Esplosione al Ritom, morti due operai AET: la tragedia scuote la Leventina

La quiete del villaggio di Piotta questa mattina è stata sconvolta da un rumore sordo proveniente dalla zona della centrale idroelettrica del Ritom. I residenti nelle case vicine non ci hanno fatto caso: l’area è infatti occupata ormai da tempo dal cantiere per la costruzione del nuovo impianto di produzione di elettricità. Dal vecchio edificio, che l’anno prossimo sarà dismesso, ha però iniziato a fuoriuscire del fumo, seguito da un forte odore di bruciato. Qualche minuto più tardi si è udito il suono delle sirene dei pompieri dell’Alta Leventina e di Biasca, delle ambulanze di Tre Valli Soccorso e della Polizia cantonale. A quel punto è apparso chiaro che era successo qualcosa di grave, anche in considerazione del fatto che sul piazzale della centrale si è posato l’elicottero della Rega. E con il passare dei minuti quell’impressione si è tramutata in realtà. Una cruda realtà: due operai dell’Azienda elettrica ticinese (AET) che mancavano all’appello, erano deceduti a causa di un’esplosione seguita da un incendio avvenuti qualche minuto dopo le 9.30 all’interno della vecchia centrale. In un primo momento le notizie ufficiali parlavano di due feriti gravi, ma le voci che si rincorrevano a Piotta riferivano di due morti. Difficile verificarle sul posto. L’intera area era transennata e l’accesso era consentito esclusivamente ai mezzi di soccorso. Tali voci sono state infine confermate a metà pomeriggio dalla Polizia cantonale. «Stando a una prima ricostruzione - recita il comunicato stampa - si è verificata un’esplosione che ha coinvolto i due operai, un 55.enne cittadino svizzero domiciliato nel Luganese e un collega 18.enne residente in Leventina, successivamente deceduti a causa delle gravi ferite riportate».
Pompieri all’opera fino a sera
Ancora da chiarire le cause della disgrazia. In serata l’accesso all’edificio, all’interno del quale i pompieri sono stati impegnati per tutta la giornata, non era ancora stato consentito ai tecnici dell’AET in quanto erano in corso i rilievi da parte degli specialisti della Polizia scientifica. Secondo alcune indiscrezioni, i due operai sarebbero stati raggiunti dalle fiamme e dal fumo all’interno di un cunicolo che collega il vecchio edificio con la nuova struttura. I colleghi avrebbero tentato di soccorrerli, ma le fiamme hanno reso impossibile ogni tentativo di avvicinarsi al luogo dell’incidente. Toccherà dunque all’inchiesta coordinata dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni far piena luce sull’accaduto. Di sicuro vi è che la produzione della centrale, che ha subito gravi danni strutturali, è stata interrotta. Per prestare sostegno psicologico ai familiari delle due vittime e ai loro colleghi, visibilmente scossi per quanto accaduto, è stato richiesto l’intervento del Care Team.
Commozione e incredulità
La disgrazia ha suscitato commozione e incredulità in Alta Leventina e in tutto il Cantone. Sentimenti condivisi da Roberto Pronini, direttore dell’AET, e Nicolas Ecoffey, responsabile energia delle FFS (l’ex regia federale è proprietaria della centrale), i quali si dicono profondamente scossi dal tragico incidente ed esprimono il loro cordoglio ai familiari delle vittime. «FFS e AET - si legge in una nota stampa congiunta - sono in stretto contatto con le autorità competenti, che chiariranno le cause e l’esatto decorso dell’evento. Entrambe le aziende analizzeranno l’accaduto per comprenderne le cause e trarne gli insegnamenti necessari». Al dolore suscitato dalla tragedia si unisce il Consiglio di Stato, esprimendo immensa tristezza e sgomento per quanto accaduto alla centrale idroelettrica del Ritom a Piotta. «Il Governo esprime a nome di tutta la popolazione ticinese un pensiero di cordoglio, vicinanza e solidarietà alle famiglie delle persone decedute». Parole piene di commozione e di vicinanza ai congiunti dei due operai giungono anche dal sindaco di Quinto, Davide Gendotti. «È una tragedia, morire sul lavoro non dovrebbe mai succedere. Esprimo tutta la mia solidarietà e quella della nostra comunità ai familiari delle persone decedute».
«Prevenzione da rafforzare»
Sul drammatico incidente hanno preso posizione anche i sindacati. «Esprimiamo solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime, ai colleghi, a tutti coloro che sono stati toccati direttamente da questo incidente», ha detto Giangiorgio Gargantini, segretario cantonale di UNIA, ai microfoni di TeleTicino. «Questi incidenti si riproducono purtroppo sempre più spesso in Ticino. Abbiamo avuto quattro incidenti mortali sul lavoro nel 2025 e siamo al quarto incidente mortale quest’anno. Sono dati che fanno paura, che fanno arrabbiare e che creano shock in tutta la popolazione, in tutti i lavoratori nel sindacato. Un tema che dovrebbe essere in cima ad ogni agenda politica del Cantone e dovrebbe essere una priorità: è semplicemente inconcepibile uscire il mattino di casa per andare a lavorare e non fare ritorno alla sera».
Da parte sua, l’Unione sindacale svizzera sezione Ticino, nell’esprimere «profondo cordoglio» per quanto accaduto questa mattina, afferma in un comunicato che «la sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta. Non può essere subordinata a nessuna altra considerazione o esigenza. Ogni lavoratrice e ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa alla fine della propria giornata lavorativa». Il sindacato, in attesa che si faccia «piena luce» sulle cause e sulla dinamica dell’incidente, chiede «che da questa ennesima tragedia si traggano tutti gli insegnamenti necessari e che la prevenzione degli infortuni mortali venga rafforzata concretamente». Per l’USS, «è il momento di rafforzare con urgenza l’impegno per la prevenzione e di garantire che in ogni luogo di lavoro la sicurezza venga prima di qualsiasi altra considerazione». Anche Claudio Isabella, segretario OCST per il Sopraceneri, esprime a nome del sindacato «profondo cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime» della tragedia occorsa alla centrale idroelettrica del Ritom. «Ogni incidente sul lavoro è un incidente di troppo. Bisogna lavorare affinché con la prevenzione questi tragici eventi non si ripetano».

