Fatto di sangue a Biasca, «quali misure per proteggere la popolazione?»

Il fatto di sangue avvenuto nel pomeriggio di ieri a Biasca, dove un giovane di 21 anni è stato accoltellato e gravemente ferito al culmine di una lite, è finito al centro di un'interrogazione presentata dal Gruppo Lega dei Ticinesi al Consiglio di Stato.
In merito all'aggressione, è stato comunicato oggi dalle autorità l'arresto di un cittadino siriano di 17 anni. Un fatto che per la Lega «solleva interrogativi sulla sicurezza della popolazione, sulla prevenzione della violenza giovanile e sull’efficacia dei controlli nei confronti delle persone ammesse a soggiornare nel nostro Paese».
Ferma restando la presunzione d’innocenza e senza interferire con il procedimento penale, si precisa nell'interrogazione, il gruppo Lega ritiene «necessario» chiarire se emergano criticità nella gestione amministrativa, nell’accompagnamento e nella sorveglianza di persone che manifestano comportamenti violenti.
«L’accoglienza comporta il rispetto delle nostre leggi. La tutela della popolazione e la prevenzione della recidiva devono essere priorità concrete, sostenute da uno scambio tempestivo d’informazioni fra autorità giudiziarie, polizia, servizi della migrazione e strutture incaricate dell’accompagnamento», rileva la Lega. «Occorre anche quantificare il fenomeno con dati verificabili, distinguendo la criminalità transfrontaliera dai reati commessi da cittadini stranieri residenti e da persone appartenenti al settore dell’asilo».
Gli interrogativi al Governo
Fatte queste considerazioni, la Lega pone quindi una serie di diverse domande sulla questione della sicurezza, dei dati disponibili e delle misure per proteggere la popolazione.
1. Situazione della persona arrestata. Nei limiti delle informazioni comunicabili e della tutela del minorenne, quale titolo di soggiorno possiede il giovane indicato nell’articolo? Da quanto tempo si trova in Svizzera e in Ticino? È inserito nel settore dell’asilo e, in caso affermativo, quale autorità ne ha disposto l’attribuzione al Cantone?
2. Precedenti segnali di rischio. Senza entrare negli accertamenti penali in corso, è possibile indicare se, prima dell’episodio, le autorità o i servizi competenti avessero ricevuto segnalazioni di comportamenti violenti, minacce o altri elementi di rischio? Quali procedure d’intervento sono previste in simili circostanze?
3. Accompagnamento dei minorenni. Quali controlli, forme di accompagnamento e misure di prevenzione sono previsti per i minorenni stranieri inseriti nel settore dell’asilo, distinguendo fra accompagnati e non accompagnati? Come viene verificata l’efficacia di tali misure?
4. Dimensioni del fenomeno. Per gli ultimi cinque anni e per il 2026, fino all’ultimo dato disponibile, quanti imputati sono stati registrati in Ticino per reati violenti? Si chiede una ripartizione per maggiore o minore età, cittadinanza, residenza e, dove disponibile, statuto di soggiorno, distinguendo residenti permanenti, persone del settore dell’asilo e non residenti. Si chiede inoltre di distinguere questi dati dalle condanne definitive.
5. Recidiva e prevenzione. Quali dati sono disponibili sulla recidiva per reati violenti nelle categorie indicate? Come vengono individuate e seguite le persone che presentano un rischio concreto di reiterazione?
6. Coordinamento fra autorità. Le attuali procedure assicurano che le informazioni rilevanti per la sicurezza siano trasmesse tempestivamente fra polizia, autorità giudiziarie, servizi della migrazione, autorità di protezione e strutture d’accoglienza? Il Governo ravvisa lacune operative o normative?
7. Conseguenze sul soggiorno. In presenza di reati gravi o reiterati, quali verifiche vengono avviate sul diritto di soggiorno e quali misure possono essere adottate? Si chiede di distinguere fra maggiorenni e minorenni e fra provvedimenti penali e amministrativi.
8. Esecuzione degli allontanamenti. Negli ultimi cinque anni, quante persone condannate per reati violenti sono state effettivamente allontanate dalla Svizzera nell’ambito di procedure seguite dalle autorità ticinesi? Quanti provvedimenti restano ineseguiti e per quali principali motivi?
9. Risorse e costi. Polizia, giustizia minorile e servizi incaricati della gestione delle persone a rischio dispongono di risorse sufficienti? Quali costi supplementari riconducibili a questi interventi sono quantificabili e quale quota viene assunta dalla Confederazione?
10. Richieste a Berna e interventi cantonali. Quali misure concrete intende adottare il Consiglio di Stato per rafforzare la prevenzione e la protezione della popolazione? Quali richieste intende rivolgere alla Confederazione in materia di controlli, gestione dei casi violenti, esecuzione degli allontanamenti e copertura dei costi? Con quali tempi?
