».